Oasis Resort (Miniserie, 8 episodi)
Oasis Resort si inserisce senza troppi complimenti nel filone dei thriller estivi che uniscono lusso sfrenato, panorami da cartolina e personaggi che, dietro un’apparenza impeccabile, nascondono naturalmente qualsiasi cosa. Esatto, avete pensato a The White Lotus, e non siete gli unici. Sulla carta la serie spagnola potrebbe sembrare l’ennesima variazione sul tema della vacanza da sogno che si trasforma in incubo, ma riesce a costruirsi una certa identità e soprattutto a fare quello che deve. La vicenda ruota intorno alla misteriosa sparizione di una giovane dello staff all’interno di un esclusivo resort di Tenerife, naturalmente popolato da famiglie tutt’altro che tranquille, ragazzi problematici, adulti con qualche scheletro nell’armadio e rapporti personali pronti a esplodere. Spicca Tenerife: il resort, le piscine, le scogliere, l’oceano e soprattutto la roccia vulcanica costruiscono un ambiente bellissimo e allo stesso tempo vagamente inquietante. La fotografia sfrutta molto bene il contrasto tra il lusso quasi esagerato della struttura e un territorio selvaggio che sembra sempre pronto a riprendersi tutto. Insomma, se proprio bisogna indagare sulla scomparsa di qualcuno, ci sono posti decisamente peggiori: l’intreccio giallo segue binari piuttosto classici e non inventa praticamente nulla, ma complessivamente funziona.
La serie poggia molto sui personaggi e sulle tante sottotrame che progressivamente finiscono per intrecciarsi con la vicenda principale, gli stereotipi abbondano, dalla famiglia ricca e piena di segreti ai conflitti tra genitori e figli, passando per adolescenti ribelli e adulti che predicano bene e razzolano malissimo, con tanto di quello champagne da far venire voglia. Niente di nuovo sotto il sole delle Canarie, insomma, ma il ritmo è buono e le varie storie mantengono vivo l’interesse. Un merito particolare va alla regia, perché gestire tanti personaggi senza trasformare tutto in una confusa sfilata di volti non era semplicissimo; non stiamo a scomodare Altman, ma la coralità è sicuramente il pregio maggiore di tutta la serie. Il cast mescola attori adulti di esperienza e interpreti molto giovani, alcuni ancora piuttosto acerbi, anche se i ragazzi danno una freschezza adatta ai personaggi, tra i quali nessuno prende completamente il sopravvento e quasi tutti riescono ad avere il proprio spazio. Dimenticatevi la delicatezza, la scrittura e i dialoghi del concorrente adolescenziale Sterling Point, di cui abbiamo parlato qualche settimana fa e superiore in ogni singolo aspetto. Oasis Resort è una serie che inizi pensando di guardare una puntata, trovi prevedibile, patinata e troppo leggera, e forse proprio per questo qualche ora dopo ti ritrovi verso la fine.


