Se i pesci stanno bene, l’insalata cresce rigogliosa grazie all’azione dei batteri. È l’essenza di Aquatilia, una giovane società agricola che produce ortaggi a San Pancrazio di Russi. Trattasi di acquaponica: un sistema integrato in cui l’allevamento dei pesci e la coltivazione delle piante lavorano insieme nello stesso ciclo d’acqua. I batteri, come avviene negli ecosistemi naturali, trasformano gli scarti organici prodotti dai pesci in nutrienti disponibili per le piante, che a loro volta contribuiscono a depurare l’acqua. In questo modo si crea un equilibrio controllato tra acqua, pesci, batteri e vegetali, riducendo gli sprechi e valorizzando le risorse.
L’impresa, che nelle settimane scorse ha ricevuto la visita della sindaca Valentina Palli, è portata avanti da cinque soci. Quattro uomini e una donna, fra 31 e 35 anni, con percorsi di formazione e esperienze professionali diversi. Mattia Alpi (agronomo), Giulia Bazzocchi (marketing e vendite), Andrea Casadio (ingegneria di processo), Matteo Gardini (sistemi informativi) e Lorenzo Tambini (progettazione nuovi progetti) si sono conosciuti in momenti diversi e un po’ alla volta hanno dato vita al progetto.
Il pioniere è stato Casadio: «La prima idea dell’impianto mi è venuta ai tempi della pandemia. Avevo un altro lavoro ma, come molte altre persone a quel tempo, ho cominciato a guardarmi attorno e fare le prime sperimentazioni nel tempo libero, la sera e nei weekend. Ho coinvolto due amici, che ora sono soci, e ci siamo detti che volevamo qualcosa di nostro».
Nel 2023 è tutto pronto per l’avvio, ma la zona di San Pancrazio è stata alluvionata: «Abbiamo dovuto ricominciare da capo, anche grazie all’aiuto di amici. Finalmente a luglio 2025 abbiamo fatto l’immissione dei pesci nelle vasche e attivato l’impianto».
Tutto è stato autocostruito: «È stata l’unica via per ridurre i costi. L’investimento totale finora per noi è stato di quasi 200mila euro, se non avessimo fatto da soli forse ci sarebbe voluto il triplo». Ma è stato anche il modo per avere un sistema fatto su misura con gli accorgimenti ideati con le sperimentazioni: «Siamo l’unico impianto di questo tipo in regione e in tutta Italia saranno una decina. Ogni regione ha le sue disposizioni, ma è un settore nuovo che non è ancora inquadrato da norme specifiche. Questo ha complicato le cose, ma è stato anche uno stimolo: anche l’Ausl, o le autorità che hanno fatto i controlli, si sono trovate a trattare una materia non ancora diffusa e per la regione siamo diventati un termine di riferimento».
La progettazione è stata curata fino al minimo dettaglio, quasi con maniacalità, cercando di anticipare addirittura eventuali disposizioni normative future. Un esempio? I manometri acquistati dal Canada: «I dati raccolti da altri impianti hanno mostrato che certi manometri potrebbero rilasciare tracce di piombo. È un rischio potenziale e minimo. Abbiamo deciso di evitarlo acquistando un tipo di manometri realizzato solo in Canada».
Oggi l’impianto è costituito essenzialmente da una serra in cui vengono coltivati gli ortaggi, principalmente a foglia, e due vasche da novemila litri ognuna in cui nuotano 350 tinche e 200 persici trota. «Con questa massa riusciamo a sostenere 5.200 piante di ortaggi – spiega Gardini –. In questo momento i pesci sono solo un mezzo che fornisce concime naturale per la produzione delle piante. La piccola parte di scarto organico che rimane viene trattato e diventa compost da usare nel terreno».
Se i pesci sono il motore, questo fa sì che ci si debba adeguare al loro ritmo: «Nel periodo dicembre-gennaio vanno in letargo e la produzione di piante rallenta. Usiamo quel periodo per manutenzione». Un giorno, quando il pesce arriverà a riprodursi, potrà anche essere venduto per consumo alimentare.
In totale nell’impianto circolano 85mila litri di acqua a circuito chiuso, in funzione H24: «L’attività dei batteri, delle piante, dei pesci e dei filtri naturali consente l’equilibrio della salute dell’acqua che alla visto dell’occhio umano è sempre trasparente. È importante evitare malattie. Il fabbisogno mensile è di circa 1.000-1.500 litri per l’evaporazione. Per il funzionamento servono 2,5 kW costanti. Il prossimo investimento sarà nel fotovoltaico e nelle batterie di accumulo per renderci autosufficienti».
Le verdure vengono vendute vive: con le radici a mollo resistono per giorni
La produzione di Aquatilia si concentra su ortaggi tradizionali ma anche varietà di nicchia, alla ricerca di un prodotto unico: dalla comune lattuga al ravanello nero siciliano, dalle mini melanzane della misura di un uovo alle bietole, per arrivare fino a vere e proprie primizie dai sapori ricercati. «Per il momento i nostri clienti sono privati che acquistano cassettine miste di vari prodotti – spiega Giulia Bazzocchi – alla ricerca di prodotti coltivati in maniera naturale che hanno sapori molto più intensi. Ma forniamo anche qualche ristoratore e la gelateria Spino che realizza gusti particolari». La particolarità è che in molti casi la pianta viene venduta con tutte le radici che sono pulite perché cresciute in acqua: «La pianta è ancora viva. Questo fa sì che a casa sia sufficiente metterla a mollo in acqua e si mantiene per diversi giorni senza bisogno di consumarla subito».
Mattia Zannoni



