Ancora un’aggressione al Pronto soccorso dell’ospedale di Ravenna. Nella mattinata di ieri (5 agosto) un paziente con problemi psichiatrici ha dato in escandescenze, colpendo con calci e pugni due operatori sanitari. Uno di loro è stato raggiunto da due pugni al volto e ha riportato lesioni giudicate guaribili in venti giorni, mentre un infermiere è stato colpito con calci e pugni all’addome. L’uomo è stato poi arrestato dalla Polizia di Stato, intervenuta sul posto. La vicenda è stata ricostruita dal Resto del Carlino, che ha raccolto anche la testimonianza, in forma anonima, di uno degli infermieri coinvolti.
Secondo il racconto dell’operatore, il paziente era già noto ai servizi sanitari per problemi psichiatrici e abuso di sostanze ed era ospite di una struttura. Era arrivato in Pronto soccorso durante la notte in uno stato di forte agitazione e, dopo essersi mosso più volte tra l’area visite, i bagni e l’esterno del reparto, avrebbe ulteriormente peggiorato le proprie condizioni. «Dal nulla ha iniziato a tirare pugni», racconta l’infermiere al quotidiano in edicola oggi. Il collega gli avrebbe semplicemente chiesto di mettersi sulla barella, ricevendo in risposta due pugni al volto. Poi l’aggressione si è spostata sugli altri sanitari presenti: calci e pugni all’infermiere e sputi nei confronti della dottoressa.
L’infermiere, che fortunatamente non ha riportato lesioni tali da richiedere giorni di prognosi, sottolinea come episodi simili siano ormai sempre più frequenti. «È l’ennesimo episodio. Ogni giorno ce n’è uno. Noi non siamo tutelati», afferma nell’intervista, evidenziando anche la preoccupazione per l’ipotesi, contenuta nella nuova proposta contrattuale, di eliminare l’indennità di disagio riconosciuta agli operatori del Pronto soccorso. «Questi episodi accadono soprattutto qui. Siamo noi a dover gestire i pazienti agitati».



