Investimento da oltre 9 milioni di euro della Rete Ferroviaria Italiana. Le modifiche alla viabilità

Un nuovo ponte Teodorico per consentire il potenziamento del traffico merci da e per il porto di Ravenna.
A realizzarlo sarà Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane), con un proprio investimento da oltre 9 milioni di euro, nell’ambito degli accordi sottoscritti con il Comune di Ravenna, l’Autorità Portuale e la Regione Emilia Romagna per migliorare l’accessibilità ferroviaria all’area portuale.
La dimensione delle cinque arcate dello storico cavalcaferrovia, che sovrasta i binari delle linee Bologna-Ravenna e Ferrara-Ravenna e collega la zona della Darsena al centro storico della città, non permette infatti il passaggio dei treni merci adibiti al trasporto di semirimorchi o di interi camion (autostrada viaggiante).
Valutate le condizioni complessive del cavalcaferrovia, che sconsigliavano un intervento di ampliamento delle arcate, Rfi ha progettato un nuovo ponte stradale ad arco con trave a via inferiore, caratterizzato da un’unica campata di 56 metri di ampiezza e un impalcato lungo 58 metri e largo 19. Previsti anche lo smontaggio e la demolizione della passerella pedonale che oggi corre parallela al ponte.
Il nuovo ponte migliorerà e renderà più sicura anche la viabilità comunale, grazie a un percorso pedonale su un lato dello stesso e uno ciclabile sull’altro.
La demolizione del vecchio Ponte Teodorico è programmata negli ultimi tre fine settimana di giugno (13/14, 20/21 e 27/28) durante i quali il traffico ferroviario sarà parzialmente sospeso sulle linee Castel Bolognese–Ravenna, Ferrara–Ravenna e Faenza–Ravenna e i treni sostituiti con autobus, rispettivamente, fra Lugo e Ravenna, fra Alfonsine e Ravenna e fra Russi e Ravenna. La linea Ravenna–Rimini non sarà interessata dai lavori. I dettagli su orari e percorsi dei bus sostitutivi per le specifiche giornate d’interruzione della linea, saranno consultabili sui siti internet delle compagnie ferroviarie o nelle biglietterie.
Dall’8 giugno il ponte sarà chiuso alla viabilità comunale, fino alla conclusione dei lavori, prevista per dicembre 2020.
Le fasi dei lavori. La demolizione del vecchio Ponte Teodorico è stata preceduta da interventi propedeutici – avviati a gennaio 2020 – fra i quali lo spostamento dei sottoservizi in una configurazione provvisoria, costituita da un ponte tubo posato in sostituzione dell’impalcato attuale.
Alla demolizione del ponte e della passerella pedonale farà seguito la realizzazione delle spalle di appoggio dell’impalcato e di nuovi muri di contenimento.
Una volta varato, sul nuovo ponte verrà posata la pavimentazione stradale e i sottoservizi verranno riposizionati in configurazione definitiva.
L’apertura del ponte al traffico stradale è prevista per dicembre 2020.
Concordate anche opere di mitigazione ambientale, fra cui il rivestimento delle scarpate dei rilevati con terreno vegetale e il rinverdimento con idrosemina, la messa a dimora di essenze arboree e arbustive autoctone al piede delle nuove scarpate e il rivestimento in mattoni dei muri in calcestruzzo.
L’area interessata dalla realizzazione dei lavori in oggetto si colloca in una zona della città immediatamente extramuraria, a ridosso della linea nord-est della struttura difensiva di epoca tardo antica (V secolo) poi ristrutturata e caratterizzata dalla realizzazione della Rocca Brancaleone (XV secolo). Per questo le attività di scavo avverranno con la presenza di un archeologo.
Modifiche alla viabilità. Il traffico verrà completamente interrotto dalla circonvallazione alla Rotonda dei Goti, in corrispondenza della Rocca Brancaleone, fino all’incrocio con via Arbe, e anche nel tratto iniziale di via Darsena.
Per consentire ai mezzi che proverranno dalle zone di via Chiavica Romea – via delle Industrie di raggiungere via Darsena – via Candiano, il senso di marcia di via Teodorico sarà temporaneamente invertito e lungo la stessa via Teodorico sarà realizzata una pista ciclabile provvisoria. Per rendere più fluida la circolazione sarà inoltre realizzata una rotonda provvisorie all’incrocio tra via Antico Squero e via Darsena e il tratto di via Antico Squero compreso tra via Teodorico e la nuova rotatoria provvisoria sarà a doppio senso di circolazione.
Inoltre, conseguentemente all’interruzione della circolazione sul tratto della circonvallazione alla rotonda dei Goti sopra citato, i veicoli provenienti da via San Gaetanino potranno soltanto girare a destra in via di Roma o a sinistra in via Sant’Alberto ma non proseguire dritto nella circonvallazione alla rotonda dei Goti.
