È stata inaugurata oggi, giovedì 14 maggio, la selezione di opere di Mattia Moreni in mostra negli uffici di Gabetti Immobiliare dello storico Palazzo Farini, in piazza Duomo 3. La mostra è ospitata dalla sede ravennate del Gruppo Savorani – realtà attiva nel settore dell’intermediazione e consulenza immobiliare, commerciale e turistica – e resterà aperta gratuitamente alla cittadinanza fino al 30 luglio.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Gruppo Savorani e la famiglia Righetti, storici collezionisti d’arte ravennati. La mostra raccoglie opere realizzate da Mattia Moreni, tra i protagonisti della pittura italiana del Novecento tra gli anni ’40 e ‘90, e trasforma uno spazio quotidianamente dedicato all’attività professionale in un luogo di incontro culturale aperto alla cittadinanza.
«L’arte può contribuire a rendere gli spazi di lavoro luoghi più aperti, vitali e capaci di generare relazioni – dichiara Fabrizio Savorani, titolare dell’omonimo Gruppo, aprendo la presentazione pubblica -. Come tipico del nostro lavoro, l’idea nasce da una vendita. Per noi è una soddisfazione legare l’arte di Moreni ai locali di questo palazzo del 1600, che per molti anni è stato disabitato».
Nel corso dell’evento di presentazione, è intervenuto il sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni: «Innanzitutto ringrazio il Gruppo Savorani e la famiglia Righetti, che si sono spesi per la realizzazione di questa bellissima esposizione. Quello di oggi è un esempio di come gli spazi possono prendere vita a seconda della sensibilità. Si è conclusa da poco la mostra di Moreni al Mar, un’esposizione che ha dato un’impronta importante, riallacciando legami che l’artista aveva qui a Ravenna. Ora la mostra continua qui dentro, in un luogo storico come palazzo Farini che diventa dialogo tra spazi museali e lavorativi. Come Amministrazione vogliamo fare in modo che le istituzioni culturali e le sensibilità cittadine entrino sempre più in sinergia, in modo tale che la cultura possa contaminare e valorizzare gli spazi aperti e che non sia solamente una questione di nicchia».
La famiglia Righetti negli anni ha raccolto e custodito numerose opere di Moreni, oltre a un’amichevole frequentazione con l’artista. Proprio Benito Righetti, durante l’inaugurazione, ha raccontato l’allestimento e alcuni aneddoti: «Parlo anche da proprietario di alcune opere, quindi sono inevitabilmente di parte: in Moreni convivevano genialità ed estrosità autentiche. Questa mostra è nata quasi per gioco: entrando nella sede dell’agenzia ho detto “qui mancano dei Moreni”, abbiamo preso un furgone e in una giornata abbiamo realizzato tutto, a costo zero ma con la voglia di diffondere cultura e divertirci. Ho frequentato Moreni personalmente: era un uomo di straordinaria intelligenza, curioso di vedere come gli altri interpretavano le sue opere e di osservare la luce, gli spazi e le emozioni che riuscivano a generare. Credo che un giorno dovremo riscoprirlo non solo come artista, ma anche come pensatore».
Infine, l’esperto d’arte Roberto Pagnani ha spiegato: «Mattia Moreni ha sempre avuto un’attenzione particolare alla collocazione delle proprie opere: lo testimoniano lettere e documenti in cui chiedeva dove e come venissero esposte. Per questo è significativo vedere oggi un luogo privato trasformarsi in spazio di cultura. Questa mostra offre un assaggio dei diversi passaggi della sua ricerca artistica: dal rapporto profondo con la natura e il paesaggio fino a una pittura sempre più interiore, intensa e sperimentale. Moreni dipingeva per reinventare la realtà, con coraggio e libertà espressiva. Negli ultimi anni la sua pittura diventa più aspra, i colori più discordanti e la scrittura entra sempre più nelle opere, come riflesso di una visione critica della società e della sua decadenza».



