giovedì
09 Luglio 2026
Fusignano

Riparte il cantiere in piazza Armandi dopo il ritrovamento di reperti storici

Investimento da 400mila euro per la riqualificazione dell'area

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Dopo un mese di limitazioni parziali a causa del ritrovamento di reperti storici, dal 9 luglio riparto i lavori del cantiere in tutta la piazza Armandi a Fusignano per la sua riqualificazione, intervento da 400mila euro, di cui 320mila finanziati nell’ambito dell’Atuss dell’Unione della Bassa Romagna, l’Agenda trasformativa urbana per lo sviluppo sostenibile, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna attraverso i Fondi europei Fesr.

I primi scavi hanno portato alla luce antichi reperti sottoposti immediatamente al vaglio degli archeologi e della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. Nello specifico, sono state rinvenute alcune arche sepolcrali e diverse strutture murarie che rappresentano le fondazioni dell’antico campanile e di parte della chiesa. Dove oggi sorge piazza Armandi, infatti, a partire dal XVI secolo sorgeva l’antica chiesa arcipretale, modificata nel corso dei secoli, fino alla sua definitiva demolizione nel 1899. La nuova chiesa venne ricostruita, a inizio ‘900, sul sedime dove oggi si trova l’attuale, lasciando spazio alla piazza e mantenendo l’antico campanile sul fronte. Con il passaggio del fronte bellico, anche questa chiesa venne distrutta e riedificata nel 1956 sul progetto dell’arch. Alberto Legnani.

Il cantiere non si è mai completamente fermato, ma i lavori nella parte interessata dai ritrovamenti sono stati prorogati per circa un mese su richiesta dalla Soprintendenza, con la quale gli uffici comunali di Fusignano sono rimasti in contatto costante.

«Si tratta di una complessità, che avevamo previsto, che si aggiunge alla realizzazione dell’intervento e che stiamo gestendo con competenza, grazie alla collaborazione di tutte le professionalità coinvolte – dichiara il sindaco Nicola Pondi -. Nello stesso tempo, è una preziosa occasione che ci permette di arricchire il nostro patrimonio storico e documentale e di rileggere le diverse fasi che, nel corso della storia, hanno trasformato la nostra cittadina».

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