Un thriller leggero e divertente, da divano e pop-corn

The Weekend AwayThe Weekend Away (di Kim Farrant, 2022)
Due care amiche si ritrovano in Croazia per un “weekend away” all’insegna del divertimento: Kate ha appena divorziato, una carta di credito da svuotare e i giri giusti in città, mentre Beth si deve allontanare per la prima volta dalla sua bimba piccola e dal marito con cui non sembra tutto completamente a posto. Una serata da leonesse, abilmente orchestrata da Kate e fatta di ostriche, champagne, incontri maschili, di nuovo alcolici e locali notturni, non può che causare un risveglio mattutino alquanto difficoltoso nel bell’appartamento con terrazza sul mare; ma il vero problema è che Kate è sparita, e Beth non ricorda nulla di ciò che è successo, tranne qualche flash, e che fine possa aver fatto la sua migliore amica. Meno male (forse) che ci sono tassisti gentili e intraprendenti. Il thriller ha così inizio, ed è tutto incentrato sulle ricerche da parte di Beth e del suo compagno di investigazione, per capire cosa abbia causato la sparizione della sua amica.

Thriller leggero, appassionante e divertente, The Weekend Away è un film usa e getta che si lascia assolutamente guardare per più di un motivo: innanzitutto è interessante l’attenzione per tutti i personaggi femminili, elemento non nuovo nel cinema dell’australiana Farrant che ha già diretto in ruoli molto caratterizzanti Nicole Kidman e Noomi Rapace; il ritmo è davvero ben dosato, così come suspense e gestione dei numerosi colpi di scena, con solo qualche concessione a dialoghi a volte troppo verbosi e che vogliono aggiungere un’impronta “sociale” di cui una volta tanto non se ne sente necessariamente il bisogno; Leighton Meester, già protagonista di Gossip Girl, è una Beth perennemente al centro dell’attenzione narrativa dimostrandosi attrice estremamente credibile; i colpi di scena sono ben dosati e conducono alla soluzione della vicenda in modo verosimile e sorprendente, senza voler esagerare.

Ci sono molti elementi al limite dell’inverosimile e personaggi non del tutto credibili, specialmente legati alle indagini ufficiali, ma questo film non vuole essere altro che intrattenimento purissimo e per divertirsi non bisogna pretendere un realismo che non può e non vuole essere caratteristica del film, che dura non a caso un’ora e mezza per non temere di essere “frainteso” in divertimento in “senso cinematografico”, visto che la vicenda è di per sé angosciante.

Menzione speciale e finale alla location, una città immaginaria che è fusione di tre bellissime realtà croate quali Spalato, Dubrovnik e Zagabria, mostrate nei loro monumenti e bellezze nascoste.
In definitiva, un film che riesce nel suo intento, che va gustato possibilmente con un mega vascone di popcorn, accompagnato da qualche birra, senza però esagerare perché poi rischiate di… perdervi.
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