giovedì
25 Giugno 2026
La rassegna

Lugocontemporanea torna con un’edizione dedicata a Sumud, la “resistenza” non solo palestinese

Musica, arte visive e conferenze in centro storico per indagare «le istanze del nostro tempo»

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Arte, musica e attualità sociale: Lugocontemporanea torna per la 22 edizione, con lo sguardo sempre rivolto «alle istanze del nostro tempo». La rassegna multisciplinare si articolerà in 4 giornate, 26 e 29 giugno e 1 e 2 luglio, con una serie di appuntamenti a ingresso gratuito in centro storico (ad eccezione della collaborazione con il Ravenna Festival).
Il tema scelto per quest’anno, è Sumud (صُمُود), termine arabo di complessa traduzione per noi occidentali ma che Moni Ovadia, tra gli autorevoli protagonisti in programma definisce: «Una parola che abbiamo imparato recentemente, che non faceva parte della nostra lingua ma d’ora in avanti lo farà: Sumud, che potremmo semplificare con resistenza, impegno a resistere».
La riflessione però non vuole fermarsi però solo al contesto palestinese, ma estendersi verso diverse latitudini e problematiche, declinando il tema attraverso musica, arte visiva, incontri e conferenze. Il progetto nasce dall’associazione Lugocontemporanea in collaborazione con il Comune di Lugo, la Fondazione Teatro Rossini, la Fondazione Ravenna Manifestazioni (Ravenna Festival), la Regione Emilia Romagna, Arci Ravenna, Combo Jazz Club e Educ. È sostenuta inoltre da Emergency e Greenpeace.

Il programma:
(Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito, tranne il concerto di Jeff Mills)

Venerdì 26 giugno
Ore 20. MarcantonioCasa Germoglio
Installazione al Pavaglione, fino al 2 luglio.
Il germoglio cresce piano con dolce prepotenza, trova posto anche quando tutto cambia intorno. Il germoglio è la vita che riparte, la memoria che torna a germinare dalle sue radici. Mi emoziona immaginare che dalle case, non più case, possa rinascere una natura gentile, una speranza positiva. Mi commuove credere che da dentro, un interiore che non può essere distrutto neanche quando l’esterno crolla, si possa manifestare una tensione vesto il futuro tale da mantenere solida l’identità di un popolo anche in mezzo ad un genocidio.
Marcantonio (classe 1976) è uno scultore e art designer italiano tra i più apprezzati della sua generazione. Oltre a portare avanti una produzione indipendente di bronzi e sculture a tiratura limitata, collabora attivamente con prestigiosi brand internazionali, tra cui Armani, Natuzzi, Seletti, Qeeboo, Slide e Mogg.

Ore 21.30 Jeff Mills feat Jean Phi Dary & Rasheeda AliTomorrow comes the harvest
Pavaglione, in collaborazione co Ravenna Festival* (bigliietti qui).
Autentico godfather della “minimal techno” di Detroit e co-fondatore del collettivo Underground Resistance, Jeff Mills è uno dei musicisti che meglio hanno visualizzato “il futuro”, senza tradire l’afflato spirituale che innerva tutta la tradizione della black music. Questo progetto nacque infatti come collaborazione con Tony Allen, gigante dell’afro-beat, dopo la cui scomparsa è subentrato Jean Philippe Dary, tastierista e produttore di origini guyanesi che ha lavorato a lungo proprio al fianco del grande percussionista, dando il suo contributo anche al jazz sinuoso di Greg Osby e al pop mondialista di Damon Albarn.

Lunedì 29 giugno
Ore 18:30  Edoardo Camurri (giornalista, scrittore)La vita che brucia. Gli insegnamenti della sofferenza
Museo Baracca – moderata da Massimiliano Morini, docente di lingua inglese e traduzione.
Di fronte al dolore, niente ha più senso. Ma è forse proprio allora che la parola ritrova la sua potenza. Ed è proprio questa potenza ad animare La vita che brucia – un testo sfolgorante in cui Edoardo Camurri rivive a cuore aperto l’esperienza più antica, più straziante di tutte: l’ineluttabilità della sofferenza.
Edoardo Camurri (1974) lavora per la radio, la televisione e i giornali. Per Adelphi ha curato “Il reato di scrivere” di Juan Rodolfo Wilcock, per Mondadori ha introdotto gli scritti psichedelici di Aldous Huxley, ed è autore di “Introduzione alla realtà” e de “La vita che brucia” entrambi usciti per Timeo. Massimiliano Morini è professore ordinario di Lingua inglese e traduzione all’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. Si occupa di pratica, teoria e storia della traduzione.

