lunedì
20 Aprile 2026
calcio

Ravenna FC, «Arriveremo in Serie A». Ma c’è l’allarme strutture: «Lontani dai nostri competitor»

Mandorlini e Scocco al Circolo dei Forestieri parlano di bilancio della stagione, pubblico e piano strutturale per il futuro del club: «Il più in alto possibile nel minor tempo possibile»

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«Il primo intervento sarà sulle strutture, ma dal lato sportivo vogliamo raggiungere la Serie A il prima possibile». È una dichiarazione che ha fatto da filo conduttore a tutta la serata, più volte richiamata da Paolo Scocco e Davide Mandorlini durante l’incontro tra dirigenza del Ravenna FC e tifosi, andato in scena domenica sera al Circolo dei Forestieri nell’ambito della rassegna “Cronache di Sport”.

A entrare nel merito della stagione è il direttore sportivo Davide Mandorlini, che parte da un bilancio sportivo positivo ma con margini di rimpianto: «Già dal ritiro sapevamo di aver costruito una squadra competitiva, da prime quattro o cinque posizioni, pur con un budget inferiore rispetto alle prime due. Ora ci andremo a giocare i playoff come miglior terza anche se con qualche punto in più potevamo restare agganciati fino alla fine per la vittoria del campionato». Mandorlini allarga poi lo sguardo al contesto generale trovato al momento dell’entrata in società di Cipriani: «Siamo partiti non da zero ma da sotto. Sul piano delle strutture siamo molto indietro, anche rispetto ad altre realtà regionali. Ad esempio in questa stagione abbiamo dovuto girare mezza provincia per trovare campi adeguati, e questo inevitabilmente incide su tutto, anche sugli infortuni e sulla continuità di lavoro».

Sul piano tecnico, Mandorlini racconta anche il recente avvicendamento in panchina tra Marchionni e il padre Andrea: «Non è stato semplice prendere mio padre come allenatore, sapevo che ci sarebbero state critiche. Ma mi serviva un tecnico competente, che migliorasse i giocatori e capace di gestire un gruppo con personalità importanti che comporta scelte difficili». E aggiunge: «Con lui e mio fratello Matteo abbiamo armonia e un rapporto di grande fiducia nonostante sia un bel martello». Mandorlini spende anche parole al miele per il vicepresidente Ariedo Braida: «Per me è fondamentale. Ha una conoscenza del calcio incredibile: gli altri lavorano con i dati, a lui basta un’occhiata per capire le potenzialità di un giocatore. Mi confronto sempre con lui sulle scelte di mercato».

Aiutata dai risultati del campo, la risposta della città alla nuova proprietà è stata subito forte, ma per Mandorlini va coltivata: «L’obiettivo era riportare entusiasmo e ci stiamo riuscendo. Vedere tanti giovani e tante ragazze allo stadio è un segnale importante. Vogliamo creare una cultura sportiva, un’identità forte tra squadra e tifosi, anche quando ci saranno stagioni difficili». E chiude il proprio intervento parlando del futuro: «Il nostro obiettivo è portare il Ravenna il più in alto possibile nel minor tempo possibile».

A raccontare il lato societario è il direttore generale Paolo Scocco, che ripercorre la nascita della “love story” tra il gruppo Cipriani e il Ravenna: «Tutto parte 8-9 anni fa, a New York, dove Ignazio ed io abbiamo iniziato a lavorare insieme dopo esserci conosciuti da bambini». Un legame personale diventato poi progetto imprenditoriale: «Dopo anni di lavoro insieme e tante attività aperte ci siamo detti che sarebbe stato bello fare qualcosa per la nostra città», così il passaggio decisivo arriva al rientro in Italia, nel 2020: «Avevo voglia di tornare per stare vicino alla famiglia e al mare. Non conoscevo la situazione del Ravenna Fc, poi mi sono informato e così abbiamo deciso di comprare il club». Da lì la trattativa con la vecchia proprietà, definita «aperta e collaborativa», fino alla nuova gestione. «Oggi siamo qui e ci godiamo il momento, ma con progetti importanti per il futuro». Scocco sottolinea la linea scelta dal club: «Io e Davide (Mandorlini ndr) abbiamo affiancato per circa un anno la vecchia proprietà dal lato operativo e proprio per questo abbiamo deciso di mantenere il 99% delle persone già presenti e gran parte degli allenatori del settore giovanile. Non volevamo stravolgere tutto, ma proprio sul lato vivaio siamo molto lontani rispetto a ciò che vorremmo essere».

Uno dei segnali più evidenti del cambiamento arriva dal pubblico: «Siamo passati da circa 800 spettatori a una media di oltre 4.000. Il Benelli è stato sold out più volte (7 volte su 18 per l’esattezza ndr): è un entusiasmo che ci dà energia ma che va alimentato con continuità anche il coinvolgimento delle scuole». A proposito di Benelli, Scocco ha parlato di uno stadio che raddoppierà la propria capienza, arrivando in futuro a 10mila sedute (nonostante con il primo stralcio di lavori si arriverà solo a 6345). Sempre sulle strutture, il dirigente entra più nel dettaglio: «L’obiettivo è creare un centro moderno a Fosso Ghiaia per il settore giovanile, con 4 campi di cui due in sintetico, palestra e ristorante, non stile Viola Park ma più come il centro di Martorano (sede delle giovanili del Cesena ndr)». Per la prima squadra, invece, «si investirà su Glorie per migliorare qualità del centro e attrarre giocatori ancora più importanti».

Il concetto chiave resta la sostenibilità, garantita anche dalle 140 aziende attualmente sponsor dei giallorossi: «Il Ravenna deve crescere, ma senza fretta di arrivare – dice Scocco -. Siamo un gruppo determinato, ambizioso e che sogna. Io sono convinto che noi ce la faremo ad arrivare in Serie A: non so in quanti anni ma sono convinto di riuscirci per il gruppo di lavoro che siamo». Una Casa Cipriani anche a Ravenna? «Ci stiamo lavorando, ma le grandi potenzialità della città di Ravenna sono in parte vanificate dalle difficoltà di collegamento. Speriamo in un collegamento tra Milano e Ravenna con i treni ad alta velocità».

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