martedì
30 Giugno 2026

Guidava contromano, anziano resta un’ora in auto per non consegnare i documenti

Un uomo di 78 anni non si è fermato all’alt sulla via Emilia e poi non voleva abbassare il finestrino: multato e denunciato per resistenza a pubblico ufficiale

Pexels Photo 543605Viaggiava contromano lungo la via Emilia a Faenza e quando la polizia locale lo ha fermato c’è voluta un’ora di trattative per convincerlo ad abbassare il finestrino e consegnare i documenti. Un 78enne di Imola è stato sanzionato per guida contromano e denunciato per resistenza a pubblico ufficiale. È successo nei primi giorni del 2021 ma l’episodio è stato reso noto solamente oggi, 9 gennaio, dalla polizia locale faentina.

Alcuni automobilisti avevano segnalato la vettura e una pattuglia ha raggiunto l’anziano al volante. Alla vista delle divise, l’uomo ha ignorato l’alt: l’inseguimento si è concluso qualche chilometro dopo. Ma a quel punto c’è voluta una buona dose di pazienza e tanta buona volontà da parte dei vigili per riuscire a convincere l’uomo.

Nei primi otto giorni del 2021 un centinaio di persone e mezzi sono stati controllati nel corso dei servizi messi in campo dal comando della polizia locale dell’Unione della Romagna faentina per garantire la sicurezza urbana. Nel corso di questi controlli, due persone sono state pizzicate al parco Mita in possesso di sostanze stupefacenti. Entrambe sono state segnalate alla Prefettura come assuntori, mentre l’hashish di cui erano in possesso è stato sequestrato. Una persona straniera, controllata in centro, è risultata non essere in regola con i documenti per il soggiorno sul territorio dello Stato italiano. Per lui è partita la segnalazione alla questura di Ravenna per l’avvio delle pratiche per l’espulsione. Uno straniero è stato controllato nell’area sosta dell’ospedale manfredo. L’uomo, risultato recidivo, è stato denunciato.

A Faenza il Comune offre gli spazi della fiera per un punto vaccinazioni

Un sopralluogo dei tecnici ha verificato l’idoneità del centro. Ora si attende la decisione dell’Ausl

137323630 220888139713037 2041217066331836589 OIl Comune di Faenza ha dato disponibilità per l’utilizzo del centro fieristico di via Risorgimento come punto vaccinazioni anti-Covid. Sarebbe il second in provincia dopo il Pala De Andrè di Ravenna. Da un sopralluogo con i medici dell’Ausl è emerso che gli spazi risultano idonei, spetta ora alle autorità sanitarie prendere la decisione.

137322575 220888156379702 4285265144404078267 OIl sindaco Massimo Isola da Facebook fa sapere che una volta avuto l’ok si potrebbe partire in pochi giorni: «Mi auguro per il bene dei faentini e dei residenti nella Romagna faentina che ci venga data questa possibilità per contribuire a vaccinare la più ampia fetta di popolazione nel più breve tempo possibile».

Covid, il vescovo: «Cerchiamo altre cure grazie all’intelligenza che ci ha dato Dio»

Monsignor Ghizzoni ha celebrato in duomo a Ravenna una messa in ricordo di tutte le vittime del coronavirus: in provincia sono state più di 564 nei dieci mesi dall’inizio della pandemia all’8 gennaio

SANTA MESSA PER VITTIME COVID VESCOVO LORENZZO GHIZZONI DUOMO RAVENNA

Pubblichiamo di seguito il testo integrale dell’omelia pronunciata dal vescovo di Ravenna, Lorenzo Ghizzoni, in occasione della messa celebrata in duomo l’8 gennaio in ricordo di tutte le vittime del Covid. Il primo caso di contagio in provincia venne diagnosticato a fine febbraio del 2020: da allora i contagi hanno superato i 14mila casi, di cui 564 sono morti e circa diecimila sono guariti.

