giovedì
25 Giugno 2026
Rubrica L'opinione

Ronaldinho al Ravenna, questione di marketing, aspettando uno stadio nuovo

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Una cosa va detta subito, anche se finora l’hanno sottolineata in pochi. Dal punto di vista strettamente sportivo, l’operazione Ronaldinho va contro ogni logica e ogni principio di meritocrazia. Soprattutto in questa fase storica del calcio, “sprecare” uno slot della rosa per un ex campione che non disputa una partita vera da undici anni e che arriverà a Ravenna per scendere in campo praticamente senza allenarsi con la squadra, accanto a compagni che nemmeno conosce, è qualcosa che ai puristi del pallone non può che lasciare più di una perplessità. E hanno tutte le ragioni per pensarla così.

Detto questo, è altrettanto evidente che non stiamo parlando di un’operazione sportiva, ma di un’operazione di marketing. E sotto questo aspetto la mossa di Cipriani proietta Ravenna in una dimensione completamente diversa. Basta osservare un dato semplice e immediatamente verificabile: i follower sui social network, cresciuti in maniera esponenziale nel giro di pochi giorni. E tutti sappiamo che, nel calcio moderno, visibilità e attenzione possono trasformarsi in contatti, sponsor, contratti, investimenti e – auspicano i tifosi – di conseguenza anche in giocatori capaci di riportare il Ravenna il più rapidamente possibile prima di tutto in Serie B. Con uno stadio che dalla prossima stagione – grazie ai lavori appena avviati nei Distinti – avrà anche la capienza adatta per la categoria superiore. Ma, fortunatamente, sembra che al presidente questo non basti. Per la prima volta, nell’intervista rilasciata nei giorni scorsi alla Gazzetta dello Sport, Cipriani ha parlato apertamente della possibilità di un nuovo stadio, inserito in un progetto più ampio con uffici, strutture ricettive e servizi. Un tema che questo giornale ha affrontato e sostenuto – nel nostro piccolo – fin dall’arrivo di Cipriani. In un’Italia in cui anche il nuovo presidente della Figc spinge con decisione verso stadi moderni e di proprietà, e con una proprietà (a Ravenna) che non nasconde la propria ambizione, sarebbe davvero miope non prendere in considerazione un progetto del genere. Un nuovo impianto potrebbe rappresentare molto più di una casa per il club: potrebbe diventare un’occasione di rigenerazione urbana, capace di dare nuova vita a un intero quartiere (quello del Benelli alla luce di un’auspicabile demolizione) o anche a due (quello dove verrà realizzato il nuovo stadio). Naturalmente il Comune dovrà vigilare, negoziare e pretendere garanzie nell’interesse della collettività. Ma non può sottrarsi al confronto, cercando di capire quanto potrà e vorrà davvero investire la proprietà.

Ronaldinho passerà. Cipriani, sperano i tifosi giallorossi, resterà a lungo. Ma nessuna stagione dura per sempre e le opportunità non si presentano due volte. Per questo Ravenna deve avere la lucidità di guardare oltre l’effetto mediatico del momento e cogliere ciò che davvero conta: la possibilità di costruire qualcosa di duraturo.

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