I tecnici della Regione al lavoro per quantificare i danni della grandine

L’Emilia-Romagna potrebbe concedere sgravi fiscali, più difficile l’accesso al Fondo di solidarietà che scatta solo in caso di eventi non assicurabili. Il Pd: «Si valuti lo stato di calamità»

Dopo le stime di Coldiretti, ora tocca ai tecnici della Regione quantificare esattamente i danni della grandinata di Pasqua che ha colpito la Romagna. Secondo l’associazione degli agricoltori, il maltempo tra il 16 e il 17 aprile ha causato danni al 40 percento delle produzioni, soprattutto su frutteti e vigneti, campi di grano, cipolle ed erba medica. Secondo quanto spiega la Regione, l’obiettivo è arrivare al più presto ad una esatta quantificazione delle perdite subite dagli agricoltori, per verificare la possibilità di un intervento contributivo per il ristoro dei danni. Ma – precisano i tecnici – l’intervento del Fondo di solidarietà scatta solo in caso di eventi calamitosi non assicurabili. Sono assicurabili, e quindi non coperti dal Fondo, i danni causati alle colture e alle strutture aziendali da grandine, vento forte ed eccesso di pioggia.

L’intervento del Fondo, tra l’altro, è previsto soltanto quando il danno provocato dalla calamità supera il 30 percento della produzione lorda vendibile (Plv) del triennio precedente o del quinquennio precedente, con esclusione in questa seconda ipotesi delle due annualità che hanno fatto registrare la Plv più alta e più bassa. In ogni caso, le aziende agricole potrebbero accedere ad altri sgravi, come il trattamento di integrazione salariale e gli sgravi di tipo fiscale.

La politica intanto si muove. Il Pd, con un’interrogazione rivolta alla giunta e firmata anche dai consiglieri ravennati Gianni Bessi e Mirco Bagnari, chiede alla Regione di verificare  «se ci siano le condizioni per la richiesta dello stato di calamità» e quindi un intervento anche da parte dello Stato. Chiede azioni «veloci e concrete» anche la Lega Nord, con il consigliere regionale faentino Andrea Liverani.