domenica
30 Agosto 2026
Cervia e Milano Marittima

Una notte con la polizia tra la movida: quasi 400 persone controllate in stazione, poca droga e tanto alcol

Nell'ultimo sabato di agosto l'ultimo servizio straordinario coordinato dalla questura. Per ogni bottiglia 100 euro di verbale. Il fiuto del cane della Finanza ferma due giovani

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Il calendario dice che mancano venti giorni all’autunno, ma il termometro con quasi 30 gradi alle 21 grida estate piena e allora l’ultimo sabato di agosto è ancora buono per far serata a Milano Marittima. E questo significa un’altra notte di controlli straordinari organizzati dalla questura di Ravenna nella località. L’obiettivo è contrastare quella che ormai è diventata nota come mala movida: aggressioni (fino al tentato omicidio), danneggiamenti, furti, rapine. Abbiamo seguito l’attività delle divise dalle 21 di ieri fino alle 2 di notte.

La parte iniziale della serata è concentrata sul setaccio degli arrivi in paese. Il focus è sulla stazione ferroviaria di Cervia, il perno del programma di molti giovani: arrivano con uno degli ultimi regionali della sera – soprattutto quelli che partono da Bologna e Ravenna e raccolgono passeggeri dall’entroterra – e dopo aver passato la notte nei locali rientrano con uno dei primi regionali della domenica mattina.

Il primo treno arriva alle 21.22. Fino a quel momento la stazione è deserta, a mollo nell’umidità della riviera. C’è un uomo in camicia bianca, è uno dei 14 tra taxi e Ncc in servizio. Di sabati da movida ne ha vissuti tanti e racconta le difficoltà di gestire gli eccessi, per questo cerca di non ritrovarsi a bordo comitive di ubriachi.

Nella finestra di due ore tra le 21.22 e le 23.21 arrivano cinque convogli che scaricano, in totale, quasi 400 persone (e ne caricano forse un centinaio, gente che chiude una giornata di mare e rientra). Al netto di qualche famigliola e di pochi turisti con la valigia, il resto sono tutti giovani e giovanissimi in cerca di divertimento. Gli outfit mostrano una rigida fedeltà alla linea: per le ragazze stivale al ginocchio e minigonna, per i ragazzi sneaker ingombranti (o qualche ciabatta con calzino) e t-shirt.

L’uscita dalla stazione è solo una e ad attenderli al cancello che sbocca su piazzale ci sono le forze dell’ordine. «C’è stata una soffiata terroristica?», chiede un ragazzino con i riccioli un po’ spaesato di fronte al dispiegamento massiccio. Tra polizia (dalla questura di Ravenna e dal reparto mobile di Reggio Emilia), carabinieri, guardia di finanza e polizia locale sono in campo una trentina di uomini e donne in divisa. Il coordinamento è affidato a Paolo Verdecchia, capo della squadra mobile.

Gli step di controllo sono tre: il metal detector manovrato da un agente della squadra mobile, il naso di Bekam che di mestiere fa il cane antidroga per la guardia di finanza, i tablet della polizia per il controllo documenti. A parte qualche raro caso, il filtraggio non aggiunge segni di tensione sul volto e nei movimenti dei ragazzi: la maggior parte continua a fumare in faccia agli agenti e attende di liberarsi.

A fine serata sarà il fiuto del pastore tedesco delle Fiamme Gialle di Ravenna a fare il risultato migliore: due persone trovate in possesso di fumo su quattro segnalazioni. Come ci spiega la militare che conduce uno dei tre cani in servizio a Ravenna, l’esperienza aiuta a leggere i segnali di Bekam: può bastare un orecchio basso a indicare l’interesse dell’animale. Che si sdraia o si siede – in base all’altezza dove ritiene che ci sia la droga – quando riconosce l’odore. Verbale amministrativo con segnalazione alla prefettura. Il 16enne di Bologna con 1,3 grammi di hashish nelle mutande ha abbracciato gli amici che hanno proseguito per la discoteca e ha dovuto chiamare il padre per farsi venire a riprendere in quanto minorenne. Agli agenti ha avuto moto di raccontare che poi il genitore lo avrebbe accompagnato comunque a ballare con gli amici.

Ma la strage di verbali più dolorosi per il popolo della movida la fanno i vigili urbani: ben tredici da 100 euro ognuno per il trasporto di alcolici. È vietato, così come trasportare bottiglie di vetro anche analcoliche, tra le 22 e le 6 per effetto del regolamento di polizia urbana in vigore da anni su tutto il territorio comunale. I passeggeri del primo treno nemmeno se ne accorgono per via dell’orario, ma dal secondo in più non si salva nessuno perché il tintinnio dei vetri negli zaini tradisce il contenuto. Tu chiamala se vuoi, difesa contro il caro-drink: invece dei 15 euro a bicchiere al bancone della disco, una bottiglia condivisa è più economica. Se poi viaggi in treno, non c’è problema per la guida. Tra un “bro” e un “frà”, alcuni giovani provano ad abbozzare una difesa che ha un certo fondamento: provenendo da vattelapesca, come potrebbero essere informati di una norma piuttosto marginale che però costa così cara? E se arrivassero in paese con la spesa fatta da portare a casa? Cavilli giudiziari per chi avrà voglia di imboccare la strada di un ricorso ben più costosa dei 100 euro.

Smaltito l’ultimo treno, le forze dell’ordine traslocano in centro a Milano Marittima, piazzandosi in diversi punti dove lo struscio nelle vie dei locali prende corpo. Non c’è la folla del cuore di agosto, la situazione fino alle 2 scorre tranquilla: nei controlli dei documenti in strada resta impigliato uno straniero in regola con le norme di soggiorno ma già destinatario di un foglio di via dal comune di Cervia emesso dal questore. Il mancato rispetto del provvedimento gli costa una denuncia.

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