Celebriamo una messa per tanti nostri fratelli e sorelle che sono stati colpiti del virus Covid 19 e il loro fisico non ha resistito. Alcuni sono noti a tanti, altri sono conosciuti solo dai parenti e dagli amici più stretti. Vogliamo ricordare tutti e vogliamo celebrare una liturgia di memoria e di raccomandazione al Signore della vita e della risurrezione, soprattutto perché almeno una parte di loro non hanno potuto ricevere né i sacramenti, né un accompagnamento personale da parte dei loro cari nell’ultima ora, né si è potuto decidere il modo del funerale, come avviene nei tempi normali. Per molti è stata una tristezza che si è aggiunta al dolore della perdita e della morte.

Ma il Signore che vede tutto e continua sempre ad amare i suoi figli, siamo sicuri che avrà dato loro la giusta ricompensa per il bene che hanno compiuto in vita, e avrà risposto alle loro preghiere esplicite o mute degli ultimi giorni, con un amore ancora più intenso, vista la sofferenza che hanno dovuto sopportare a causa della malattia. Ricordiamo tanti passi del Vangelo dove Gesù si avvicina con un amore preferenziale ai malati, con vera compassione, e di fronte alla loro preghiera o a un atto di fede, risponde sempre, con una guarigione del corpo e soprattutto dell’anima, perché la sua missione è liberare l’umanità da tutto il male, ma specialmente dai mali del cuore e dello spirito. “Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi e io vi darò riposo” (Mt 11,28).

SANTA MESSA PER VITTIME COVID VESCOVO LORENZZO GHIZZONI DUOMO RAVENNAChi più è nella sofferenza, più è amato dal Signore. Stare vicino ai sofferenti e curarli, è stare vicino anche a Lui, che si è sempre identificato con loro: “Quello che avrete fatto a uno dei miei fratelli più piccoli lo avrete fatto a me”. (Mt 25) La cura verso il malato, il carcerato, lo straniero, verso i poveri di ogni tipo, dice il Vangelo di Matteo nel racconto del giudizio finale, sarà il metro su cui saremo giudicati tutti, credenti e non credenti, perché lì si vede se abbiamo osservato il grande comandamento dell’amore del prossimo, quello che li riassume tutti.

Lo abbiamo sentito proclamare nella prima lettura stasera: carissimi amiamoci gli uni gli altri perché l’amore è da Dio. Chi ama conosce Dio, cioè mentre ama sta facendo l’esperienza di Dio. Perché Dio si rivela e si fa conoscere mentre noi ci lasciamo amare e amiamo gli altri, che diventano così nostri fratelli e sorelle, chiunque essi siano, vicini o lontani. Non è una conoscenza intellettuale, ma esperienziale, attiva.

SANTA MESSA PER VITTIME COVID VESCOVO LORENZZO GHIZZONI DUOMO RAVENNA

Qui ha la sua radice anche ogni impresa o attività umana di cura. Il prendersi cura dell’altro ha generato nella storia innumerevoli “istituti a sollievo dell’umanità sofferente: ospedali, ricoveri per i poveri, orfanotrofi e brefotrofi, ospizi, ecc.” come ci ha ricordato Papa Francesco nel messaggio della giornata mondiale per la pace, il 1 gennaio. Quindi la risposta di cura che oggi è data dalle strutture ospedaliere e socio–assistenziali, dai laboratori di ricerca, ed è di fatto sostenuta da tante persone che hanno messo la loro professionalità e competenza, il loro lavoro quotidiano, la loro pazienza, la loro capacità di compassione, a servizio della vita degli altri, la dobbiamo vedere come una vera opera di Dio in mezzo a noi. So bene che diversi operatori sanitari e scienziati si rifanno solo ai valori umani ed etici per motivare il loro impegno, ma noi leggiamo nella loro opera, comunque, una ispirazione profonda che viene dalla bontà del Signore e dal suo amore per ciascuno dei suoi figli, sia per l’ammalato che per chi si prende cura di lui.

