Teniamoci stretti questi Sunday Morning

Al primo ascolto, se non particolarmente attento, potrebbe passare inosservato. Troppe cose già sentite, inevitabilmente. E in effetti la mancanza di originalità è probabilmente l’unico difetto di questo album, difetto peraltro condiviso con buona parte delle uscite discografiche da diversi anni a questa parte, va detto. Uscito lo scorso maggio a distanza di quasi dieci anni dal promettente esordio, “Instant lovers” è invece una vera chicca per tutti gli appassionati di folk-rock e power pop americano, quello degli anni sessanta e settanta in particolare, con due nomi tutelari in particolare come Byrds e Big Star, almeno secondo chi scrive. Un genere tutto sommato classico, attualizzato con gusto, sulla scia di altre band come Galaxie 500 (nei pezzi più rallentati), Teenage Fanclub o, per restare in Italia, citando in alcuni casi una band di culto come gli Yuppie Flu. Ma seppur facilmente inquadrabile in una determinata categoria, il disco resta molto vario e mantiene così la tensione sempre alta, con una voce in grado di toccare diversi registri (anche quello simil-post-punk della trascinante “Johnny”, per dire), un lavoro di chitarre notevole e un suono davvero emozionante, almeno per gli appassionati del genere. Per fortuna, visti i precedenti, ora i Sunday Morning sono tornati con l’intenzione di restare. A ottobre – secondo quanto annunciato sui social network – pare infatti possa già uscire il seguito di “Instant Lovers”, per la neonata piccola etichetta dello staff del Bronson, che non si è lasciato sfuggire l’occasione di promuovere una delle band più importanti della sempre più vasta scena romagnola. Teniamocela stretta.

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