Rossi-Bezziccheri: quando si avverano i sogni di bellezza del pubblico

Rossi BezziccheriEtica è in filosofia la dottrina che indaga intorno al vero bene, estetica è, invece, la dottrina del bello. Secondo il filosofo viennese Ludwig Wittgenstein, per alcuni il massimo pensatore del XX secolo, questi concetti sono un tutt’uno, e certamente è così in ambito culturale giacché per rifuggire dalle dinamiche del panem et circenses imperanti sia nell’antica Roma sia nella società moderna è necessaria la lente dell’estetica per indagare l’etica. Il concerto conclusivo della rassegna Mikrokosmi, che ha visto il 22 aprile sul palco della sala Corelli di Ravenna il duo composto dal violista Danilo Rossi e dal pianista Stefano Bezziccheri, si ascrive sicuramente al novero di queste lenti.

Come d’uso il concerto era spezzato in due parti, la prima con grandi brani di repertorio, la seconda, in occasione del trentesimo anniversario del duo, con musica a richiesta del pubblico. La rottura del ghiaccio, avvenuta con uno dei brani più noti della produzione di Robert Schumann, i Märchenbilder op. 113, opera tra le più etiche del musicista tedesco, è stata un risveglio dalle terre oniriche in cui ancora qualcuno tra il pubblico vagava. La viola dal timbro brunito, importante e mai sfacciato, intesseva con il pianoforte un dialogo che portava l’ascoltatore a quella sete di bellezza che solo il duo avrebbe potuto placare. Totalmente diversa l’esecuzione della Sonata op.120 n. 2 di Johannes Brahms che, seppur manifestando una certa continuità con l’estetica schumanniana, se ne discostava mantenendo anche un rigore formale magistralmente evidenziato dai bravi esecutori sul palco ravennate.

Come da copione, nei brani a richiesta si sono potuti avverare i sogni del pubblico: il Valse triste op. 44 di Jean Sibelius, il Bolero cubano di Stefano Nanni (dalla Sonata composta proprio per questi interpreti), il Notturno op. 19 di Pëtr Il’ič Čajkovskij e l’Allegro moderato dalla Sonata per arpeggione e pianoforte D. 821 di Franz Schubert.

Rossi e Bezziccheri sono monumenti viventi dell’arte musicale italiana e mondiale, maestri indiscutibili di bravura e intelligenza e i trent’anni di matrimonio artistico, sempre a livelli sublimi, sono certamente la riprova di queste doti.
Mikrokosmi chiude in bellezza la 20a edizione con l’invito all’anno prossimo della direttrice artistica, Barbara Valli: incredibile a dirsi visti i numerosi tagli che questa importante rassegna ha subìto. Il filosofo Arthur Schopenhauer la chiamerebbe volontà di vivere, di cui la musica è oggettivazione e immagine.

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