La nuova tribuna da 600 posti realizzata dal Comune di Ravenna nell’arena della Rocca Brancaleone – di cui un settore di circa 40 sedute ha avuto un cedimento il 31 maggio durante la serata inaugurale – aveva superato il collaudo previsto a conclusione delle opere pubbliche. Lo ha affermato l’ingegnere Luca Leonelli, dirigente comunale dell’area Infrastrutture civili.
Il collaudo, come previsto dalle norme, è stato affidato dal Comune che è il committente dell’appalto a un professionista esterno. Leonelli non si sbilancia nell’ipotizzare eventuali inefficienze del collaudatore: saranno gli accertamenti della ditta che ha realizzato e montato gli spalti, in calendario il 3 giugno, a individuare il tipo di inconveniente e quindi i possibili profili di responsabilità. Al momento il sindaco Alessandro Barattoni ci tiene ad assicurare che l’intenzione è quella di chiarire fino in fondo la vicenda, «visto anche l’impiego di soldi pubblici». È giusto ricordare che non ci stati feriti e lo spettacolo non ha subito interruzioni, ma l’amministrazione pubblica definisce grave e inacettabile l’accaduto (chi non ha potuto vedere la seconda parte del concerto sarà rimborsato presentandi alle biglietterie del Ravenna Festival).
I lavori per la riqualificazione completa dell’arce della fortezza costruita dai Veneziani nel XV secolo (diventata di proprietà del Comune nel 1965) sono partiti nel 2023: è stata rifatta tutta la pavimentazione dell’arena, montato un nuovo schermo per le proiezioni cinematografiche estive, un palco con buca per l’orchestra e servizi per gli artisti e la capienza è arrivata a 1.400 posti (di cui 800 in platea). In totale un appalto di due lotti per un totale di 3,2 milioni di euro a base d’asta di cui circa 500mila euro per le tribune (altri 4 milioni sono stati spesi per il ripristino di altre parti della Rocca).
Il consorzio Arco Lavori di Ravenna si è aggiudicato il bando e ne ha affidato la realizzazione alla cooperativa Acmar di Ravenna. La ditta Ceta di Bergamo ha progettato, realizzato e montato le tribune per conto di Acmar.
Il Comune e i dirigenti del Ravenna Festival assicurano la competenza di Ceta riconosciuta nel settore. «Di fatto forniscono una tribuna “chiavi in mano” – ha spiegato l’ingegnere Leonelli – perché è una struttura in acciaio su cui vengono fissate le sedie e poi viene collocata su una fondazione in cemento armato. La struttura di acciaio ha retto il peso, ma i supporti di alcune sedie si sono staccati».
Il sopralluogo in programma il 3 giugno dovrà stabilire quanto tempo servirà per la riparazione delle 40 sedie che hanno ceduto e se il resto della tribuna è sicuro. In caso contrario sarà disposto lo spostamento al Pala De Andrè degli eventi del Ravenna Festival in programma il 6 e 7 giugno: i due spettacoli sono sold-out e quindi anche se il problema fosse circoscritto solo ai 40 posti, non si potrebbe fare altro che traslocare.