Le deviazioni saranno opportunamente segnalate e indirizzeranno verso i percorsi della circonvallazione esterna.
Da oggi, lunedì 25 maggio, si potrà tornare a giocare a beach tennis anche in doppio (in singolare era già possibile). E riaprono le “gabbie” del padel.
Un incidente stradale che ha coinvolto tre auto all’incrocio tra via Sant’Andrea e via Tomba a Lugo ha causato la morte di una persona, un ottantenne di cui al momento non si hanno ulteriori informazioni sull’identità. Nel sinistro, accaduto poco dopo le 18 di oggi 24 maggio, sono rimasti ferite altre due persone, due uomini di trenta e trentanove anni. Per loro è stato deciso il trasporto agli ospedali di Lugo e Ravenna per accertamenti ma hanno riportato solo ferite lievi.









Si registrano due nuovi casi di contagio da Covid-19 in provincia di Ravenna nella giornata odierna, 24 maggio. Il dato aggiornato alle 12 parla di 1.020 positività totali diagnosticate dall’inizio dell’epidemia a fine febbraio. Le persone guarite sono 751 (17 le nuove di oggi) e i deceduti 82 (nessuno nella giornata di oggi, uno solo nell’ultima settimana). I due nuovi casi di oggi sono due donne residenti nel comune capoluogo e contatti stretti di un caso già noto. Sono circa 250, infine, le persone in quarantena e sorveglianza attiva in quanto contatti stretti con casi positivi o rientrate in Italia dall’estero.
«Il vero problema sono gli assembramenti casuali per i viali e nelle piazze; ma questi dipendono dal buon senso dei cittadini. Stiamo valutando ulteriori misure restrittive con accessi controllati e con la presenza di steward e valutando come misura estrema la possibilità di modifica degli orari». Il sindaco di Cervia, Massimo Medri, è pronto a introdurre restrizioni per contrastare gli eccessi della movida di Milano Marittima.
Elia Spadoni ha avviato la Spadhausen nel 2008 come azienda ravennate di consulenza informatica mettendo in campo la sua esperienza di tecnico e sistemista del settore. Dal 2011 Spadhausen si è indirizzata su di una nuova strada, dopo avere ottenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico una li- cenza come operatore, in grado di fornire connettività internet a terzi, privati o imprese. Un servizio questo che si è rivelato sempre più importante e indispensabile, soprattutto alla luce del massiccio e straordinario utilizzo del web in questa fase emergenziale di isolamento sociale e lavorativo.
No ai giochi di carte, al calcio balilla, ai giochi da tavolo, ai balli di coppia, sì alle freccette, agli scacchi e a tutti quei passatempi che permettono l’uso personale di oggetti che possono essere sanificati a fine partita. Sono le indicazioni da seguire per le attività ludiche nei circoli ricreativi che in Emilia-Romagna riapriranno dal 25 maggio. Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, ha firmato l’ordinanza che adotta formalmente i protocolli di sicurezza per la ripresa delle attività: corsistica; centri sociali, circoli culturali e ricreativi; attività ricettive extralberghiere; parchi tematici e luna park.
Cosa ci ha insegnato tutto questo? Direi tre cose fondamentali di cui spero terranno conto coloro che saranno chiamati a decidere in futuro.
Lo zoo di Ravenna, il grande parco faunistico accanto a Mirabilandia, è pronto per riaprire da venerdì 29 maggio seguendo le nuove normative vigenti per la fase 2 del contrasto al coronavirus e si presenta con la novità di due voliere che ospiteranno, fra gli altri, delle rare specie di pappagalli che il safari ha accolto a seguito di un sequestro da parte dei carabinieri per garantire loro cure.
Osvaldo Paci, direttore del parco, afferma che gran parte della stagione è ormai stata compromessa con la chiusura così prolungata: «Le perdite avute certamente non potranno essere recuperate. C’è inoltre da considerare, che per un giardino zoologico come il nostro, la chiusura non si traduce in un semplice arresto delle attività. Per garantire la cura e il benessere degli animali ospitati occorre affrontare varie spese: quintali di fieno, frutta, la carne per i felini, gli integratori specifici, il costo del personale necessario. Si arriva a oltre 96mila euro di costi mensili».
L’auspicio di Paci è che si possa ritornare il prima possibile alla normalità: «Ci tengo a ringraziare tutte le persone che in questi mesi ci hanno scritto e manifestato il loro interesse e preoccupazione nei confronti degli animali e dei nostri keeper, in molti addirittura chiedendoci di poter effettuare una donazione che non ci è sembrato il caso di accettare vista l’emergenza sanitaria del nostro Paese e mondiale. Adesso però vogliamo ripartire, accogliere tutti i visitatori e i nostri lavoratori in questi mesi costretti a restare a casa».
Sale a sette il numero dei morti infetti dal coronavirus tra i sessanta anziani ospiti della