Perciò in questa celebrazione mentre raccomandiamo al Signore chi ci ha lasciato, vogliamo chiedere anche per tutto il mondo sanitario e chi è ad esso collegato, fino al volontariato e all’assistenza religiosa, che ci sia data ancora forza interiore per continuare a lottare, a sperare nonostante tutto e a ricercare con l’intelligenza che Dio ci ha dato, altri rimedi, altre cure, altre pratiche di prevenzione e di protezione dei più deboli.

L’assessore taglia il nastro e inaugura Fish Market, la pescheria del Portolano

In centro a Ravenna il nuovo investimento dei titolari della trattoria di pesce. Gli auguri di Cameliani che apprezza il coraggio degli imprenditori

Con il taglio del nastro dell’assessore comunale Massimo Cameliani è partita ufficialmente stamani, 9 gennaio, l’avventura di Fish Market, la nuova pescheria aperta a Ravenna dai titolari della vicina trattoria Portolano.

Cameliani ha visitato il negozio in via Cattaneo portando gli auguri dell’amministrazione comunale e apprezzando soprattutto il coraggio imprenditoriale di chi si lancia in una nuova apertura in piena crisi da Covid: «Lei è tosta», ha detto l’assessore indicando Elena Grilli, titolare insieme a Davide Saragoni. Nei giorni scorsi l’avevamo intervistata e ci aveva raccontato come gestiranno la pescheria e cosa si potrà trovare.

Se il buongiorno si vede dal mattino, gli auspici sono buoni: appena tagliato il nastro si è avvicinato il primo cliente in cerca di pesce fresco per il risotto del pranzo.

Attacco Cgil: «Le Cra più colpite dal Covid sono gestite da coop sociali o privati»

Secondo i dati forniti dal sindacato, in provincia di Ravenna nella seconda ondata circa 460 positività nelle strutture per anziani: «Una gestione che vuole il profitto può dare sicurezza?». Segnalato il caso di una struttura dove il personale doveva lavare la propria divisa

Covid Casa Di RiposoNella seconda ondata della pandemia di Sars-Cov-2 nelle case di riposo per anziani in provincia di Ravenna si sono registrati circa 460 casi di positività (circa 280 ospiti e il resto tra il personale) e nella quasi totalità si tratta di strutture gestite dalla cooperazione sociale, da privati o strutture non accreditate. Lo rende noto la Cgil di Ravenna. La Funzione Pubblica del sindaco esprime grande preoccupazione per lo scenario: «È compatibile una gestione finalizzata al profitto con l’assistenza, la salute e sicurezza di ospiti e personale?».

Il sindacato cita il caso estremo di una struttura in cui i dipendenti erano obbligati a lavare i propri indumenti da lavoro a casa e si vedevano consegnare una mascherina chirurgica per turni di 6 ore. «Non è possibile che, ancora oggi, una struttura per anziani non sia dotata di un servizio professionale di lavanderia e dia risposte approssimative al sindacato quando chiede chiarimenti in merito a protocolli covid e gestione dell’emergenza. Troppo spesso succede che le mascherine chirurgiche siano centellinate o date solo su richiesta, che le mascherine Ffp2 non siano fornite, assieme a visiere e camici idonei».

La Cgil ritiene che non sia solo un problema di allentamento nell’applicazione di protocolli e norme, ma vi sia una questione di fondo nel modello organizzativo: «Il numero di focolai e l’ampio raggio di persone coinvolte fra operatori sanitari, infermieri, oss, fisioterapisti, responsabili delle attività assistenziali e utenti, ci convince ogni giorno di più della necessità di ripensare il modello organizzativo del lavoro, coniugandolo positivamente con le necessità di anziani e dipendenti. Serve un modello che garantisca la sicurezza e la salute a ospiti e lavoratori. Queste gestioni non hanno il presupposto per isolare e gestire il contagio. Una volta che il virus entra in struttura, il sistema implode trasmettendo il virus, con conseguenze a volte letali, a ospiti, personale e loro familiari».

