La guardia di finanza di Ravenna ha eseguito verifiche fiscali su alcuni cosiddetti content creator e influencer della provincia, cioè persone che lavorano tramite le piattoforme internet come testimonial di marchi o per vendere contenuti da loro prodotti tra cui anche materiale per adulti tramite Onlyfans, e sono emerse irregolarità nei pagamenti dei contributi. Risultano almeno tre persone sanzionate, di cui due realizzavano contenuti riservati a un pubblico adulto, mentre la terza proponeva lezioni di ginnastica online. Il valore dei redditi ignoti al fisco è consistente. È in corso la definizione di accordi di transazione per restituire alle casse pubbliche parte delle tasse evase.
Ad alcuni sanzionati è stata contestata anche l’evasione della cosiddetta tassa etica, un’addizionale del 25 percento su Irpef – imposta sul reddito delle persone fisiche – e Ires – imposta sul reddito delle società – che va a sommarsi alle tasse già dovute e si applica a redditi “derivanti da produzione, distribuzione, vendita e rappresentazione di materiale pornografico o che incita alla violenza, nonché su trasmissioni che sollecitano la credulità popolare”. È stata introdotta nel 2005 dal terzo governo Berlusconi, inserita nella legge finanziaria del 2006 dall’allora ministro dell’Economia Giulio Tremonti.



