Dall’inizio della pandemia di Sars-Cov-2 in provincia di Ravenna ci sono stati 35mila contagi e poco più di 250 persone hanno avuto bisogno di ricorrere alle cure del reparto di Terapia intensiva (a disposizione attualmente 12 letti a Ravenna, 8 a Faenza, 6 a Lugo).
Il tasso di mortalità per i positivi al Covid ricoverati in Rianimazione è circa il 50 percento. Quest’ultimo dato è rimasto stabile nel corso del tempo. Lo spiega bene Maurizio Fusari, primario di Terapia intensiva a Ravenna: «A ottobre 2020 i ricoverati erano tutti senza vaccino perché i vaccini non erano ancora disponibili. E anche a ottobre 2021 i ricoverati sono quasi esclusivamente non vaccinati, ma quelli che scelgono di non farlo. Quindi la suscettibilità al virus del soggetto è la stessa». Il tasso di mortalità è invece attorno al 30 percento per quelli che Fusari chiama ricoveri precoci: «Persone che non avevano ancora bisogno di un intervento intensivo ma per i quali non bastava un ricovero ordinario».
Il medico poi va nel dettaglio dei numeri: «Nei trenta giorni precedenti al 10 novembre nella Terapia intensiva di Ravenna sono state ricoverate 4 persone, una ha fatto il vaccino di tipo virale da più di sei mesi e le altre tre non sono immunizzate. Una perché no vax convinta, una perché ha detto di aver ascoltato il suo antennista e non è un battuta, e una perché dice che non ha fatto in tempo e quindi forse non è così credibile visto l’andamento della campagna vaccinale».
In numeri assoluti la presenza di casi Covid in Rianimazione a ottobre 2021 è molto simile a quella di ottobre 2020. Fino a questo momento dell’anno le curve dei contagi 2020 e 2021 sono piuttosto simili. Un anno fa però a fine anno arrivò un’impennata di casi cominciando da novembre: «L’effetto dei vaccini dovrebbe vedersi ora mantenendo la curva sotto controllo e di conseguenza avere meno casi gravi che debbano ricorrere alle terapie intensive».



