venerdì
28 Agosto 2026

Due libri e una città

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Quando andare a esplorare la pila sullo scaffale dei “da leggere” se non ad agosto? E così ecco due libri che mi aspettavano da un po’ e che per fortuna non ho lasciato troppo a lungo a impolverarsi. Due libri che, peraltro, mi hanno portata nella stessa città in una sorta di viaggio del tempo.

Finalista all’International Booker Prize nel 2025, unico italiano, Vincenzo Latronico ha scritto forse un romanzo-manifesto di un’intera generazione e di un’epoca. Nel suo Le Perfezioni (Einaudi), scritto da una terza persona che parla sempre di una coppia usando il plurale, vediamo infatti due ragazzi di poco più di vent’anni trasferirsi in una Berlino diventata internazionale, aperta al mondo che però ha già iniziato quello che ormai è l’inevitabile declino verso la gentrificazione. Li vediamo lavorare come grafici, content creator, designer di siti web da casa loro, una casa curata in ogni dettaglio che ogni tanto subaffittano per volare a fare weekend all’estero. In Latronico c’è un’analisi profonda e impietosa tra la perfezione apparente della vita di coppia e quello che c’è sotto la superficie. Un’insoddisfazione permanente, mai davvero dicibile, mai tangibile. Quell’orizzonte di bonaccia di chi alla soglia dei trent’anni non ha più molto o nulla a cui aspirare, né singolarmente, né collettivamente. Non c’è dramma, non c’è trauma, non c’è quasi trama in questo romanzo scritto con una lingua fluida, elegante, mai eccessiva. La nostalgia per qualcosa che non c’è mai stato, il lento scivolare nel mondo social, la vetrina di instagram che racconta una vita che non è, dove la noia e l’insoddisfazione non portano a scelte radicali, ma a timidi tentativi fino a che non arriva nel finale una svolta, anch’essa così figlia di questi tempi. Bravissimo, chirurgico, spietato.

Vincitore invece nel 2024 del Booker internazionale, Kairos dell’autrice tedesca Jenny Erpenbeck (edito da Sellerio nella traduzione di Ada Vigliani) è un romanzo d’amore tra un uomo di oltre cinquant’anni sposato e con un figlio e una ragazza di nemmeno venti nella Berlino Est della fine degli anni Ottanta. Uno spaccato di un mondo al tramonto che prepara la Berlino degli anni Novanta a quella del 2000 raccontata da Latronico. Appassionato, appassionante, scabroso. C’è la passione, il sesso, l’attrazione, il dilemma, il dolore, la lontananza, la follia, il rischio, il tradimento in uno sfondo quotidiano e politico di una Germania che sta facendo i conti con il passato, i due protagonisti sono come uno specchio generazionale di un intero paese. Ma Kairos è anche la storia di un’ossessione in cui l’amore si fa malattia mentre la grande storia incombe con la caduta del muro.

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