lunedì
11 Maggio 2026
teatro contemporaneo

A Polis lo spettacolo simbolo dell’edizione 2023: i “dannati” di Oliver Frljić

Il 6 maggio il  festival propone altre opere teatrali in prima italiana di Šimić, Neziraj, ZONE -poéme e incontri sul Balkan Focus

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Frljic Dannati Bandiere
Oliver Frljić, “Dannato sia il traditore della patria sua!” (foto Nada Zgank)

Sabato 6 maggio il  festival POLIS Teatro Festival di Ravenna entra nel cuore del Balkan Focus tema centrale e internazionale dell’edizione 2023, con un intenso e articolato programma di eventi.

Si comincia già nel pomeriggio, alle 15, al teatro Rasi con una tavola rotonda fra esperti e studiosi, critici e direttori teatrali sullo stato dell’arte della scena balcanica (vedi la riflessione sul tema della coordinatrice dell’incontro Natasha Tripney).

Zone Poeme Nemico
Zone -poeme-, “Nemico (attraversando i Balcani)” (foto Martina Pozzan)

Poi si alza il sipario sugli spettacoli.
Sempre nel pomeriggio (ore 17 e in replica domenica 7 maggio ore 15) si attraversano le sale del MAR – Museo d’Arte della città, per assistere alla prima assoluta di Nemico (attraversando i Balcani) del collettivo francese ZONE -poéme-, coproduzione di POLIS Teatro Festival pensata appositamente per gli spazi del MAR e sviluppata a seguito di una lunga residenza degli artisti nei Balcani, per riflettere sul concetto di nemico oggi in quei territori e conoscere meglio le guerre che attraversano il nostro presente. Nemico è un processo di creazione artistica globale sul rapporto con le guerre in Europa. Questa performance vuole interrogare la nozione di pace in relazione ai conflitti attuali e passati dell’Europa. In scena Mélodie Lasselin, Camille Dagen e Léa Pérat.

Alle ore 19.30 (Artificerie Almagià) va in scena la replica di Vergine giurata del drammaturgo kosovaro Jeton Neziraj, una produzione Qendra Multimedia, che affronta la tradizione albanese delle donne che decidono di vivere come uomini, mettendola in relazione con le questioni di genere e lo show business contemporanei.

Alle ore 20.45 il ridotto del Teatro Rasi (in replica domenica 7 maggio ore 18) ospita un altro atteso appuntamento di POLIS, la prima nazionale de Il minatore di Husino di Branko Šimić. Un’intensa installazione in cui il minatore simbolo della rivolta dei lavoratori di Husino degli anni ‘20, è reincarnato in una statua di specchi, un’opera di mosaico contemporaneo, che richiama la cultura disco, per riflettere sulla transizione al post-capitalismo e guardare con occhi diversi al futuro.

Simic Minatore Di Husino
Branko Šimić, “Il Minatore di Husino” (foto Mario Ilić)

Infine,  (ore 21.30, Teatro Rasi) va in scena lo spettacolo spettacolo simbolo di questa edizionedi Polis: Dannato sia il traditore della patria sua! del geniale e provocatorio regista Oliver Frljić. Uno degli spettacoli sloveni più rappresentati al mondo, prodotto dallo Slovensko Mladinsko Gledališče di Lubiana. Uno spettacolo che parla del crollo della Jugoslavia attraverso le parole e i corpi dei numerosi attori in scena, affrontando gli stereotipi politici a 30 anni dai tragici eventi. Un teatro di realtà, impegnato, rude, post-drammatico e post-moderno, che si occupa di noi e del tempo che stiamo vivendo. L’universalità di questa performance è stata confermata dalle numerosissime repliche, che, a 13 anni dal debutto, continuano a calcare i maggiori palchi del mondo.

A seguire (ore 23 Teatro Rasi, sala Mandiaye N’Diaye) incontro con Gianni Manzella, la compagnia del Mladinsko Gledališče e Branko Šimić. L’incontro sarà trasmesso anche via streaming sui canali di ErosAntEros – POLIS Teatro Festival. Per la traduzione durante l’incontro si ringrazia Estranei, rivista indipendente e progetto culturale che si occupa di Mitteleuropa, Balcani e culture dell’Est.

 

 

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