Nel 2020 prevista sostanziale stabilità delle compravendite e dei prezzi delle case

Le valutazioni di Pierluigi Fabbri, presidente provinciale di Fimaa Ravenna, sulle tendenze e le caratteristiche della domanda e dell’offerta sul mercato locale

Mercato ImmobiliareCosa ci si può attendere per il 2020 sul “pianeta” casa a Ravenna? Una sostanziale stabilizzazione delle compravendite immobiliari e dei prezzi. Probabilmente agli occhi dei più ambiziosi potrebbe sembrare poca cosa, ma per i professionisti del settore è in realtà un buon segnale perché significa lasciarsi alle spalle il periodo più nero della crisi che ha fatto calare anno dopo anno il volume di affari e il valore delle abitazioni.

«Il nuovo anno è iniziato sotto i migliori auspici – racconta Pierluigi Fabbri, presidente provinciale di Fimaa – Confcommercio di Ravenna (nella foto a destra) –, grazie al bel movimento che si è registrato nelle agenzie immobiliari subito dopo le feste. Questo vuol dire che c’è interesse, un fattore che non è da trascurare dopo anni bui. Negli ultimi quattro anni il numero delle transazioni è tornato lentamente a risalire, anche se non in maniera così significativa da far parlare di una inversione di tendenza. Aumenti percentuali inferiori all’1 per cento, infatti, sono da intendersi più all’insegna della stabilità. Anche i prezzi al metro quadrato delle case si stanno finalmente stabilizzando e questo è un buon segnale se si considera che sono stati in lieve ribasso fino a qualche mese fa. Questo è un primo importante risultato».

Pierluigi Fabbri

Pierluigi Fabbri, presidente provinciale Fimaa Ravenna

Secondo il presidente provinciale Fimaa, due sono i fattori che più di altri incidono sul mercato immobiliare. Il primo riguarda i tassi di interesse sui mutui che non sono mai stati così bassi, anche intorno all’1 per cento per 20-25 anni.

«Questi ci consentono di avere un mercato stabile – specifica Fabbri –. Prevedere un ulteriore abbassamento rispetto al 2019 è praticamente impossibile. Semmai bisogna sperare che il mercato finanziario, spesso imprevedibile perché correlato alla congiuntura internazionale, non cambi perché altrimenti il rischio di ripiombare in una crisi è dietro l’angolo. Il secondo fattore concerne poi l’offerta immobiliare che si è fortemente invecchiata in questi ultimi dieci anni, visto che si è costruito sempre meno per via delle evidenti difficoltà. Questo significa che il tipo di prodotto disponibile in giro è sempre lo stesso».

A convincere i costruttori a tirare i remi in barca in questi ultimi anni è stata un’evidenza: margini sempre più risicati di guadagno a fronte di sempre più alti costi di costruzione. Un fenomeno in parte correlato, secondo Pierluigi Fabbri, all’avvento dell’euro che se da un lato ha di fatto contribuito all’avvio di un bel boom immobiliare nell’immediato, dall’altro ha fatto poi lievitare i prezzi di produzione. Malgrado tutto, girando per Ravenna e non solo, qualcosa si muove, nel senso che si intravvede qualche nuovo cantiere dove si costruiscono abitazioni ad alta efficienza energetica con prezzi di gran lunga superiori a quelli che la clientela si aspetta.

«Costruire oggi è più costoso anche per via dei nuovi criteri da rispettare – aggiunge Fabbri –. Ma, rispetto al passato, c’è meno disponibilità di terreni soprattutto considerando che la Regione Emilia Romagna, con la sua legge urbanistica, si è “orientata” verso una sensibile diminuzione di consumo del territorio. Questo significa che, solo attraverso la demolizione di vecchi edifici e lo sfruttamento di aree dismesse, si potranno avere case nuove. D’altra parte, quando un immobile è particolarmente datato, si fa prima a demolire e ricostruire per avere la giusta tipologia abitativa con strutture adeguate all’epoca attuale. Questo di per sé non è qualcosa di negativo perché non ci può allargare all’infinito in periferia con il rischio poi di svuotare i centri storici delle città».

Come sono mutate invece le esigenze di chi ricerca casa? Cosa è davvero prioritario per l’acquisto?
«Tutti desiderano un miglioramento qualitativo sotto il profilo abitativo. Le coppie giovani di un tempo chiudevano un occhio sugli appartamenti al terzo piano senza ascensore (peraltro rispettosi delle leggi dell’epoca) o sulle finiture purché l’appartamento fosse ampio con camere per i figli e uno spazio giorno accogliente per gli ospiti. Oggi invece sono più propense a lasciare la città e ad accontentarsi di metrature più esigue, perché più abituate a spostarsi con l’auto e meno portate a vivere la socialità dentro casa. D’altra parte, è necessario fare di necessità virtù visto che molte di loro non possono contare sull’aiuto dei genitori e devono accollarsi un mutuo sull’intero importo dell’immobile. Un certo accomodamento sia per le superficie sia per le zone è necessario».

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