Il mondo delle fragole di Lucilla

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Adriana Siboni (socio fondatore), Priscilla e Lucilla Danesi, socie dell’azienda

Una famiglia in campo fra ricerca e innovazione per la Geoplant vivai di Savarna

I terreni sabbiosi hanno a lungo rappresentato una maledizione per molti proprietari, una presenza considerata un incubo per tanti coltivatori, ma non per chi ha fatto della ricerca e dell’innovazione la propria ancora di salvezza e la chiave di un successo duraturo. Con 25 – 30 milioni di piante di fragole e 700 – 800 mila piante da frutto vendute all’anno la Geoplant  di Savarna dimostra che anche da un apparente disvalore può crescere un’impresa.

Le piante da frutto non sono più intese come un bene di consumo ma di investimento
e diventano oggetto di studio e di ricerca
Solo la qualità e il miglioramento della struttura e della morfologia possono garantire reddito
a chi le coltiverà

Lucilla Danesi rappresenta con la sorella Priscilla la seconda generazione di una famiglia che ha cambiato il proprio modo di fare vivaismo introducendo modalità innovative e tanta tanta ricerca. Nel territorio ravennate vocato a colture estensive e cerealicole non mancano esperienze diverse, che incidono sul paesaggio e sfuggono alle condizioni estreme in cui versa la produzione e vendita di frutta. Le piante da frutto non sono più intese come un bene di consumo ma di investimento e diventano oggetto di studio. Solo la qualità e il miglioramento della struttura e della morfologia possono garantire reddito a chi le coltiverà.

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Fragole del tipo “Asia”

Anche la fragola, il frutto amato a tutte le età, apprezzato fresco o trasformato in confetture e sciroppi, vanta numerose varietà ed è soggetto se non alle mode di certo a mutevoli canoni estetici. Cresciuta tra le fragole, Lucilla, 38 anni da compiere,  ha fatto studi classici, laureandosi in storia dell’arte, e da 12 anni si occupa nella società di famiglia di mercati internazionali e di logistica. «Sapevo che il mio destino sarebbe stato qui, fin da bambina ho imparato i ritmi dettati dal vivaio, a 4 anni seguivo mia madre a Cesena per le consegne, conoscevo clienti e fornitori. Ora vendiamo piante in tutta Europa e licenze in Cina e Canada. Ho portato in azienda la parte creativa e relazionale, curo i clienti esteri, viaggio e partecipo a simposi internazionali». Da 40 anni nel vivaismo da azienda individuale, la Geoplant vivai è diventata una società. E Lucilla racconta con semplicità e consapevolezza un’avventura imprenditoriale unica in Romagna.

Alcune immagini dei vivai sperimentali

«Nel 1992 i miei genitori Secondo e Adriana di fronte a una concorrenza fortissima da parte di aziende ferraresi nel mercato del nord Italia e in presenza di una sempre minor capacità di solvenza dei mercati del sud Italia, capirono che senza una svolta innovativa in poco tempo sarebbero stati costretti a chiudere. Così arrivò la scelta di impegnare risorse e tempo nel breeding cioè la ricerca sulle piante, le ibridazioni, gli incroci, le selezioni, per approdare a nuove varietà. Basti sapere che per una nuova varietà servono 7 – 8 anni per le fragole, 10 per il pero e anche 20 per il pesco. Abbiamo avviato nel tempo campi di ricerca, dove selezioniamo e studiamo le nuove varietà. Questa attività è stata fondamentale per farci conoscere e allargare il nostro bacino di utenza. Oggi mia sorella Priscilla è responsabile amministrativo e abbiamo tre soci. Ma se penso a certo realtà europee siamo un’azienda media. In Italia c’è un’altra azienda ferrarese simile a noi. Il nostro obiettivo è crescere consolidarci ma non in maniera repentina».

Coltivazioni in serra a cielo aperto

Anni di ricerca che hanno permesso la nascita di varietà precoci come le fragole Alba (in onore della nonna paterna) o la fragola Aura; oppure di Tea che piace particolarmente in Francia. E poi Olimpia dal colore rosso brillante e tante rifiorenti sempre dai nomi femminili in onore della formazione classica di Lucilla. Molte le varietà anche negli alberi da frutto come Febe pesca nettarina e di Gea che ha molto successo in Cile. Tante le varietà proprie o prodotte di su licenza di melo, pesco, pero, ciliegio, albicocco, susino, kiwi, cachi. Nei campi sperimentali inoltre vengono valutate selezioni avanzate e varietà provenienti da istituti di ricerca esteri ed italiani.

«Oltre alle nostre piante vendiamo licenze a livello europeo, chi acquista paga le royalty sulle piante. I criteri di selezione per le nostre varietà vanno dall’elevato grado zuccherino, alla produttività che deve garantire la copertura dei costi, all’epidermide del frutto resistente, quindi il sapore e la resistenza. Non meno importante l’attrattività del frutto. Le selezioni sono mirate alle preferenze dei mercati nazionali. In Belgio per esempio la fragole deve essere cuoriforme, in Francia il frutto è più piccolo e a cono corto, solitamente invece piace a cono allungato.

 Immagini dei terreni coltivati a vivaio della Geoplant di Savarna, e la fragola del tipo “Roxana”

Anche il colore cambia da paese a paese. Più spesso è richiesto un rosso brillante ma chiaro, per l’industria invece occorrono frutti scuri, consistenti e dolcissimi. I nostri mercati si espandono fino in Ungheria, Polonia, Romania, Ucraina, Russia, lavoriamo in Serbia, Francia, Spagna, Germania, Olanda. Abbiamo campi di ricerca a Borgo Masotti, e poi coltiviamo le nostre varietà a Madriole, Sant’Alberto, Lido di Dante e Fosso Ghiaia. Cerchiamo terreni sabbiosi ma con acqua dolce perché è più facile il processo di estirpazione per la vendita delle piante. Il 65% della nostra produzione di piante di fragole avviene in Italia, anche nel veronese,  ma coltiviamo anche all’estero, in Spagna. Mettiamo a dimora piante madri poi inizia processo di certificazione, l’estirpazione avviene tra metà dicembre febbraio. De- sabbiate e confezionate consegniamo le fragole dalla fine di gennaio a settembre, perché ogni paese ha le sue esigenze. In futuro vorrei occuparmi di piccoli frutti come il lampone, chissà. Per ora facciamo ciò che ci riesce meglio».