L’Associazione Italiana Sommelier (Ais) è la realtà nazionale che dal 1965 si occupa di formazione dei sommelier e di promozione della cultura del vino. Attraverso corsi, degustazioni, incontri e attività di divulgazione accompagna sia chi vuole trasformare la passione per il vino in una preparazione qualificata, sia chi semplicemente desidera conoscerlo e apprezzarlo meglio. Una presenza che anche nel territorio ravennate è ormai consolidata, con 390 iscritti distribuiti tra le due delegazioni di Ravenna e Faenza.
Ma come si diventa sommelier Ais? Il percorso prevede tre livelli di corso e il superamento dei relativi esami. Ogni livello comprende circa 15 lezioni e affronta progressivamente i diversi aspetti della conoscenza del vino, dalla degustazione al servizio. I corsi vengono organizzati indicativamente da settembre a dicembre e da gennaio a maggio, con sedi e livelli che possono variare. Attualmente è attivo un primo livello sia a Ravenna sia a Faenza, mentre a Lugo è in corso un secondo livello.
Anche i costi sono progressivi: circa 440 euro per il primo livello, 590 per il secondo e 680 per il terzo, esame compreso. Una volta completato il percorso, la qualifica rimane per tutta la vita: non è necessario tornare a sostenere esami o rifare periodicamente i corsi. Per chi vuole continuare a studiare, l’Ais propone però seminari e percorsi di approfondimento, tra cui quelli dedicati alle tecniche di servizio e alla formazione del degustatore. L’iscrizione annuale all’associazione costa 90 euro.
La provincia di Ravenna è divisa in due delegazioni, Ravenna e Faenza, che complessivamente contano 390 iscritti: 260 nella delegazione ravennate e 130 in quella faentina. Di questi, 227 hanno completato il percorso dei tre livelli e ottenuto il diploma di sommelier. Numeri che inseriscono il territorio in una realtà ancora più ampia: la subregione Ais Romagna supera infatti i 1.400 iscritti.
La delegazione di Ravenna è guidata da Antonio Corsini, sommelier e degustatore ufficiale, affiancato dalla vice delegata Giulia Nuzzo e dalla referente dei servizi Ivana Berti. A Faenza il delegato è Mirko Morini. Accanto agli attuali responsabili, il territorio può contare su una storia consolidata di formazione e divulgazione, con figure come Pietro Vicchi, già delegato e relatore ufficiale, e i relatori Vitaliano Marchi e Anna Grossi. Marchi ha ricoperto in passato anche il ruolo di delegato e di referente per le guide nazionale e regionale.
La formazione Ais si svolge in diverse sedi della provincia: a Ravenna all’Oliver di via Maggiore, nuova sede didattica, all’Accademia del Gusto e all’Hotel Cube; a Faenza al Circolo Rione Verde e al Rione Nero. In Bassa Romagna è invece importante la collaborazione con Ascom Lugo.
L’attività non si limita però alle aule. La delegazione organizza degustazioni, incontri e iniziative che portano la cultura del vino sul territorio. Tra gli appuntamenti recenti c’è stato “Sorsi in cammino”, a Bagnacavallo, che ha unito un percorso storico-spirituale alla degustazione guidata di vini. Ad Alfonsine, invece, l’Ais è stata protagonista di iniziative dedicate anche al rapporto tra vino e birra.
Il momento di maggiore visibilità per la delegazione arriva però con GiovinBacco, la grande manifestazione dedicata ai vini di Romagna che a fine ottobre porta nel centro storico di Ravenna produttori, appassionati e operatori. L’Ais presidia i punti di degustazione e partecipa ai laboratori, accompagnando il pubblico alla scoperta dei principali vitigni del territorio, dal Sangiovese all’Albana, dal Trebbiano al Bursôn.
Quanto agli iscritti, la situazione oggi viene descritta come sostanzialmente stabile. Il picco era stato raggiunto negli anni immediatamente precedenti al Covid, quando gli associati erano leggermente più numerosi rispetto a quelli attuali. Dopo la pandemia, dunque, non si è registrata una vera crescita, ma nemmeno un ridimensionamento significativo.


