venerdì
08 Maggio 2026
Rubrica Controcinema

Un horror distopico da Stephen King, bello e molto potente

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È uscito un bell’horror distopico tratto da uno dei primi romanzi del maestro del genere Stephen King: The Long Walk – La lunga marcia, dall’omonimo romanzo. La regia è di Francis Lawrence, grande specialista del cinema di genere da Constantine con Keanu Reeves a Io sono leggenda con WIll Smith fino all’intera saga degli Hunger Games. Il protagonista è Cooper Hoffmann (figlio del compianto Philip Seymour Hoffmann) lanciato da Licorice Pizza di Paul Thomas Anderson; e il ruolo del “cattivo”, come vedremo, è di Mark Hamill, l’indimenticabile Luke Skywalker di Guerre Stellari.

Il film segue abbastanza fedelmente la trama del romanzo di King salvo distaccarsene nel finale. Siamo in un passato alternativo e distopico degli anni ‘60 negli Stati Uniti. Non si sa bene di preciso cosa sia successo, ma per certo hanno perso la Grande Guerra e ora sono in una gravissima depressione economica simile a quella degli anni ‘30. Il lavoro manca, la popolazione sopravvive con poco, non ci sono prospettive di crescita per nessuno, e tutto ha portato a una dittatura militare fascista che ha proibito tantissimo del passato, a partire da libri e canzoni rock. Le esecuzioni sommarie senza processo da parte delle autorità sono quotidiane. C’è solo un modo per i giovani di sperare in un cambiamento: essere sorteggiati tra i 100 “volontari” che concorrono alla gara annuale La Lunga Marcia organizzata dal governo, l’evento più importante della nazione. Il giovane Ray (Cooper Hoffmann) vive con la madre in questo mondo derelitto, e parteciperà alla gara, ma la madre è disperata. È una gara dall’obiettivo semplice: si cammina ininterrottamente, giorno e notte, senza mai fermarsi, dormire o riposarsi, a una velocità minima di 5 km/h lungo le strade della nazione. La gara finisce quando ne rimane uno solo, il vincitore, che guadagnerà tantissimi soldi e un desiderio da realizzare. La gara è “arbitrata” dai militari, capitanati dal cattivo Maggiore (Mark Hamill). Ma la gara funziona che quando un partecipante rallenta, si ferma, cerca di scappare, questo viene eliminato fisicamente, ucciso sul posto. Ray stringe amicizie profonde, svelando il vero motivo per cui partecipa… Chi sopravviverà a questa catena di cadaveri morti e abbandonati in strade vuote e depresse ?… e in che modo?

Un bel film che si svolge tutto per strada, con una intensa evoluzione di tutti i personaggi, che racconta monoliticamente una survival march, mantenendo l’ambientazione temporale del libro: gli ucronici anni ‘60, non riattualizzati al nostro presente. Metafora molto potente di come le società che diventano dittature uccidano i loro figli.

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