La responsabile Fp socio-sanitario Sara Massaroli e il segretario generale Fp-Cgil Alberto Mazzoni si rivolgono agli interlocutori – Distretto Sanitario, Dipartimento di sanità pubblica, Asp, centrali cooperative e loro associate – per creare le condizioni indispensabili per invertire questo trend in ogni singola realtà. «Chiediamo alle cooperative virtuose, con le quali sono costanti gli incontri di aggiornamento e coinvolgimento nei protocolli covid e di informazione sulle situazioni di focolai, di essere da esempio. Chiediamo a tutti i gestori privati e pubblici la massima collaborazione per garantire screening e tamponi con cadenza almeno quindicinale, perché è sotto gli occhi di tutti che tamponi eseguiti ogni 30/40 giorni siano quanto meno tardivi e insufficienti».

Ristrutturata la casa colonica del podere Pantaleone: sarà centro visite e didattico

Conclusi i lavori di edilizia costati mezzo milione di euro, è in corso l’allestimento degli ambienti. Inaugurazione prevista entro l’estate

Centro Visite Pantaleone 1Si sono conclusi i lavori di ristrutturazione della vecchia casa colonica del podere Pantaleone a Bagnacavallo, importante e originale area di riequilibrio ecologico dal 2006 classificata come sito di importanza comunitaria (Sic). La vecchia casa colonica dei Pavlêna (la famiglia Pirazzoli, proprietaria dell’abitazione poi acquistata dal Comune di Bagnacavallo nel 1988 assieme ai terreni) sarà il nuovo centro visite del podere e una delle sedi operative del Ceas della Bassa Romagna. Si prevede che l’inaugurazione possa avvenire prima dell’estate 2021.

Il progetto di ristrutturazione, curato dall’architetta Maura Cantagalli di Faenza, è stato realizzato dalla ditta Safer di Lugo. L’importo totale dell’intervento è stato di 490mila euro, 300mila dei quali ottenuti grazie a un finanziamento europeo veicolato dalla Regione Emilia-Romagna attraverso il Gal Delta2000.

Trasloco4Il nuovo centro avrà una funzione fondamentale nel rapporto con la didattica scolastica e sarà una preziosa base d’informazione per gli eventi turistico-culturali-ambientali. Strutturato su due piani e dotato di tutti i necessari servizi, al piano terra vi è una saletta accoglienza e una grande sala didattica per proiezioni, laboratori e conferenze, mentre al piano superiore vi sono due salette ad uso ufficio e archivio e una sala espositiva.

Sono appena iniziati i lavori di allestimento e le relative operazioni di trasloco di arredi e materiali che si trovano nella sezione naturalistica “Pietro Bubani” del Centro Culturale Le Cappuccine. Trasloco e allestimento proseguiranno in questi primi mesi del 2021. Nell’edificio troveranno inoltre spazio alcune associazioni del territorio.

Trasloco2«Lo scopo principale dell’operazione che sta per concludersi – ricorda l’assessora all’Ambiente Caterina Corzani – è quello di avere un collegamento diretto e immediato tra “educazione ambientale” e “progetto reale di riequilibrio ecologico”. Scolaresche e visitatori potranno godere dell’esposizione didattica della Sezione Naturalistica all’interno di un’area protetta, con fauna e flora autoctoni nella loro manifestazione naturale. Natura, informazione ed educazione ambientale e alla sostenibilità potranno quindi distribuirsi negli appuntamenti di visita senza soluzione di continuità e restituire ai fruitori una più ampia consapevolezza del rispetto ecologico».

Ristori alle discoteche chiuse, la Regione distribuisce 3 milioni di euro

I fondi rientrano in un pacchetto di 40 milioni annunciato da Bologna: 22 andranno ai pubblici esercizi

117614507 3177123645712966 4218903736993833302 OLa Regione Emilia-Romagna ha stanziato tre milioni di euro di fondi per ristori ai gestori delle discoteche, per sostenerli nell’affrontare questo difficile periodo di stop delle attività, in attesa della ripartenza. «Le discoteche non devono chiudere, questa è solo una pausa resa necessaria dalla situazione generale a causa della pandemia. E la Regione rimane, concretamente, al loro fianco». Così l’assessore regionale al Turismo, il cervese Andrea Corsini, esprime la propria vicinanza ai gestori del comparto, danneggiato dalle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria di questi mesi.

