Alcune sorprese in scena, da non perdere, aspettando i festival estivi

Pamela Villoresi Marco Scolastra

Pamela Villoresi e Marco Scolastra

Maggio è una strana parentesi nel lunario teatrale. Le stagioni sono quasi tutte finite (ma perché?) e i festival estivi non sono ancora iniziati. Di solito bisogna cercare al lumicino qualche appuntamento interessante, rovistare nella provincia. Ma subito spuntano le sorprese.

Di “Polis”, il festival curato da ErosAntEros, si è già detto. Giunta alla seconda edizione, la rassegna di Agata Tomsic e Davide Sacco congiunge perfettamente la chiusura della Stagione dei Teatri con l’inizio dei grandi appuntamenti del Ravenna Festival. Un festival-giuntura graditissimo, che va a riempire un vuoto stagionale con personaggi del calibro di Ascanio Celestini, il 16 maggio all’Alighieri con Laika; di Valter Malosti, con Lo stupro di Lucrezia, al Rasi il 25; e con i padroni di casa, gli ErosAntEros, che il 23 maggio, sempre al Rasi, portano il loro nuovo spettacolo Vogliamo tutto!, dedicato al ’68. Ma “Polis” è molto di più: incontri, presentazioni di libri, biglietti sospesi. Insomma, tenetelo d’occhio (e guardate l’inserto centrale).

Altro appuntamento fortemente consigliato, di cui si è già parlato in questa rubrica, è Settimo cielo dei Bluemotion, che il 4 maggio chiude la stagione teatrale ravennate al Rasi. La romana Giorgina Pi indaga ancora sulla drammaturgia di Caryl Churchill, affrontando questa volta un testo del 1979, che de-costruisce l’ideologia della società vittoriana inglese mettendo in discussione ruoli, rapporti di potere e analizzando gli strascichi segreti del colonialismo.

A sorpresa, il 12 maggio, il Diego Fabbri di Forlì ospita l’ultima produzione del giovane gruppo bolognese Kepler-452, F. Perdere le cose. Spettacolo stralunato, sospeso fra ironia leggera e poesia, proprio come i suoi autori: Paola Aiello, Nicola Borghesi ed Enrico Baraldi. Il tentativo è quello di portare la realtà sul palco attraverso il racconto della vita di un senzatetto di Bologna: esperimento interessante, freschissimo, che lascia intravedere una possibile via di svecchiamento generazionale del panorama italiano.

La stessa domenica 12 maggio, sempre alle 21, l’appena restaurato Ridotto del Goldoni di Bagnacavallo ospita una delle più grandi attrici italiane, Pamela Villoresi. L’attrice interpreterà un testo di Maria Letizia Compatangelo dedicato ad Eleonora Duse, La musica dell’anima. Al pianoforte, Marco Scolastra. L’incontro è gratuito fino ad esaurimento posti, quindi veloci.

Concludiamo a Cesena, dove la collaborazione fra Teatro Valdoca ed Ert già dall’anno scorso si concretizza in appuntamenti speciali, intitolati “Disgelo dei nomi” – lo zampino di Mariangela Gualtieri è evidente sin dal titolo. Quest’anno saranno ben cinque le brevi pièces teatrali raccolte sotto il titolo di Ecce cor meum. Andranno in scena nella Chiesa del Santo Spirito, il 24 e 25 maggio; gli artisti, quasi tutti giovani e collaboratori del Teatro Valdoca, presenteranno gli studi di nuovi lavori. Tra di loro anche la greca Alexia Sarantopoulou, della compagnia Nova Melancholia, recentemente vista all’Almagià in una bella prova fra teatro e danza dedicata Rosa Luxemburg.

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