mercoledì
03 Giugno 2026
ravenna festival

Il “Santo folle”: il viaggio di Francesco d’Assisi e il dialogo con il Sultano in scena alla Basilica

Debutta il nuovo spettacolo firmato da Guido Barbieri e Marcello Fera: musica, teatro e storia che rievoca l’incontro del 1219 tra Francesco d’Assisi e Malik al-Kamil, simbolo di dialogo tra culture in tempo di guerra

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Debutta giovedì 4 giugno, con repliche previste ogni giorno fino a martedì 9 giugno, lo spettacolo Il Santo folle. Francesco, il Sultano, una tenda sulle rive del Nilo. La nuova produzione del Ravenna Festival si terrà nella Basilica di San Francesco alle 19.30.

L’opera, su testo di Guido Barbieri e con musiche originali di Marcello Fera, è un’azione scenica per attrice, voci soliste, ensemble strumentale, coro misto e percussioni. Al centro della drammaturgia c’è l’episodio storico dell’incontro del 1219 tra Francesco d’Assisi e il sultano d’Egitto Malik al-Kamil, avvenuto nei pressi di Damietta durante la Quinta Crociata. Un evento spesso descritto come “rivoluzionario”, perché rappresenta uno dei primi tentativi di dialogo diretto tra mondo cristiano e mondo islamico in un contesto di guerra.

La narrazione non mette in scena direttamente il colloquio tra i due protagonisti, ma lo rievoca attraverso il racconto di Jacopa de’ Settesoli, interpretata da Astra Lanz, figura realmente vicina a Francesco negli ultimi anni della sua vita. Attraverso il suo sguardo, lo spettacolo ricostruisce un incontro che oscilla tra storia, leggenda e mito. Francesco e il sultano prendono voce grazie ai cantanti Nicola Zambon (baritono) e Ludovico Dal Pra (basso), mentre la struttura musicale è articolata in sette quadri che seguono da vicino il testo, valorizzandone ritmo, accenti e dimensione emotiva.

La partitura di Marcello Fera, che dirige anche l’esecuzione al violino, intreccia scrittura contemporanea e pochi richiami a melodie dell’epoca, evocando il rapporto di Francesco con la musica dei trovatori provenzali. Sul palco si esibiscono il Conductus Ensemble e il Gruppo Vocale Heinrich Schütz, con le percussioni di Marco Zanco, che cura anche momenti di azione scenica con duelli stilizzati e simbolici. Completano la produzione i costumi di Manuela Monti e il disegno luci di Marco Rabiti.

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