Una notizia che ha sconvolto davvero tante persone, a Ravena e dintorni, quella della morte di Stefano Zaffagnini, 53 anni, storico gestore del Baretto, il locale sul molo, simbolo negli anni ottanta e novanta di Marina di Ravenna. Zaffagnini aveva da tempo cambiato lavoro, impegnato prima nel settore della ristorazione e poi in azienda alla Trevi, prima di intraprendere solo poche settimane fa il mestiere del pescatore professionista. Una sorta di coronamento di un sogno, per lui, da sempre grande appassionato. E proprio la sua passione gli è stata fatale. Zaffagnini – noto con il soprannome di “Titto” – è stato infatti ritrovato morto da un collega, intorno alle 13 di ieri, mercoledì 4 maggio, mentre stava pescando vongole nella piallassa di Porto Corsini. Trovato in poco più di un metro d’acqua, con la muta da sub e le bombole, perfettamente funzionanti. I soccorritori non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Fatale al 53enne, con tutta probabilità, un malore.
Tra i primi a giungere sul posto la moglie, Patrizia Masetti, funzionaria dell’Agci (l’Associazione Generale Cooperative Italiane) e candidata alle prossime amministrative con il partito repubblicano (tra i primi a esprimere il proprio cordoglio con una nota inviata alla stampa), e un suo caro amico, Alessandro Brunelli, presidente della stessa Agci Ravenna-Ferrara e anche del Ravenna Calcio.
“Titto” – nato a Lugo e residente a Filetto – lascia anche due figli adolescenti e due sorelle, tra cui Patrizia Zaffagnini, in lista anche lei alle prossime elezioni con la Lega Nord, con cui si era anche candidata a sindaco di Ravenna nell’ormai lontano 2006.



