Una città che diventa palcoscenico, la danza che esce dai teatri e incontra piazze, musei, parchi, gallerie, spazi industriali e luoghi naturali. È questa, ancora una volta, la vocazione di Variazioni per Ammutinamenti, – nuovo nome di quello che conoscevamo semplicemente come Ammutinamenti –, il festival di danza urbana e d’autore organizzato da Cantieri Danza, che nel 2026 amplia ulteriormente la propria geografia e il proprio calendario. L’edizione di quest’anno – la 28ª – si sviluppa infatti nell’arco di tre mesi, dal 4 settembre al 7 novembre, con circa quaranta appuntamenti tra spettacoli, performance, laboratori, pratiche e incontri.
Ad aprire il festival, venerdì 4 settembre (ore 18) in Piazza del Popolo a Ravenna, sarà il coreografo e danzatore spagnolo Arnau Pérez, con VIBRA!, una performance che immagina una possibile danza di coppia del futuro. Due persone cercano un ritmo comune attraverso il movimento e la vibrazione, provando a costruire un’atmosfera condivisa senza cancellare le singole individualità. E alla fine dello spettacolo la distanza tra performer e spettatori si annulla, perché tutti saranno invitati a partecipare a una danza collettiva. Pérez arriva in città grazie alla collaborazione con Red Acieloabierto, che porta al festival anche Alejandro Moya. Il coreografo madrileno presenterà Desvelo, lunedì 7 settembre, (ore 18) alla Banchina Darsena di città, una ricerca ispirata all’artigianato e al lavoro manuale, dove il gesto fisico diventa anche strumento di trasformazione interiore. Fra gli ospiti internazionali spicca poi un nome particolarmente significativo, quello di Roger Bernat, artista e direttore catalano che da anni mette in discussione i confini tradizionali dello spettacolo, coinvolgendo direttamente il pubblico. A Ravenna, sabato 5 settembre (ore 21.30) allo Spazio Z.A.R.A. presenta La consagración de la primavera, una rilettura radicale della celebre opera di Pina Bausch nella quale non sono i danzatori professionisti a esibirsi, ma gli stessi spettatori. Muniti di cuffie e guidati da semplici istruzioni, saranno chiamati a muoversi e a confrontarsi con il proprio ruolo all’interno del gruppo. La danza diventa così una riflessione sulla responsabilità individuale e sui meccanismi della collettività. Un’altra forma di relazione fra arte e comunità è al centro di Sarkha, il cortometraggio dell’artista Jumana Dabis, in programma lunedì 7 (ore 19.30) all’Almagià. Il film raccoglie le esperienze di artiste, donne e bambine palestinesi della Cisgiordania, della Striscia di Gaza e del Cairo, unite dalla danza in un momento segnato dalla paura e dalla distruzione.
Il corpo come luogo di vulnerabilità, memoria e trasformazione ritorna in diversi lavori del festival. Sabato 5 settembre (ore 20.30) la compagnia Dewey Dell presenta all’Almagià Echo Dance of Furies, performance che parte dal significato simbolico degli ex-voto per interrogarsi sulla paura, sull’istinto di sopravvivenza e sulle reazioni dell’essere umano di fronte al pericolo. Particolarmente atteso anche il ritorno di Sara Sguotti, Premio Ubu 2024 come Miglior Attrice e Performer Under 35, con due lavori molto diversi ma accomunati da una forte attenzione al corpo. Dedica, domenica 6 (ore 17.30) alla Fondazione Sabe per l’arte, nasce dalla relazione fra corpo, spazio e suono e si lascia modellare dall’ambiente che lo ospita. ROSSOCREPA, lunedì 7 (ore 21) all’Almagià, affronta invece le fratture fisiche e interiori che il corpo femminile attraversa durante la maternità. È ancora il corpo femminile, questa volta inteso come archivio di memorie familiari e collettive, il centro di Giuiuzza, creazione di Veronica Parlagreco, danzatrice e coreografa italiana residente a Berlino e vincitrice del bando Danza Urbana XL del Network Anticorpi XL. Domenica 6 (ore 17 e 18.15), sullo sfondo delle antiche mura del Palazzo di Teodorico, piccoli movimenti, rituali quotidiani e gesti ripetuti diventano strumenti per interrogare l’eredità familiare, i ruoli di genere e la possibilità di trasformare ciò che arriva dal passato in una nuova consapevolezza. La città, del resto, è una delle protagoniste silenziose del festival.
Alla Banchina Darsena, lunedì 7 (ore 18.30), Marta Bellu presenta Ìride, performance costruita sul rapporto fra corpo, paesaggio e sguardo. Il pubblico raggiungerà il luogo in bicicletta, partendo da Soul Club, in un percorso che già prima dello spettacolo diventa parte dell’esperienza.
Ancora più esplicito è il rapporto con il territorio nelle proposte di AZIONI fuori POSTO, compagnia che da anni utilizza la danza come strumento di socialità e relazione con gli spazi e le persone che li abitano. In Percorsi incrociati, sabato 5 (ore 18), una passeggiata performativa attraverserà il quartiere Darsena, dal Parco Mani Fiorite al centro sociale La Quercia: danzatori e musicisti interagiranno con architetture, oggetti e abitanti del quartiere, fino al concerto dell’Orchestra Didattica Verdi diretta da Federica Maglioni. Domenica 6 (ore 9 e 11.30), invece, dal Giardino di Anna Pina e Giordano, Sogni al campo_un attraversamento porterà il pubblico fuori dalla città, in un percorso attraverso i campi, in collaborazione con Trail Romagna. Le cassette di plastica rosse, normalmente strumenti di lavoro, diventeranno oggetti di relazione e di gioco, in una riflessione sul significato dei campi come luoghi di incontro e condivisione.
La danza incontrerà anche la musica e le arti visive. Sabato 5 (ore 22.30), allo Spazio Z.A.R.A., Sergio Beercock proporrà Gotico Mediterraneo, rito sonoro collettivo nel quale musica elettronica, poesia performativa e coro greco si incontrano in una sorta di viaggio fra contemporaneità e memoria. Al Mar, invece, domenica 6 (dalle 19 alle 21.30), Something is Happening riunirà circa trenta artisti di discipline differenti in un’esperienza di creazione dal vivo, dove danza, musica e arti visive si svilupperanno senza un risultato prestabilito. Uno spazio centrale di Variazioni per Ammutinamenti sarà poi riservato, come da tradizione, alla Vetrina della giovane danza d’autore del Network Anticorpi XL, uno dei principali strumenti italiani di scouting della nuova danza contemporanea, dal 10 al 12 settembre.
Condividi



