martedì
28 Luglio 2026
La denuncia

«Bottiglie di gin e prosecco a una comitiva di minorenni in un tavolo in discoteca a Marina»

I volontari dell'associazione nazionale carabinieri riportano la cronaca di un sabato notte tra lo sballo della località: soccorse due ragazzine ubriache

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La vendita e la somministrazione di alcolici in Italia sono vietate a chi ha meno di 18 anni, ma il nucleo di volontariato di Ravenna dell’associazione nazionale carabinieri (Anc) – che riunisce principalmente militari in congedo – segnala un caso avvenuto nella notte tra il 25 e 26 luglio in una discoteca di Marina di Ravenna. Una comitiva di circa quindici minorenni ha prenotato un tavolo d’accordo con un maggiorenne: una volta ottenute bottiglie di gin e di prosecco, a fronte di una spesa complessiva di 350 euro, il maggiorenne si sarebbe allontanato.

I volontari del nucleo Anc di Ravenna, guidati dal presidente Isidoro Mimmi, sono venuti a conoscenza della vicenda perché a cavallo delle 2 di notte in mezzora hanno soccorso – con l’ausilio della pubblica assistenza di Alfonsine – due ragazzine uscite dal locale incapaci di reggersi in piedi. Una terza adolescente, uscita dalla stessa disco nelle stesse condizioni, ha rifiutato assistenza perché già presa in cura dalle amiche.

I genitori sono accorsi con tre auto per riprendere la comitiva. Il presidente Mimmi fa sapere di avere relazionato i fatti alle autorità competenti: «Un tavolo da 350 euro con bottiglie di gin per una comitiva di diciassettenni interroga tutti: i genitori, che devono sapere come e dove i figli passano il sabato sera; i gestori, che hanno il dovere di verificare l’età di chi consuma; le istituzioni, che devono presidiare».

Non solo alcol. Tra l’uscita della prima e della seconda ragazza, l’attenzione dei volontari è stata attratta da un’accesa discussione fra un giovane e due steward del locale. «Il giovane protestava animatamente, ritenendo ingiusto essere stato buttato fuori per aver fumato uno spinello – ricorda Mimmi –. Calmato dai nostri volontari, il giovane ha raccontato di essere di origine tunisina, di avere 17 anni e di entrato nel locale con altri coetanei e maggiorenni che pure, saltuariamente, fumano qualche canna».

Una fotografia numerica dello sballo alcolico arriva dagli alcoltest volontari e gratuiti che l’Anc propone ai frequentatori della località. Tra i 61 minorenni che si sono sottoposti spontaneamente alla prova, quasi uno su due è risultato positivo.

In totale i test eseguiti sono stati 531 (379 uomini, 152 donne): il 63,1 percento (335) oltre la soglia di attenzione. «Il dato più severo – commenta Mimmi – non riguarda i giovanissimi, ma la fascia 26–50 anni: 71,5 percento di esiti positivi. Tra i 18 e i 25 anni la percentuale è del 63,5. Solo gli over 50 si confermano prudenti: positivo appena il 18 percento. A questi si aggiungono 21 persone tra i 22 e i 35 anni in evidente stato di ebbrezza, non testate, che hanno dichiarato di aver bevuto consapevolmente perché alloggiavano a Marina e non avrebbero guidato».

Dalle conversazioni con gli avventori emerge un ritratto dello sballo del sabato sera: «Non solo ragazzini, ma trenta-quarantenni, operai, universitari, infermieri, professionisti, perfino medici, organizzati in gruppi con un componente designato che promette di non bere per riportare tutti a casa. Dopo l’una di notte, gli intervistati dichiarano con disarmante sincerità da 3 a 6 drink a testa: cinque gin tonic per due giovani siciliani di 24 e 26 anni; cinque spritz per un ventiseienne bolognese; due cicchetti, tre spritz e un gin per un ventisettenne».

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