giovedì
09 Luglio 2026
Ondate di calore

In caso di caldo estremo a Marcegaglia pausa nella fascia 13-16 e nuovi orari dei turni

Le modifiche sono frutto di un accordo tra l'azienda e i sindacati Uil e Cisl. L'attivazione verrà decisa settimana per settimana e resterà in vigore almeno tre giorni

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Marcegaglia cambia gli orari dei turni di lavoro nello stabilimento di Ravenna per la prevenzione dei rischi derivanti dall’esposizione alle elevate temperature.

Nelle giornate in cui le condizioni climatiche saranno considerate particolarmente gravose, valutabili di settimana in settimana e comunque con almeno tre giorni di preavviso, l’orario di lavoro viene rimodulato sui tre turni, introducendo una sospensione delle attività nella fascia oraria compresa tra le 13 e le 16.

La rimodulazione dei turni sarà la seguente:
1° turno: dalle 6 alle 14 con pausa mensa a fine turno alle 13;
2° turno: dalle 16 a mezzanotte con pausa mensa a fine turno alle 23;
3° turno: dalle 23 alle 7 con pausa mensa a fine turno alle 6.

La nuova organizzazione dell’orario resterà in vigore per tre giorni consecutivi ogni volta che verrà attivata, garantendo una gestione più efficace delle emergenze legate alle alte temperature.

La modifica degli orari è frutto di un accordo siglato tra la l’azienda e le sigle sindacali di categoria Fim-Cisl e Uilm (non compare Cgil che a fine giugno aveva indetto uno sciopero proprio per il disagio dovuto alle temperature insostenibili) e si inserisce nel quadro delle disposizioni previste dal decreto della Regione Emilia-Romagna dato che una parte delle lavorazioni di Marcegaglia si svolge sulle banchine portuali in aree esposte ai raggi solari.

Per Fim e Uilm l’accordo rappresenta un importante risultato della contrattazione, che conferma il valore del confronto tra organizzazioni sindacali, Rsu e azienda: «La disponibilità dimostrata dall’azienda nel mantenere un dialogo costruttivo ha consentito di raggiungere un’intesa condivisa, capace di coniugare le esigenze produttive con la tutela della salute e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori, nell’interesse delle persone e della continuità produttiva».

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