I ristori destinati al comparto dell’intrattenimento fanno parte di un pacchetto di 40 milioni di euro – annunciato dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini durante la video conferenza stampa di fine anno – rivolto a diverse categorie messe in difficoltà dal Covid-19. Di questi, circa 21,8 milioni di aiuti sono per i pubblici esercizi come bar e ristoranti e i restanti 8 milioni sono destinati a taxi e servizi di noleggio con conducente, maestri di sci, palestre, piscine pubbliche e private, sale cinematografiche, guide turistiche e spettacoli viaggianti.

Furto al supermercato, arrestati tre giovani. In pochi giorni bloccate due bande

Colpo a un Conad di Treviso, la squadra mobile era sulle tracce dei giovani e li ha trovati con i contanti addosso

Senza TitoloTra banconote e monete nascoste addosso avevano circa tremila euro in contanti: tre ventenni sono stati arrestati dalla polizia a Ravenna stamani, 8 gennaio, perché ritenuti gli autori di un furto in un supermercato Conad di Treviso. I tre, con passaporto kosovaro e permesso di soggiorno a suo tempo ottenuto da minorenni, sono in carcere a Port’Aurea in attesa dell’udienza di convalida.

L’arresto si inquadra nell’ambito dell’attività di controllo del territorio e degli approfondimenti investigativi condotti, in seguito a diversi furti commessi ai danni di punti vendita delle catene. Da qualche tempo gli investigatori della squadra mobile stavano concentrando l’attenzione su alcune persone.

E così all’alba, saputo di un furto commesso in Veneto, i poliziotti hanno bloccato il veicolo su cui viaggiava il terzetto. Oltre al denaro addosso, in auto c’erano arnesi da scasso e altro materiale probatorio a supporto dell’attività investigativa.

Nei giorni scorsi altri tre giovani erano stati arrestati da carabinieri ad Alfonsine. In quel caso sono ritenuti gli autori di due furti a Rovigo.

Le scuole superiori in Emilia-Romagna riapriranno, in presenza, solo il 25 gennaio

Lo ha deciso la giunta della Regione. Resteranno aperte, in presenza, materne, elementari e medie

Classe Faenza DAD
L’iniziativa dei ragazzi di una scuola di Faenza che hanno lasciato le loro foto per i prof durante la Didattica a Distanza

L’aumento dei contagi, con gli esperti – dall’Istituto superiore di sanità alla sanità regionale – che prevedono un possibile innalzamento della curva epidemiologica anche nei prossimi giorni, ha spinto la Giunta regionale a decidere il rinvio al prossimo 25 gennaio del ritorno alle lezioni in presenza al 50% nelle scuole superiori dell’Emilia-Romagna.

Fino al 24 gennaio, quindi, rimarranno aperte – in presenza- materne, elementari e medie, mentre alle superiori le lezioni proseguono al 100% con la didattica a distanza.

«La situazione pandemica certo non migliora, in Emilia-Romagna e nel Paese – afferma l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini – come dimostrano i nuovi dati contenuti nel report settimanale dell’Istituto superiore di sanità e della Cabina di regia, che portano la nostra regione a entrare in fascia di rischio arancione da domenica prossima. E rimangono troppe incertezze rispetto alla possibile evoluzione, in un contesto europeo fortemente critico, verso il quale anche l’Italia potrebbe tendere in assenza di ulteriori misure restrittive, come ha ribadito ancora oggi l’Iss, dopo valutazioni analoghe fatte già nei giorni scorsi dal ministro della Salute nel confronto con le Regioni. La curva epidemiologica sale e con essa anche il livello di saturazione dei reparti di terapia intensiva. Oltre alla campagna vaccinale bisogna promuovere ogni sforzo per abbassare il numero dei contagi. Solo nei prossimi giorni, con la verifica dell’impatto delle misure adottate durante le festività, avremo un quadro più chiaro e potranno essere prese ulteriori decisioni. Ora è necessario applicare il principio della massima prudenza e precauzione, lo stesso scelto dalle regioni in procinto di entrare in fascia arancione e da numerose anche in fascia gialla».