Ore 21 Journey n° 1: Ravenna – Berlin 
Pescherie della Rocca/Largo del Tricolore inaugurazione mostra e concerto
Mostra fotografica di Gianmarco Missiroli e Axel Babini curata da Veronica Lanconelli (identità visiva Emilio Macchia).
Journey Nº1: Ravenna – Berlin nasce da un viaggio in macchina dalle campagne di Ravenna a Berlino. Un attraversamento di paesaggi, stazioni di servizio, periferie, camere temporanee e incontri casuali, dove fotografia e cinema diventano due modi diversi di abitare lo spazio e il tempo. La mostra raccoglie fotografie realizzate durante il viaggio da Axel Babini e Gianmarco Missiroli, insieme a installazioni video tratte dal film e frammenti del voice over originale.  La mostra sarà inaugurata con un concerto, intervento musicale e performativo di E.C.G. Disputa e i suoi musicisti.
La mostra è aperta dal 29 giugno al 19 luglio, il giovedì e il venerdì dalle 16 alle 19, il sabato e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19. In occasione di Lugocontemporanea, 1 e 2 luglio apertura serale dalle 20 alle 23. Il progetto espositivo è in collaborazione con il Comune di Cotignola – Museo Civico Luigi Varoli dove sarà presentato in anteprima, sabato 27 giugno, il film Satellite di Giammarco Missiroli, Axel Babini e Enea Pignatta.

Mecoledì 1 luglio
Ore 21. Ultimo giorno di Gaza
Pavaglione, Piazza Mazzini – conferenza con Paola Caridi, giornalista, storica e scrittrice; Micaela Frulli, docente di diritto internazionale dell’Università di Firenze; Yousef Hamdouna, cittadino di Gaza e operatore umanitario.
In un tempo in cui la parola genocidio è tornata a pesare come presenza concreta, la tragedia di Gaza e della Palestina ci pone una domanda terribile e necessaria: come resistere all’annientamento quando si è “senza potere”? Civili bombardati, vite spezzate, città rase al suolo e diritti violati reclamano responsabilità e ci ricordano che essere senza potere non significa essere senza voce. Una conversazione pubblica sulla forza delle parole come strumento di lotta e di cura: contro l’orrore, contro il silenzio, per chi non c’è più e per chi resta.

Ore 22.30 Fusaifusa
Pavaglione – musica
Ashti Abdo (voce, corde, fiati, percussioni), Ali Belazi (voce, percussioni, tastiere), Taha Ennouri (batteria, elettronica), Federico Gueci (basso elettrico, guembri).
Travolgente ensemble musicale che si muove all’incrocio fra sonorità mediorientali e afro-beat, ritmi maghrebini ed elettronica, sufismo e cultura tradizionale sub-sahariana, i Fusaifusa nascono in Italia nel 2019 grazie all’incontro fra quattro artisti talentuosi provenienti da alcune delle zone più calde e complesse del Pianeta: il compositore e polistrumentista curdo-siriano Ashti Abdo, il percussionista e producer elettronico tunisino Taha Ennouri,  il cantante e autore di musica Sufi, anch’egli tunisino, Ali Belazi e il bassista e polistrumentista siciliano Federico Gueci.

Giovedì 2 luglio
Ore 21 Moni Ovadia – Uomo di teatro, attivista dei diritti civili e sociali
Pavaglione – conferenza
Un festival che pone al proprio centro una parola che abbiamo imparato recentemente, una parola che non faceva parte della nostra lingua e che invece, d’ora in avanti, ne farà parte: sumud. Una parola che potremmo tradurre con resistenza, impegno a resistere, una parola palestinese. Moni Ovadia (Plovdiv, 1946) è un attore, musicista e autorevole uomo di cultura italiano di origini ebraico-sefardita. Dopo gli esordi nella musica popolare, dagli anni ’80 ha sviluppato un personalissimo “teatro musicale” che fonde recitazione e canto, contribuendo a far conoscere la cultura yiddish in chiave contemporanea.

Ore 22.30 Ciuma
Pavaglione – musica e danza
Ciuma (organetto e voce), Alfredo Nuti Dal Portone (chitarra, cori), Mirko Abbondanza (basso, cori), Enrico Mao Bocchini (batteria), Giulia Frattini (danza).
In occasione di Lugocontemporanea, Ciuma incontra la danza di Giulia Frattini per un evento che travalica i confini dei generi. La musica di Ciuma è un mosaico vibrante: una miscela di stili che fonde radici popolari, suggestioni contemporanee e sperimentazione acustica. Su questo tappeto sonoro di brani originali, l’espressione fisica di Giulia Frattini si inserisce come un ulteriore strumento, dando corpo e forma alle trame musicali del gruppo.

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