Il gruppo Q si arrende: «Non possiamo rischiare l’oltraggio a pubblico ufficiale. Ma speriamo sia servito a far riflettere…»
Il gruppo Q con le sue pizzerie e ristoranti era stato tra i più in vista in Romagna ad annunciare la propria adesione all’iniziativa di disobbedienza civile dello scorso weekend “#Ioapro”. Come noto, si trattava di una protesta da realizzare semplicemente riaprendo i locali ai clienti, nonostante il rischio multa, essendo vietato dalle norme anti Covid in vigore, ancor più in Emilia-Romagna, zona arancione con la possibilità per bar e ristoranti di operare solo tramite asporto o delivery.
Il gruppo Q ha un punto vendita anche in provincia di Ravenna, il Q-Corner di Faenza, che è rimasto aperto nel weekend ospitanto alcune decine di clienti, ci dicono dalla proprietà. Nessuno di loro è stato multato, ma le forze dell’ordine hanno sanzionato il locale, imponendone la chiusura forzata per cinque giorni. Il Q-Corner ripartirà venerdì 22 gennaio, con asporto e consegne a domicilio.
Una decisione, quella di interrompere la protesta, arrivata in seguito a quanto avvenuto al Q-Bio di Cesena, dove le forze dell’ordine avrebbero piantonato l’ingresso, non facendo entrare neppure famiglie con bambini.
«Come facciamo ad andare avanti in una protesta se il comportamento delle forze dell’ordine è questo? – si chiedono i titolari in un post su Facebook – Non possiamo rischiare l’oltraggio a pubblico ufficiale e questo atteggiamento rischia anche di alzare polemiche non sempre controllabili da parte del cliente, il quale, a nostro parere, subisce un vero e proprio sopruso. Per quale motivo – continua il post – dobbiamo continuare a protestare nel giorno seguente quando il rischio per i nostri clienti è quello di fare magari dei km per raggiungerci, anche in un centro città, per poi non avere la garanzia del servizio? Queste riflessioni sono in totale rispetto ai funzionari e agenti che svolgevano il loro lavoro, con durezza ma comprensione».
Nelle ore precedenti il gruppo Q aveva ringraziato tutti i clienti che hanno partecipato alla “protesta”: «Avete dimostrato coraggio e speriamo che possa essere servito a far riflettere un poco tutti e a dare spunti ai poteri statali nelle decisioni future».


Sarà sugli scaffali delle librerie e online dal 21 gennaio il nuovo romanzo di Alberto Cassani (356 pagine, 18 euro) intitolato Una giostra di duci e paladini, dopo la prova narrativa d’esordio, L’uomo di Mosca, pubblicato nel 2018 sempre dall’editore Baldini+Castoldi.



La pandemia da Sars-Cov-2 in provincia di Ravenna registra oggi, 18 gennaio, altri 88 nuovi casi di positività (di cui 36 con sintomi) e il totale in undici mesi è 15.484. Dalla Regione vengono comunicati anche nove decessi: più di 650 dall’inizio del contagio, di cui più di 500 negli ultimi due mesi e mezzo. Infine il dato sui posti occupati in Terapia intensiva: oggi sono 14, in caso di uno rispetto a ieri (il picco è stato 22, 



Favorire la ripresa economica del territorio con affidamenti diretti di lavori pubblici e progettazioni alle imprese e ai professionisti locali. È la proposta rivolta dalla lista civica La Pigna al Comune di Ravenna. La consigliera comunale Veronica Verlicchi fa riferimento alla legge 120 dell’11 settembre 2020 che prevede la possibilità di affidamenti diretti di opere fino a 150mila euro e progettazioni fino a 75mila. «Vanno adottati degli specifici criteri preventivi e gli affidamenti, consentiti dalla normativa, devono ovviamente rispettare il criterio della rotazione».