«Abbiamo fatto tutto quello che serviva per riaprire le scuole superiori in presenza – sottolinea l’assessore regionale alla Scuola, Paola Salomoni – grazie a uno straordinario lavoro di squadra insieme a Prefetture e Ufficio scolastico regionale, agli enti locali e alle aziende di trasporto pubblico locale, nonché con le organizzazioni sindacali. Con orari d’ingresso differenziati lì dove serviva e trasporti potenziati. Un piano regionale per la riapertura che abbiamo presentato già prima delle festività, in un quadro generale che purtroppo è cambiato e che, sulla base delle valutazioni epidemiologiche fatte dalla sanità nazionale e regionale, potrebbe peggiorare. Un piano che resta valido, e che siamo pronti a utilizzare per riaprire non appena si potrà».

La Giunta regionale, guidata dal presidente Stefano Bonaccini, ha inoltre convenuto sul fatto che tutto il personale della scuola, docente e no, debba rientrare al più presto nella campagna vaccinale anti-Covid, ricevendo la somministrazione delle dosi necessarie subito con l’avvio della fase che segue l’attuale, riservata al personale sanitario, a operatori e degenti delle Cra.

Verso il ritorno in aula: altri 10 bus privati e steward alle fermate

In provincia in totale su strada 117 veicoli che viaggeranno a capacità ridotta per garantire il distanziamento

Autobus CoronavirusSono riprese le lezioni di scuole elementari e medie e per gestire i nuovi flussi di mobilità in sicurezza è stata ampliata la flotta di autobus dedicati al trasporto pubblico. Nel bacino di Ravenna saranno impiegati complessivamente 117 autobus. Di questi, 27 sono bus a noleggio messi a disposizione da vettori privati, di cui 17 già attivi da settembre e 10 inseriti a partire dal 7 gennaio.

I bus di rinforzo a noleggio, che potrebbero essere sprovvisti di display elettronico, saranno comunque identificabili attraverso cartelli posti sul fronte dei veicoli che indicheranno linea e direzione. Un’apposita segnaletica, inoltre, riporterà la capienza massima di passeggeri consentiti su ogni mezzo.

I carichi vengono monitorati attraverso la centrale operativa che è in costante collegamento via radio con i conducenti. Nelle prime settimane di riavvio del servizio scolastico, inoltre, è previsto il presidio di alcune fermate e dei punti sensibili, con operatori a terra connessi alla centrale operativa.

A bordo dei mezzi, costantemente sanificati, sono in vigore una serie di norme e raccomandazioni che sono state riassunte in un video che è stato fatto veicolare attraverso le scuole.

La nuova offerta potenziata è consultabile sul sito di Start Romagna.

Per informazioni è possibile rivolgersi al servizio clienti, attivo nei giorni feriali con orario 8:00-19:00 dal lunedì al venerdì, 8:00-14:00 il sabato: Infostart 199.11.55.77, WhatsApp 331.65.66.555 e canale Telegram Start Romagna Ravenna.

Covid, altri 5 morti in provincia di Ravenna. E 159 nuovi casi nelle ultime 24 ore

 

Sono 159 (di cui 54 asintomatici) i nuovi casi di positività al coronavirus registrati in 24 ore in provincia di Ravenna (su circa 1.300 tamponi). E la Regione comunica altri 5 decessi. Salgono a 21 (2 in più di ieri) le persone ricoverate in terapia intensiva.

