La teoria della pasta ai fagioli e l’indiepop dei Lowertown

Lowertown Gaping MouthLowertown – The Gaping Mouth (Dirty Hit, 2021)

Quando vado al ristorante e c’è la pasta ai fagioli nel menu, la ordino. Sempre. Non è che sia un particolare fan della pasta ai fagioli, mi piace, ma se mi chiedeste di dire cosa preferisco tra pasta ai fagioli e tagliatelle al ragù, probabilmente sceglierei le tagliatelle.
Ma la pasta ai fagioli mi dà questa idea di un piatto che se lo metti in menu, ecco, magari lo fai per una ragione. È un piatto povero che tutti sanno cucinare e non sempre si ha voglia di mangiare, e quindi magari la metti per regalare un’esperienza particolare a uno dei tuoi clienti.

Credo che tutto sia legato alla prima volta che ho mangiato pasta e fagioli in una trattoria dei colli cesenati in cui ho passato la tarda adolescenza. Ci siamo seduti, l’hanno proposta, l’ho scelta, mi sono innamorato. E da allora continuo a ordinarla, nella speranza di innamorarmi ancora – di quel piatto, di quella serata, della gente a tavola con me –. Spesso rimango soddisfatto. A volte no. Avete mai pensato a quante volte vi siete innamorati della stessa cosa? L’ennesimo film con inseguimento automobilistico, l’ennesimo romanzo medievale, l’ennesimo ragazzo coi capelli lunghi.

Diciamo che ci piace il genere, ma c’è di più, non so, il bisogno di inseguire un certo tipo di segno per ritrovare una versione di noi stessi che era davvero felice, o quantomeno una versione di noi stessi che si esaltava a guardare l’inseguimento di Vivere e morire a Los Angeles per la prima volta. Poi naturalmente c’è la dinamica opposta, quella per cui rimani deluso dall’ennesimo romanzo medievale e dici, ok, questo è l’ultimo. E poi ne trovi un altro che ti stupisce, e tutto ricomincia daccapo.

Tutto questo per dire che i Lowertown sono l’ennesimo gruppo indiepop con voce femminile con le canzoncine minimali e bislacche e un pochino di elettronica appoggiata dietro alle chitarre, sono fuori con un nuovo disco (un EP di 24 minuti) che si chiama The Gaping Mouth e sono il classico gruppo di cui all’inizio pensi che porca eva questi non ci stanno manco provando e alla fine del terzo pezzo sei innamorato come neanche in prima superiore.

Ci casco ogni volta. Capisco quali sono i segnali e scelgo coscientemente di ignorarli per perdermi dentro l’album. Le cose che ci guadagno in cambio sono un bel disco, una cotta adolescenziale e le farfalline nello stomaco per qualche giorno.
So già che tra qualche settimana finirà, odierò di essermi innamorato un’altra volta di un gruppetto poco memorabile e prometterò di non cascarci mai più.
Fino alla prossima volta.

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