martedì
06 Ottobre 2026
Rubrica Sbicchierate

Ecco gli atleti della bevibilità

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Niente medaglie, record mondiali o controlli antidoping: agli Athlètes du Vin basta allenare con una certa regolarità il gomito. Dietro il nome scherzoso si trova un progetto nato nel 2016 all’interno di Vini Be Good, rete di piccoli vignaioli della Valle della Loira accomunati da una viticoltura rispettosa dell’ambiente e da un’idea del vino decisamente poco ingessata. Les Athlètes du Vin non è propriamente un’azienda agricola, ma una forma di négoce paysan: il collettivo seleziona uve o mosti da produttori conosciuti e fidati, mentre i vignaioli della rete seguono vinificazione e affinamento. Un modo per condividere competenze e organizzazione, garantire un compenso corretto agli agricoltori e proporre bottiglie territoriali a prezzi generalmente accessibili.

La squadra comprende molti dei protagonisti della Loira, quindi Chenin Blanc, Chardonnay e Sauvignon; Cabernet Franc, Gamay, Grolleau, Pineau d’Aunis e Pinot Noir, accanto a denominazioni come Chinon, Bourgueil, Saumur-Champigny e Menetou-Salon. Lo stile punta soprattutto su freschezza, frutto, interventi contenuti in cantina e una bevibilità che non richiede il diploma da sommelier. A completare il gioco ci sono le irresistibili etichette di Michel Tolmer, popolate da improbabili atleti alle prese con bottiglie e bicchieri. Io ho provato il Sauvignon e lo Chardonnay, ma punto a conoscerli tutti, l’atletica mi è sempre piaciuta. Li trovate alla Vecchia Enoteca di Porta Serrata. À la santé.

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