Il romanzo “L’anomalia” di Hervé Le Tellier è stato un caso letterario, ha vinto il premio Goncourt nel 2020, l’anno dopo ha venduto più di 800mila copie in Francia, è stato tradotto in 34 lingue (è stata annunciata anche una serie tv). La trama sembra solo fantascientifica: un aereo di linea attraversa una tempesta, rischia di precipitare e, invece, viene “duplicato” e atterra… due volte negli Stati Uniti, nel giro di 106 giorni; anche i passeggeri sono gli stessi; doppi, insomma. I secondi, però, hanno vissuto tre mesi in più e gli incontri fra loro saranno incredibili. Come lo è il finale.
Un grande artista italiano, Manuele Fior, ne ha realizzato una splendida versione a fumetti (sempre “L’anomalia” edito da Oblomov, settembre 2026), che sintetizza la storia selezionando alcuni personaggi, a partire da un sicario dalle mille identità, e ne indaga le trasformazioni, alcune delle quali in realtà avvengono non solo dopo gli incontri fra loro. Intanto il mondo si interroga su cosa sia successo e se l’evento possa, drammaticamente, ripetersi.
Se nella struttura il romanzo fa riferimento ai lavori del gruppo francese Oulipo-Officina di letteratura potenziale, fondato nel 1960 da Raymond Queneau con scrittori e matematici (in sintesi pensavano che regole rigide non limitino la creatività, ma possano creare nuove potenzialità di linguaggio; vi aderì anche Calvino), il fumetto ne traduce gli assunti e attraversa innumerevoli riferimenti alla cultura visiva, partendo da ritmi narrativi simili a quelli creati da Frank Miller e Alan Moore. Le numerose tavole senza dialoghi sono potentissime, sembrano storyboard, tratteggiate però da una fra le “matite” italiane più belle. Manuele Fior regala poi a molti personaggi i volti (in alcuni casi anche gli atteggiamenti) di protagonisti del mondo culturale contemporaneo, spesso cambiando solo il cognome; e ripete il gioco anche con le copertine dei libri che mette in scena. Insomma, la magia del romanzo è moltiplicata dalla bellezza della sceneggiatura e delle tavole a fumetti. Un piacere per gli occhi; e non solo.
Per la cronaca, Manuele Fior è nato a Cesena, ha girato l’Italia (è vissuto anche a Cervia) e il mondo (Norvegia ed Egitto, ad esempio), ha avuto riconoscimenti prestigiosi, partendo a soli 19 anni con il primo premio alla Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo, a Lisbona; nel 2022 è stato inserito dal quotidiano Le Monde fra i migliori disegnatori dell’anno.


