venerdì
10 Luglio 2026
La novità

Un edificio del Comune e 3,5 milioni dal ministero: così è nato un nuovo centro giovanile

Il 20 luglio l’inaugurazione nell’ex circolo Valtorto a Fornace Zarattini. Aperto tutti i giorni con laboratori, iniziative, 15 operatori e 3 psicologi: programmazione definita anche con i ragazzi

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Alcuni decenni fa ha smesso di essere una scuola elementare, poi ha ospitato performance teatrali e musicali, nel 2001 è diventato la sede dell’associazione culturale Valtorto e ora l’edificio di proprietà del Comune di Ravenna in via Faentina a Fornace Zarattini, a ridosso della rotonda di Tecnomat, cambia ancora pelle e diventa un nuovo spazio a gestione pubblica dedicato a ragazze e ragazzi tra gli 11 e i 21 anni (inaugurazione il 20 luglio alle 16.30).

La regia è del Comune, la gestione coinvolge quattro cooperative (Fare Comunità e Selenia con la partecipazione di Cidas e Progetto Crescita). Sarà un nuovo luogo per gli adolescenti a libero accesso dalle 9 alle 19 dal lunedì al venerdì. In un clima informale, facilitato da educatori delle coop e psicologi dell’Ausl, sarà possibile incontrare coetanei e passare tempo insieme con letture, fumetti, laboratori pratici di vario tipo, studiare e fare i compiti, ma anche semplicemente fermarsi per una pausa di tempo libero. Tutto gratuito per gli utenti (i minorenni per poter continuare a frequentare il luogo dovranno però essere autorizzati da genitori e/o tutori).

L’iniziativa si sviluppa grazie al progetto “Des-teen-azione” promosso dal ministero delle Politiche sociali che con circa 290 milioni di euro di fondi europei ha finanziato la nascita di 92 luoghi in Italia (di cui uno anche a Lugo) per lo sviluppo di una rete di spazi dedicati a preadolescenti e adolescenti. Le attività proposte hanno l’obiettivo di stimolare la partecipazione attiva di ragazze e ragazzi, promuoverne l’integrazione e l’inclusione sociale, sviluppare le loro competenze affettive e relazionali e prevenire la dispersione scolastica. Un ulteriore focus è dedicato all’inserimento lavorativo, con azioni mirate per accompagnare i giovani nel mondo del lavoro. A supporto delle finalità del progetto, sono inoltre previste attività specifiche rivolte alle famiglie.
«L’elemento innovativo di “Des-teen-azione“ – si legge nel sito del progetto – è la presenza in un unico spazio di diversi servizi dedicati a questa fascia d’età con lo scopo di creare un ambiente in grado di rispondere in modo coerente e integrato ai bisogni emergenti dei ragazzi e delle ragazze. Un’équipe multidisciplinare, composta da professionisti dell’ambito educativo, psicologico e sociale, lavorerà in stretta collaborazione con i servizi territoriali già esistenti, valorizzando il contributo del terzo settore».

Il Comune ha messo a disposizione l’immobile e dallo Stato – attraverso fondi europei – sono arrivati 3,54 milioni di euro: 390mila per lavori all’edificio e attrezzature, il resto per la copertura dei costi di gestione per un triennio. L’assessora comunale Roberta Mazzoni, titolare delle deleghe a Politiche sociali e Politiche per le famiglie, riconosce l’importanza del finanziamento a disposizione: «Il disagio giovanile è una delle due facce della questione demografica attuale, l’altra è l’invecchiamento. Con Des-teen-azione possiamo mettere in campo molte azioni che rafforzano una rete di servizi già attivi». Gli obiettivi del progetto sono molteplici: «La riduzione dell’abbandono scolastico e il miglioramento del rendimento, ma anche contrastare il rischio di esclusione sociale». A seguire i giovani frequentatori si alterneranno 15 educatori delle cooperative e tre psicologici dell’Ausl. L’accesso al centro negli orari di apertura è libero per chiunque. Gli educatori si occuperanno di organizzare iniziative specifiche per coinvolgere i giovani. Il primo obiettivo sarà farsi conoscere e facilitare l’affluenza. Le scuole sono state informate così come gli altri spazi cittadini per i giovani.

La dirigente comunale dei Servizi sociali, Elena Zini, spiega che la cosiddetta governance del centro sarà partecipata: «Sono compresi i soggetti istituzionali come Comune, Ausl e scuole medie e superiori del territorio. Ma è stata decisa una coprogettazione con ragazzi e genitori: nel corso del triennio ci sarà un confronto continuo per programmare la proposta delle iniziative sulla base degli stimoli che arriveranno».

La seconda linea è l’accompagnamento socio-educativo, fatto principalmente tramite l’attività aggregativa libera nel centro con laboratori specifici. Ma sarà in campo anche un’unità educativa di strada che cercherà di intercettare gli adolescenti fuori dal centro.
C’è poi un filone specifico di attività volte a prevenire l’abbandono scolastico: «Progetti individualizzati e affiancamento con ragazzi segnalati dalle scuole. Si partirà dal chiedersi in che modo si può aiutare il percorso del ragazzo perché sia promosso. Oppure si andrà a fare un’azione di orientamento professionale con un tutoraggio personalizzato per maturare le cosiddette competenze trasversali spendibili in un contesto professionale». In stretta relazione con quest’ultimo aspetto ci saranno tirocini di inclusione: «Saranno
rivolti ai ragazzini più fragili in contesti simil lavorativi. Non sono percorsi professionalizzanti finalizzati a una assunzione, ma più a sperimentarsi in contesti protetti diversi dall’ambiente scolastico. Un progetto in questo senso è quello di creare un laboratorio di riparazione di biciclette da mettere a disposizione per il noleggio gratuito per raggiungere il centro di Fornace Zarattini. Cira 40 tirocini all’anno fuori da contesti scolastici ma in relazione con percorso scolastico su abilità non sperimentabili a scuola, stare in sistemi simil lavorativi, con compiti semplici». Sarà presente anche un servizio di supporto psicologico.

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