Un thriller pieno di suspense, ma che si potrebbe definire anche filosofico, esistenziale e politico, con una venatura di grottesco. È il nuovo romanzo di Alberto Cassani, ravennate con un passato da assessore alla Cultura del Comune, che oggi lavora in Regione ed è vicepresidente della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, ma soprattutto, appunto, scrittore. Arriva il 12 giugno in libreria Adrenalina, edito da Baldini + Castoldi come i precedenti tre romanzi – L’uomo di Mosca (2018), Una giostra di duci e paladini (2021), La bomba (2023). Chiusa una trilogia che ha raccontato, attraverso misteri, colpi di scena e molta avventura, la storia e la trasformazione politica soprattutto della sinistra negli ultimi decenni, Cassani è ora completamente incentrato sull’attualità, e ci parla nel nuovo romanzo di un futuro molto prossimo che assomiglia terribilmente al presente che viviamo.
Come ci suggerisce il titolo, il libro è una sorta di corsa con colpi di scena in rapida successione per una storia che tiene con il fiato sospeso fino a un finale “a sorpresa” come ogni buon thriller richiede. Ed è dunque difficile avventurarsi troppo nella trama se non per raccontare che il libro prende avvio a Roma e approda fino in Namibia dove si svolge una corsa nel deserto, una di quelle imprese estreme in cui si cimentano solo i più coraggiosi, o i più incoscienti, e che sia simbolicamente che fisicamente possono rappresentare una meta a cui tendere, una sfida necessaria a volte a dare senso a vite che altrimenti potrebbero restare “anonime”. Ed è in effetti attorno a questo nodo che il libro di Cassani unisce, agli stilemi del genere, l’aspetto di riflessione più profonda di un uomo che si avvicina ai sessant’anni e conduce una vita tutto sommato tranquilla e senza grandi scossoni, una vita qualunque. Almeno fino a quando, a Roma, non scompare la donna con cui ha passato la notte. Con un io narrante venato dell’ormai consueta ed elegante ironia di Cassani, il protagonista è a tutti gli effetti un “antieroe” che osserva se stesso e il mondo con un certo disincanto, una certa profondità, qualche ansia e più di un timore. Non disdegnano talvolta il tragicomico le pennellate con cui l’autore ci offre il contesto, dalla situazione politica a quella economica di un mondo ormai perennemente in guerra, dove gli interessi globali ruotano intorno all’approvvigionamento di materie prime necessarie all’avanzamento tecnologico, dove la comunicazione sembra aver preso definitivamente il sopravvento sulla sostanza stessa delle cose che accadono, in un continuo gioco di manipolazioni. E in particolare in questo l’autore si dimostra certamente degno erede quindi non solo del genere thriller, ma anche di quello distopico dipingendo un mondo dove: «Le coscienze sono piombate al grado zero. Se non fossimo così vili e pusillanimi come siamo, si direbbe che pure noi bramiamo una guerra, una guerra qualunque, anche solo una banalissima guerra tra di noi, tra coinquilini».
Poco più di duecento pagine per un’avventura sicuramente adrenalinica, ma che porta il lettore a guardarsi allo specchio come individuo e a osservare con forse più attenzione il mondo che ci circonda, nei suoi aspetti più drammatici ma anche paradossali (spesso insieme).
La prima occasione per parlarne direttamente con l’autore è mercoledì 17 giugno al bagno Hana-Bi di Marina di Ravenna alle 21 dove Alberto Cassani sarà intervistato da Chris Angiolini, patron dello stesso Hana-Bi e organizzatore di festival musicali, e Gessica Allegni, assessora alla Cultura della Regione Emilia-Romagna. A moderare l’incontro Alberto Marchesani, esperto di comunicazione e noto alle cronache per aver preso parte a diverse gare di corse in condizioni estreme, come quella nel deserto della Namibia. Che sia ispirato a lui il Lorenzo del romanzo?



