Quando la bossa nova entrò in tutte le case del mondo…

 

Stan Getz & João Gilberto – Getz/Gilberto (Verve, 1964)

R 1695530 1544994485 8926.jpegNel 1964 il concetto di “appropriazione culturale” è certo meno spinoso rispetto a oggi. Quindi è perfettamente normale che un sassofonista bianco e americano, Stan Getz, metta il suo nome su un disco che contamina il jazz con un nuovo genere musicale che spopola in Brasile: la bossa nova. Una specie di samba rallentata, per farla breve.

In realtà si tratta di una moda tra i jazzisti, e lo stesso Stan un paio d’anni prima ha inciso l’album Jazz Samba, con grande successo. Questa volta decide di farsi affiancare da due musicisti brasiliani: Joao Gilberto, che è già una star in madrepatria, e Antonio Carlos Jobim, grande pianista e compositore, che non solo è a sua volta una star in Brasile e nel mondo (grazie alla colonna sonora di Orfeu Negro), ma ha già collaborato col giovane autoditatta Gilberto. I due hanno composto la canzone “Chega De Saudade”, la prima hit bossanova (1958). La visione straordinaria di Jobim e il talento indiscutibile di Gilberto (sia cantante che chitarrista) costituiscono un cocktail imbattibile. E così Stan li chiama in America, incide le loro canzoni, tutte arrangiate da Jobim e cantate da Gilberto, ci mette sopra un sax strappamutande (a me piace eh, ma i colleghi afroamericani di Getz non sono molto d’accordo e il fatto che sia bianco e omosessuale non aiuta affatto nell’ambiente jazz dell’epoca) e il gioco é fatto.

Il nome di Getz troneggia per primo, segue quello di Gilberto, Jobim è accreditato solo come arrangiatore, e si dà il caso che questo diventi uno dei dischi jazz più famosi e venduti della storia, nonché quello che porta la bossanova in tutte le case del mondo. Eh sì: ancora oggi, se ascoltiamo un brano che ci fa dire “questa è bossanova!”, probabilmente si tratta di “Desafinado”, oppure “Corcovado”, o ancora più probabilmente “Girl From Ipanema”, tutti pezzi di Jobim o Gilberto contenuti in questo album.

C’è anche una bella storia su “Girl From Ipanema”: la moglie di Joao, Astrud Gilberto, casalinga, è in America solo per accompagnare il marito. Le viene chiesto di provare a cantare il brano e, nonostante l’opposizione di Jobim, la sua voce spontanea ma “reale” piace a tutti. E si dà il caso che non solo sia diventata la canzone più celebre della storia della bossanova, ma perfino la figura della bella Astrud, brasiliana di origini svedesi, diviene l’iconografia stessa della vitalità carioca di quegli anni. * musicista

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