Il bollettino regionale dell’8 gennaio

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 186.913 casi di positività, 2.026 in più rispetto a ieri (di cui 775 asintomatici), su un totale di 15.348 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è quindi del 13,2%.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 56.848 (-35 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 53.912 (-30), il 95% del totale dei casi attivi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 1.981 in più rispetto a ieri e salgono così a quota 121.855.

Purtroppo, si registrano 80 nuovi decessi: 20 a Bologna (13 donne di 78,82, due di 84, 86, 89, tre di 90, 93, 95, 96, 97 anni e 7 uomini di 20, 59, 81, 84, 91, 92 e 94 anni), 17 in provincia di Forlì-Cesena (10 donne di 81,82, due di 85 anni, due di 86, 88,89,92,94 anni e 7 uomini di 63,69,79, due di 83,89,92 anni), 8 a Modena (5 donne di 84,86,88,93,94 anni e 3 uomini di 83,90,94 anni), 8 a Piacenza ( 4 donne 64,85,86,92  anni e 4 uomini di 54,76,80,83 anni), 8 a Ferrara (4 donne di 72,89,94,98 anni e  4uomini di 76,85,87,89 anni), 6 a Rimini (5 donne  di 79, due di 82,89,97 anni e 1 uomo di 89 anni), 5 a Ravenna (2 donne di 70 e 77 anni e 3 uomini di 85,91,93 anni), 5 a Reggio Emilia (2 donne di 87 e 97 anni e 3 uomini di 80,83,88), 3 a Parma (1 donna di 88 anni e 2 uomini di 67, 80 anni).
In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in Emilia-Romagna sono stati 8.210.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 245 (5 in più rispetto a ieri), 2.691 quelli negli altri reparti Covid (-10). Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 15 a Piacenza (-1 rispetto a ieri), 14 a Parma (-2), 16 a Reggio Emilia (-2), 53 a Modena (+2 rispetto a ieri), 50 a Bologna (invariato), 15 a Imola (+1), 27 a Ferrara (+1), 21 a Ravenna (+2), 6 a Forlì (+1), 4 a Cesena (invariato) e 24 a Rimini (+3).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 16.445 a Piacenza (+144 rispetto a ieri, di cui 94 sintomatici), 13.708 a Parma (+41, di cui 26 sintomatici), 25.169 a Reggio Emilia (+190, di cui 108 sintomatici), 33.394 a Modena (+375, di cui 294 sintomatici), 37.163 a Bologna (+463, di cui 262 sintomatici), 5.983 casi a Imola (+54 di cui 29 sintomatici), 10.134 a Ferrara (+152, di cui 50 sintomatici), 14.284 a Ravenna (+159, di cui 105 sintomatici), 6.661 a Forlì (+87, di cui 58 sintomatici), 7.347 a Cesena (+127, di cui 91 sintomatici) e 16.625 a Rimini (+234, di cui 134 sintomatici)

Chiusa dal 5 novembre, la mostra di Paolo Roversi al Mar prorogata fino al 2 maggio

«Con la speranza di poter annunciare una nuova riapertura del museo»

PRESENTAZIONE ALLA STAMPA MOSTRA FOTOGRAFICA DI PALO ROVERSI AL MAR RAVENNARispettando il Dpcm del 3 novembre 2020, la mostra “Paolo Roversi – Studio Luce”, inaugurata al Mar di Ravenna il 10 ottobre, è chiusa al pubblico dal 5 novembre scorso.

L’esposizione si sarebbe dovuta concludere domenica 10 gennaio ma, viste le circostanze, sarà prorogata fino al 2 maggio 2021.

Per i visitatori e per tutti gli utenti, come già annunciato, è a disposizione sul sito del museo www.mar.ra.it il virtual tour della mostra. Uno strumento nato per l’approfondimento e la documentazione del percorso espositivo ma che si è reso necessario in questo difficile momento internazionale.

«Con la speranza – si legge in una nota del Mar – di poter annunciare una nuova riapertura del museo con le sue collezioni d’arte e di poter tornare presso a visitare le nostre collezioni e le fotografie di Paolo Roversi».

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