Dopo oltre due anni di prezzi relativamente stabili, anche a Ravenna l’inflazione torna a correre. A maggio l’indice dei prezzi al consumo ha raggiunto il 3,1%, il livello più alto dal settembre 2023, praticamente allineato alla media nazionale (3,2%). È quanto emerge dai dati dell’Osservatorio comunale dei prezzi al consumo, presentati questa mattina nell’ultimo monitoraggio dedicato al trimestre marzo-maggio.
Il dato segna una brusca inversione di tendenza: a gennaio l’inflazione in città era ferma allo 0,3%, mentre in cinque mesi è aumentata di 2,8 punti percentuali. Secondo l’analisi dell’Osservatorio, però, non si tratta di una dinamica specificamente ravennate, bensì dell’effetto dello shock energetico che ha investito tutto il Paese, facendo quasi azzerare il divario che nei mesi scorsi separava Ravenna dalla media italiana.
A trainare i rincari sono soprattutto energia, carburanti e prodotti alimentari freschi, mentre il resto dei beni registra variazioni molto più contenute. Tra le categorie che crescono maggiormente figurano i trasporti (+5,8% a maggio), l’assistenza alla persona (+5,3%), l’abitazione e l’energia (+5,1%) e la sanità privata (+3,6%), quest’ultima con un incremento nettamente superiore alla media nazionale. Restano invece in calo comunicazioni e, fino a tempi recenti, l’abbigliamento.
Uno dei fenomeni più evidenti riguarda l’ortofrutta. L’Osservatorio dedica infatti un approfondimento ai pomodori, che tra aprile e maggio hanno registrato un’anomalia mai osservata negli ultimi anni. Ad aprile i prezzi dei pomodori da sugo e da insalata sono aumentati rispettivamente del 23,7% e del 29,1% in un solo mese, ben oltre le normali oscillazioni stagionali, per poi ridiscendere già a maggio. Secondo l’analisi comunale, si tratta dell’effetto di uno shock esterno, legato ai costi energetici e logistici, più che di un andamento fisiologico del mercato.
Proprio i carburanti vengono indicati come il principale motore della nuova fase inflazionistica. Nel trimestre si sono verificati due forti rialzi, a marzo e poi tra aprile e maggio, collegati alla crisi internazionale e alle tensioni nello Stretto di Hormuz. La benzina self service è passata dal minimo di gennaio al massimo di fine maggio con un aumento di oltre il 20%, mentre il gasolio ha registrato un incremento vicino al 31%, raggiungendo il proprio picco a metà aprile.
Il Comune collega proprio queste dinamiche alle politiche sulla mobilità. «L’obiettivo di questo monitoraggio – commenta il sindaco Alessandro Barattoni – è condividere una fotografia dell’inflazione nel nostro territorio per costruire risposte concrete a tutela del potere d’acquisto dei cittadini». Tra queste – sottolineano dal Comune – rientra il potenziamento del trasporto pubblico gratuito (viene citato anche il navetto Mare): dopo la sperimentazione della linea 80, dal 15 settembre diventerà gratuita l’intera linea 1, che collegherà i parcheggi di attestazione di via Secondo Bini, piazza Natalina Vacchi e Pala De André con il centro storico, l’ospedale e le Case della Comunità.



