Venerdì 3 luglio, alle 21, il Teatro Alighieri ospiterà OperaPaese Working Class per Ravenna, il nuovo progetto di teatro musicale del compositore Giorgio Battistelli, Leone d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia. L’opera, realizzata per il Ravenna Festival in collaborazione con Cna e Confartigianato, porta sul palcoscenico gli artigiani del territorio, rendendo protagonisti i loro utensili, gesti e suoni a rischio d’estinzione.
Al centro dello spettacolo c’è il valore del lavoro manuale, inteso non solo come attività produttiva, ma anche come patrimonio culturale e umano.
Dopo una prima esperienza sugli Appennini, il progetto approda a Ravenna con un organico che raggiunge circa cento partecipanti tra artigiani e musicisti, dove rimangono gli stessi materiali, ma cambiano le funzionalità, adattandole a quelle del territorio in cui si svolge lo spettacolo, Ravenna.
Sul palco gli artigiani non interpreteranno un ruolo teatrale né eseguiranno una coreografia: realizzeranno realmente il proprio lavoro, utilizzando gli strumenti del mestiere e producendo i suoni autentici delle rispettive attività. I loro gesti si intrecceranno con quelli dei musicisti dell’Icarus Ensemble e della Banda Musicale Cittadina di Ravenna, diretta da Mauro Vergimigli, in un accorpamento tra linguaggi musicali e pratiche artigianali.
Ad accompagnare la performance saranno le narrazioni di Guido Barbieri: voce narrante dello spettacolo. Le storie nascono dalle testimonianze raccolte tra gli artigiani coinvolti nel progetto e restituiscono al pubblico un racconto corale fatto di esperienze personali, tradizioni familiari e saperi tramandati di generazione in generazione. «Ho compreso – sottolinea Barbieri – che esiste ancora un fecondo legame con la tradizione autoctona dei mestieri tipici della città, dall’arte del mosaico a quella della piadina».
L’origine di OperaPaese affonda le radici in Experimentum Mundi, l’opera che Battistelli presentò nel 1981 a Roma, accostando sedici artigiani di Albano Laziale a quattro voci femminili, un percussionista e un attore. Quel lavoro è diventato uno dei riferimenti internazionali del teatro musicale contemporaneo, con oltre quattrocento rappresentazioni tra Europa, Asia, Oceania e Nord America, gettando le basi anche per la nuova opera dell’autore.
Pur raccogliendone l’eredità però, OperaPaese si sviluppa in una direzione differente. «Experimentum Mundi è un’opera chiusa, compiuta, con un arco drammaturgico ben definito e tempi prestabiliti – spiega Battistelli – OperaPaese è un’opera concettuale, dove affronto un problema formale nuovo per me: la prossimità. Non si tratta di coinvolgimento, ma di attivare una dimensione creativa già esistente nella realtà, organizzandola attraverso una struttura concettuale precisa».
Tra i momenti più significativi della rappresentazione figura anche la presenza di Mila Croci, scelta per incarnare la figura simbolica della “vecchia del paese”, archetipo della memoria e saggezza della comunità. Croci iniziò a studiare il sassofono all’età di 54 anni, imparando a leggere la musica e suonando poi in numerose bande del territorio fino ai novant’anni. Oggi, a 92 anni, sarà proprio il suo sassofono a dare voce all’immagine di Ravenna all’interno dello spettacolo.



