Donna 31enne strangolata, il marito confessa. Lite a letto mentre figlie dormivano

L’omicidio in piena notte dopo un litigio nella loro abitazione a Glorie dove vivevano da pochi mesi. Lui stava per entrare nei vigili del fuoco, lei impiegata. Le bimbe di 4 e 6 anni seguite anche dai servizi sociali

IMG 4096Nelle quattro ore di interrogatorio davanti al pubblico ministero nella caserma dei carabinieri di Lugo è arrivata la confessione e stamani, 19 dicembre, il 39enne Riccardo Pondi è stato dichiarato in arresto per la morte della moglie, la 31enne Elisa Bravi. A carico dell’uomo un’accusa di omicidio volontario aggravato. Così si apprende dal sito dell’agenzia di stampa Ansa. La morte è avvenuta per strangolamento a mani nude, epilogo di un litigio fra i coniugi nella camera da letto della loro abitazione in via Aguta a Glorie di Bagnacavallo nella notte tra il 18 e il 19 dicembre. Poco dopo la mezzanotte è stato l’uomo a telefonare a familiari e 112. Agli investigatori dirà poi di aver tentato di rianimare la consorte ma era troppo tardi.

Pondi aveva da poco superato il concorso nazionale per entrare nei vigili del fuoco e stava frequentando il corso di addestramento a Bologna. Non era ancora un pompiere operativo ma presto lo sarebbe diventato. In passato aveva lavorato come istruttore di scuola guida. Bravi faceva l’impiegata negli uffici del Consar a Ravenna. Dal matrimonio erano nate due figlie di 4 e 6 anni: mentre il delitto si consumava, le due sorelline dormivano nella stanza accanto e ora sono seguite dai nonni materni e dai servizi sociali.

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Le indagini sono coordinate dal pm di turno Lucrezia Ciriello e condotte dal nucleo investigativo dei carabinieri. Nella tarda mattinata di oggi anche il procuratore capo Alessandro Mancini ha fatto un sopralluogo sulla scena del delitto. All’agenzia AdnKronos il magistrato ha fornito alcune informazioni che ricostruiscono la dinamica: «Poco dopo la mezzanotte, quando il marito, che si era già alzato dal letto diverse volte, in preda a una forte inquietudine, ha aggredito la moglie che era a letto con lui e, con ogni probabilità, gli aveva chiesto spiegazioni. L’uomo a quel punto l’ha aggredita stringendole il collo. È nata una collutazione tra i due, nel corso della quale il marito ha sbattuto contro uno sgabello, riportando delle ferite alla testa: abbiamo trovato il sangue sul pavimento della camera da letto. La donna, però, nel frattempo era morta».

La famiglia viveva in una villetta isolata – qualche centinaio di metri la separano dalle case più vicine – nelle campagne dove il comune di Bagnacavallo tocca quello di Ravenna. I coniugi avevano comprato quell’edificio circa un anno fa all’asta, una vecchia casa disabitata e malandata da ormai un decennio: l’avevano ristruttura in fretta – una parte dell’immobile è ancora da completare – e si erano trasferiti 7-8 mesi fa.

Nella vicina borgata di una decina di case li conoscevano a malapena. Da poco tempo si era trasferiti e la loro casa non confina con le altre. Una residente racconta di essere stata a pranzo da loro perché la figlia più piccola era coetanea di sua nipote: «Persone gentili». La coppia però partecipava spesso alle iniziative organizzate dal consiglio di frazione di Glorie. Una dei consiglieri li ricorda bene: «Li ho visti tutti un paio di settimane fa per la festa di Natale. Come sempre sereni. Partecipavano spesso alle iniziative che facciamo per la comunità, soprattutto quelle dedicate ai bambini. Quando poi c’era qualche riunione per i temi della frazione si vedeva più spesso lui da solo. Erano persone alla mano, lui si è fermato spesso ad aiutarmi volontariamente per riordinare la sala a fine delle riunioni».

IMG 4072La notizia dell’omicidio è arrivata presto in paese e a molte persone è venuto da dire che «quella è una casa maledetta». Il vecchio proprietario era morto per un tumore in pochissimo dopo la diagnosi e l’immobile era passato al figlio che poi travolto dai debiti l’aveva persa e a sua volta è morto per malattia. Ai coniugi Pondi-Bravi era arrivata dopo un acquisto all’asta.

I tre centri antiviolenza contro le donne della provincia di Ravenna hanno divulgato un comunicato congiunto alla stampa: «Non risulta che Elisa si fosse rivolta a nessun centro. Un altro femminicidio nel territorio della Bassa Romagna, confermando il dato nazionale di una donna uccisa ogni 72 ore. I quotidiani già titolano che Elisa sia stata assassinata “durante una lite” con una narrazione che non approfondisce e non chiarisce il contesto in cui avviene il femminicidio. Un crimine che viene alimentato da una sottocultura misogina e violenta che resiste duramente e che pone le donne in una posizione di subalternità rispetto agli uomini, oggetti da controllare e di cui poter disporre e da distruggere se si sottraggono al dominio maschile. I centri antiviolenza sono sempre a fianco delle donne per sostenerle, accoglierle, ospitarle e accompagnarle nei difficili percorsi di uscita dalla violenza».

Anche il Comune di Ravenna ha commentato l’accaduto: «L’amministrazione comunale esprime profondo cordoglio per la morte della ravennate Elisa Bravi e la propria vicinanza alle due figlie della vittima dell’ennesimo femminicidio. Un momento così drammatico deve una volta di più far capire quanto sia importante mantenere alta l’attenzione sul tema della violenza contro le donne, rilanciando l’appello a tutte coloro che ne sono vittime a rivolgersi ai centri antiviolenza: 1522 il numero unico nazionale che si può contattare H24. Proprio per dare parità di servizi a tutte le donne vittime di violenza della provincia di Ravenna, a discapito del comune di residenza, è in essere un protocollo d’intesa, grazie al quale ogni donna possa sentirsi accolta e protetta in ogni centro antiviolenza, tra il Comune di Ravenna, l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, l’Unione dei Comuni della Romagna Faentina, i Comuni di Cervia e Russi, l’Ausl della Romagna e le associazioni Linea Rosa (per Ravenna, Cervia e Russi), Demetra (per la Bassa Romagna) e Sos donna (per l’Unione Faentina) insieme all’associazione Donne in aiuto». Vale la pena ricordare che il Comune si è costituito tra le parti civili del processo per l’omicidio di Giulia Ballestri.

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