Ricordami così: un libro intorno a un vuoto

Ricordami così di Bret Anthony Johnston è un romanzo costruito attorno a un grande silenzio, dove spicca il non detto, il non narrato. Conosciamo una famiglia composta da padre, madre, figlio e nonno dove un membro, il primogenito, è stato rapito e manca da casa da quattro anni. I personaggi gestiscono come possono la loro solitudine e osserviamo la famiglia nelle dinamiche disgregative innescate dalla scomparsa del ragazzino senza poter sapere come fosse davvero  prima. Per parte del libro non capiamo nemmeno se Justin sia fuggito o sia stato rapito, tantomeno se sia vivo o morto. Del resto, non lo sa nemmeno la sua famiglia. Solo lui lo sa, ma lui nel libro non c’è. La madre passa il proprio tempo a fare la volontaria in un centro recupero cetacei, il padre, insegnante, ha un’amante, Griffin, il fratello minore, è un ottimo skater che ama starsene per i fatti propri e frequenta una ragazza che era amica del fratello, il nonno ha un banco di pegni ed è un uomo burbero ma dolce con trascorsi in prigione. Il libro racconta le  loro vite e i loro pensieri spostando il punto di vista interno continuamente, e continuerà a farlo anche una volta che Justin sarà tornato. Già, perchè Justin a un certo punto ritorna. Ma non sarà il momento  del disvelamento. Da quel momento si innescano invece nuove dinamiche ma di lui continueremo a sapere poco.  Il vero focus di un romanzo su un rapimento, infatti, non è il rapimento. È piuttosto tutto ciò che accade intorno e in conseguenza di quell’avvenimento. Sensi di colpa incrociati si rincorrono, desideri di vendetta affiorano e si sopiscono, fili interrotti vengono riannodati, routine quotidiane date per scontate diventano conquiste, barbecue e prati artificiali pilastri di complicità da ricostruire. Un libro che non concede nulla alla curiosità morbosa per la cronaca nera, che gira intorno all’orrore più crudo senza mostrarlo, un libro che vive attorno a un vuoto: un vuoto di tempo, di narrazione, di conoscenza. E si tratta di un vuoto che solo in minima parte sarà colmato. Ma questo non rende monco il romanzo, anzi. Perché ciò che conta, in Ricordami così, è appunto tutto il resto. Un resto raccontato con un realismo tutto americano nella insolita cornice di Corpus Christi nel Texas, terra di surfer e vacanze dove invece la famiglia conduce una vita quanto mai ordinaria di lavoro (e skate piuttosto che surf) e dove ancora aleggia l’incubo dei rapimenti dei bambini ai cosiddetti coloni da parte dei Comanche (vedi Il figlio di Meyer). Un realismo che serve a rendere quanto mai credibili e vicini i coprotagonisti (in particolare il fratello e il nonno) di una storia che cambia le loro vite ma che, alla fine, non ci viene davvero raccontata. Un’operazione di ellissi non scontata.
Bret Anthony Johnston, Ricordami così, traduzione di Federica Aceto, Einaudi

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