Una costellazione di concerti incontri e lezioni con gli artisti, trascendendo il singolo ascolto e la cercando con loro un “contatto” diretto dentro e oltre la musica: questa è l’idea di “residenza” sperimentata nel cartellone della 37esima edizione del Ravenna Festival. Un format che si presenta come novità assoluta e dove spiccano tre progetti di tre diversi artisti: Filippo Gorini, Giovanna Baviera e il coro da camera Vikra. A inaugurare l’esperienza è Gorini, con un mese di residenza (dal 20 maggio al 20 giugno) scandita da quattro concerti.
Il primo è in programma il 28 maggio al Teatro Comunale di Russi (alle 21.30) prevede in programma due straordinarie opere di Robert Schumann, Arabeske in do maggiore op. 18 e i pezzi caratteristici raccolti sotto il titolo di Davidsbundlertänze op. 6, alle quali l’interprete affiancherà la “Sonata Portland” composta per lui da Michelle Agnes Magalhaes. A questo primo seguiranno i recital del 5 giugno alla Loggetta Lombardesca, poi, tre giorni dopo, dell’8 giugno ai Chiostri Danteschi e del 16 giugno al Museo Baracca di Lugo (disponibile un carnet a 50 Euro per assistere a tutti e quattro i concerti).
La residenza non si limiterà solo ai concerti, ma sono previsti anche momenti di confronto con studenti delle scuole e delle accademie, nonché di incontri con gli ospiti di ospedali o case di riposo. Del resto, è proprio questo il segno che sta caratterizzando la carriera di questo giovane musicista, che al suo attivo può vantare mentori quali Alfred Brendel e Mitsuko Uchida e successi nelle più importanti sale del mondo, dalla Scala di Milano alla Konzerthaus di Berlino, fino alla Wigmore Hall di Londra; ma che al tempo stesso sta realizzando un progetto originale, “Sonata for 7 cities” che dal 2025 al 2027 lo vede impegnato in lunghe residenze in 7 grandi città nel mondo: da Vienna a Portland, da Città del Capo a Hong Kong e Milano, fino al Sud America e al Giappone.
Questa sua residenza al Ravenna Festival – che in realtà ha per base Russi, il paese dei suoi nonni paterni – è l’occasione, come racconta Gorini stesso, «di fare il punto sul percorso fin qui compiuto nelle diverse “cities” già toccate, proponendo i programmi che lì sono maturati e le composizioni che ho commissionato proprio per le diverse mete». Ed è anche una nuova occasione per misurarsi oltre la performance concertistica. Per esempio, incontrando i ragazzi dell’IC “Baccarini” di Russi (27 maggio), poi gli ospiti di alcune case di cura come le RSA Rosa dei venti a Ravenna (29 maggio), Villa Verde a Cervia (3 giugno), e la Casa protetta Sassoli a Lugo (9 giugno). E, soprattutto, mettendo il proprio talento e la propria esperienza al servizio dei giovani musicisti del Conservatorio Verdi di Ravenna e dell’Accademia pianistica di Imola, secondo un articolato calendario di masterclass e lezioni.



