Il disco del 2019 per chi ama ancora le chitarre, le batterie dritte e i pezzi con tiro punk

Gold – Why Aren’t You Laughing? (2019)

GOLDRicordo con esattezza il momento in cui il punk-hardcore si è mischiato inspiegabilmente con il suono degli anni ‘80. Ci fu una sbandata collettiva per il primo disco degli Interpol. A Milano, dove vivevo, gente che tirava calci volanti nel pogo fino a qualche giorno prima, si ritrovava ad uscire con l’eyeliner (credo si chiami così, non sono esperto di maquillage). Niente di male, ma la musica faceva schifo. Una specie di emocore (genere che ho sempre guardato con sospetto, accettandone in parte giusto la derivazione screamo) all’acqua di rose che nulla aveva a che vedere con l’hardcore. E la reazione machocore non era certo meglio, a parte il pubblico con le sue le curiose coreografie muay thai (credo si chiami così, non sono esperto di arti marziali).

Ed eccoci nel 2019, ormai il “punk” è diventato synth-wave, e tutto suona come una brutta copia dei Suicide, nel migliore dei casi. Nel peggiore, sono pezzi presi di peso dai primi dischi dei Cure ad uso e consumo di chi non li ha mai ascoltati.

Ma proprio quando stai per perdere la speranza, arriva un gruppo veramente originale a salvarti la vita. E pure dall’Olanda, terra di solito avara di originalità in campo musicale. Si chiamano Gold, e non fanno punk-hardcore, non fanno emo, non fanno synth-wave anni 80, ma ci si sente tutta questa roba in una manciata di canzoni semplici, tirate, suonate con intensità, che non si vergognano di avere una certa dose di vena epica, vivaddio, che ‘sta totale assenza di emozioni nella musica che gira ultimamente mi stava proprio ammorbando.

Voce femminile (Milena Eva), membri del gruppo di provato retroterra hardcore (Malkovich, Devil’s Blood, Backfire), dischi precedenti sempre su etichette di musica estrema (Profound Lore, oggi Artoffact), video intelligentissimi (“He Is Not” e la title track) che trattano la percezione della donna nell’era dell’immaginario social, insomma funziona davvero tutto.

Why Aren’t You Laughing riesce a essere duro ma estivo, trascinante ma gggiovane, epico ma contemporaneo (sì, c’è contraddizione, in questo momento storico). Se vi piacciono ancora le chitarre, le batterie dritte, i pezzi con tiro punk costruiti bene, questo è il suono che vi consiglio nel 2019.

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