venerdì
29 Maggio 2026
Lavoratori stagionali

Estate alle porte, ma nei bagni al mare manca ancora il 25 percento del personale

Le testimonianze degli imprenditori: lo staff di cucina è il più difficile da reperire. La coop Spiagge: «Dobbiamo intercettare i flussi di stranieri»

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Si ripresenta, anche per la nuova stagione balneare ormai alle porte, la difficoltà nel reperire lavoratori stagionali nei lidi ravennati. Sono ancora decine gli stabilimenti alla ricerca di personale per completare gli staff. «Ad oggi manca ancora il 25-30 percento delle persone necessarie per completare gli organici – spiega Maurizio Rustignoli, presidente della Cooperativa Spiagge che riunisce i duecento bagnini del litorale del comune di Ravenna –. Comporre la brigata è diventata la prima difficoltà di un imprenditore».

Secondo Rustignoli, il problema non è legato agli stipendi: «Per certe figure le retribuzioni vengono praticamente decise da chi lavora, soprattutto per le professionalità più richieste». I dati Confcommercio per l’Italia parlano di una retribuzione media giornaliera di 85 euro per i lavoratori stagionali, in crescita (del 14,9 percento) rispetto al periodo pre-pandemia. «Il problema è anche demografico – aggiunge il presidente –: ci sono meno giovani e molti scelgono esperienze all’estero, sia lavorative che di studio».

A poco o nulla sembrano però essere servite le riforme che negli anni hanno garantito un sostegno economico ai lavoratori stagionali nei mesi “off”, recentemente ritoccate dal Governo Meloni con le modifiche alla Naspi. Dall’estate 2025, infatti, chi si dimette da un posto fisso per lavorare pochi mesi in estate rischia di non ottenere più la disoccupazione al termine della stagione. La nuova normativa prevede almeno 13 settimane di contributi maturate dopo le dimissioni volontarie, mentre fino al 2024 bastava anche un contratto breve.

«Molti preferiscono cercare direttamente un lavoro annuale piuttosto che rischiare di dover passare dalla disoccupazione in inverno con le nuove regole», spiega Edoardo Brunelli del bagno Kiribati di Punta Marina. E aggiunge: «Ci manca ancora personale di spiaggia e di sala: molti vogliono lavorare solo la mattina fino alle 15, perché il pomeriggio preferiscono avere più tempo libero».

Tra alcuni imprenditori balneari c’è anche la frustrazione per alcuni comportamenti dei candidati. «Negli ultimi anni è diventato tutto quasi fuori dal normale – racconta Paola Baccarini del Tre Pini, sempre a Punta –. Vengono ai colloqui con i genitori, poi dicono che faranno sapere e spariscono senza risposta. Per non parlare degli atteggiamenti durante le ore di lavoro». Le difficoltà maggiori, spiega, riguardano la cucina: «Aiuto cuochi e lavapiatti non si trovano più e chi arriva spesso non ha esperienza».

Anche secondo Filippo Gardini del bagno Merida, nella stessa località dei colleghi già citati, la criticità principale resta la cucina, nonostante quest’anno abbia già completato l’intera brigata: «L’anno scorso abbiamo preso un appartamento per due cuochi dalla Sardegna, ma dopo una settimana se ne sono andati e siamo rimasti con migliaia di euro di spese». Gardini sottolinea come sia cambiato il lavoro stagionale: «Non ci sono più turni da 12 ore al giorno, oggi più sostenibili e pagati meglio. Il problema è la mancanza di voglia di imparare: non c’è passione».

Per il presidente della cooperativa la soluzione passa dal coinvolgimento di lavoratori stranieri: «Dobbiamo intercettare flussi di stranieri che però necessitano di un percorso di inserimento. Serve un sistema che permetta loro di conoscere la lingua, le regole e avere punti di riferimento, a partire dall’alloggio. Senza la capacità di valorizzarli, nei prossimi anni la situazione resterà complicata».

Una direzione condivisa anche dagli altri operatori. «Senza stranieri molte cucine non riuscirebbero a funzionare, anche se la lingua è spesso un problema», spiega Baccarini. Per Gardini «i ragazzi del Bangladesh si rimboccano le maniche più volentieri». Da Brunelli una conferma: «Abbiamo quattro aiuti-cuoco del Bangladesh: è una scelta che funziona, anche se ci vuole più tempo per trovare le persone giuste».

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