martedì
09 Giugno 2026
Lavoro

Centri per l’impiego: 6 disoccupati su 10 ottengono un contratto di almeno 6 mesi

I dati del 2025 dei tre uffici attivi in provincia di Ravenna: settemila persone hanno avviato un percorso di ricerca. Il profilo dell’utente medio: una donna italiana nella fascia di età 30-50 anni

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Le politiche pubbliche sul lavoro sono attuate sul territorio dai centri per l’impiego (Cpi), uffici di competenza delle Regioni che forniscono servizi a imprese e lavoratori. La rete dell’Agenzia per il lavoro dell’Emilia-Romagna conta 38 Cpi e 9 uffici di collocamento mirato (di cui rispettivamente tre e uno in provincia di Ravenna).

L’attività dei Cpi, a partire dal 2022, fa perno sull’attuazione del programma Gol (Garanzia Occupabilità Lavoratori), messo a punto a livello nazionale a conclusione della crisi pandemica e finanziato con consistenti risorse Ue. «È un’azione del Pnrr – spiega Andrea Panzavolta, dirigente dell’Agenzia regionale per il lavoro negli ambiti di Ferrara e Ravenna – che offre percorsi gratuiti di orientamento, riqualificazione professionale e inserimento lavorativo. È rivolto a disoccupati, percettori di ammortizzatori sociali o sostegni al reddito, donne, giovani Neet (acronimo inglese che indica chi non lavora, non studia e non frequenta corsi di formazione, ndr) e over 55».

Il programma Gol integra quelle che sono propriamente chiamate politiche attive (e cioè l’orientamento, la costruzione di un progetto di inserimento professionale, l’accompagnamento al lavoro e l’incrocio domanda offerta di lavoro) con le misure di formazione professionale (che mirano a sviluppare le competenze necessarie).

Per la persona che cerca lavoro e si rivolge ai Cpi è previsto un colloquio approfondito per ricostruire il suo percorso professionale, analizzare le sue competenze e identificare eventuali fattori oggettivi o soggettivi che possono costituire elementi di fragilità e di forza. «Al termine del colloquio – spiega Panzavolta – la persona è indirizzata verso uno dei diversi percorsi previsti dal programma, che hanno tutti una durata di 12 mesi».

I percorsi sono quattro. «Per le persone in possesso di competenze subito spendibili nel mercato del lavoro di riferimento c’è un intervento prevalentemente di orientamento e accompagnamento alla ricerca di una nuova occupazione. Per chi ha bisogno di un aggiornamento delle proprie competenze sono previsti interventi formativi di 40 o 70 ore. Per chi deve adeguare le proprie competenze alle nuove necessità che emergono nel contesto del mercato del lavoro di riferimento i percorsi formativi hanno una durata di 300 ore di cui 180 in aula e 120 di stage. Per le persone in condizione di fragilità/vulnerabilità, caratterizzata dalla mancanza di lavoro e dalla presenza di ulteriori problematiche di tipo sociale o sanitario, oltre ai servizi precedenti è prevista l’attivazione della rete dei servizi sociali o sanitari».

Nel 2025 i programmi di politiche attive avviati in provincia di Ravenna sono stati 7.089 (di cui 3.718 tramite il Cpi di Ravenna, 1.668 a Faenza e 1.703 a Lugo; in totale a livello regionale sono stati 89mila). Il 62,4 percento dei programmi attivati nel 2025 è stato per i percorsi più snelli di orientamento per chi era in possesso di competenze spendibili. Il 7 percento per persone con fragilità. Dall’avvio di Gol nel 2022 a oggi, in regione sono stati attivati circa 290mila programmi di cui più di 25mila nel Ravennate. Questo il profilo degli utenti: 55,4 percento femmine; 38,3 percento nella fascia di età 30-50 anni, cittadinanza italiana per il 66,3 percento (8 percento altri Paesi Ue e 25,7 extra Ue).

«Dai dati raccolti a fine febbraio 2026 – osserva Panzavolta –, il 57,2 percento del totale delle persone con un programma Gol avviato da almeno sei mesi ha avuto un avviamento, cioè un contratto di lavoro di almeno 180 giorni. La percentuale risulta comprensibilmente più alta per le persone più forti dal punto di vista delle competenze e delle esperienze. È significativo però anche il dato che riguarda le persone in condizione di fragilità lavorativa e sociale: il 40,1 percento delle persone ha ottenuto un’opportunità di lavoro a 6 mesi dall’inizio».

La definizione del profilo del lavoratore e del tipo di percorso da realizzare è fatta necessariamente al Cpi. Per la realizzazione degli interventi conseguenti le persone possono scegliere se essere seguiti dallo stesso Cpi o da uno dei soggetti privati accreditati che costituiscono la cosiddetta “Rete attiva per il lavoro”, costituita da agenzie per il lavoro e da enti di formazione professionale accreditati. Dei settemila programmi attivati in provincia, una persona su cinque ha scelto di svolgere il percorso con il Cpi, mentre le restanti hanno fatto riferimento ad uno degli enti privati. Sul territorio ravennate la Rete attiva riunisce 24 enti di formazione e agenzie per il lavoro, con un totale di 35 sedi distribuite tra Ravenna, Cervia, Russi, Lugo e Faenza.

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