venerdì
11 Settembre 2026

Un film italiano che si rivela una bella sorpresa

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Cena di classe (di Francesco Mandelli, 2026)
Cena di classe è la classica rimpatriata tra ex compagni di scuola, l’occasione per ricordare i bei tempi e raccontarsi come sono andate le vite di tutti, in questo caso organizzata per un’occasione tragica perché è morto il… regista della classe, colui che, come si vede nell’incipit, riprendeva i momenti salienti della vita scolastica. Durante la cena, tra un bicchiere e l’altro, vengono fuori vecchi rancori e segreti e si decide di cambiare repentinamente location del meeting, lascio a voi scoprire quale. Il primo riferimento che viene in mente è (spoiler) Una notte da leoni, per quel meccanismo che trasforma una situazione normale in una lunga sequenza di disastri; inoltre c’è ovviamente molto di Compagni di scuola di Carlo Verdone, soprattutto nell’idea della rimpatriata come occasione per scoprire come siamo diventati. E forse la cosa più divertente è proprio provare a capire chi, tra quei vecchi compagni, sia riuscito davvero a cambiare e chi invece continui a recitare lo stesso ruolo di vent’anni prima. Non conoscevo il regista, né gli attori, e questa è stata una delle piacevoli sorprese della visione. Francesco Mandelli, noto soprattutto per I soliti idioti, dietro la macchina da presa confeziona un film che, senza strafare, funziona. La regia è semplice, ma proprio per questo lascia spazio ai personaggi e alle situazioni, evitando di calcare troppo la mano sulle gag, che comunque non mancano.

E funziona anche il cast, che contribuisce in maniera fondamentale a dare un tono decisamente equilibrato tra il divertente, ma senza cercare la risata a tutti i costi, e l’amaro, senza però mai trasformarsi in un dramma generazionale. Il racconto, quindi, riesce a stare in quella zona intermedia in cui si può ridere dei personaggi e, qualche minuto dopo, riconoscersi in qualcuno di loro. Perché dietro le battute, le bevute e le figuracce c’è anche una riflessione abbastanza semplice sul tempo che passa, sulle aspettative che avevamo da ragazzi e sulla distanza tra quello che pensavamo sarebbe diventata la nostra vita e quello che è realmente successo. Cena di classe non è certo un film epocale e forse neanche trans generazionale, perché i protagonisti vivono i loro quarant’anni e i loro problemi, figli della loro generazione e della società odierna; un racconto piacevole, sgangherato (per i più anziani tiro fuori un terzo modello: Liquirizia del 1979), intelligente, divertente senza essere demenziale e con quella punta di malinconia che arriva quando meno te l’aspetti. Una bella sorpresa da un film passato in silenzio in sala, che alla fine ti lascia con la sensazione di aver passato una serata decisamente migliore di quella dei protagonisti.

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