Oltre mille euro dal Rotaract Club. «Molto difficile reperire i materiali di protezione»
Il Rotaract Club Ravenna ha donato 1.300 euro alla Pubblica Assistenza Città di Ravenna, che in questi giorni si trova a dover affrontare una maggiore spesa sia per l’approvvigionamento di materiale di protezione per il proprio personale in servizio che per la gestione dei servizi.
«È bellissimo quando la solidarietà nasce dal cuore e arriva spontaneamente» è stato il primo commento di Angela Gulminelli, presidente della Pubblica Assistenza, che in una nota sottolinea “come in questo periodo reperire i materiali necessari al servizio è molto difficile inoltre gli aumenti ingiustificati del costo degli stessi stanno mettendo in difficoltà tutte le associazioni del territorio e questo inaspettato contributo si rileva particolarmente prezioso per il proseguimento delle attività stesse”.
Pubblica Assistenza Città di Ravenna ODV desidera inoltre «evitare che qualche “furbetto” possa approfittare della situazione per chiedere contributi a nome dell’Associazione». Si precisa quindi che eventuali altri contributi spontanei potranno essere effettuati esclusivamente con bonifico sul seguente conto corrente: IBAN: IT14A0627013181CC0810004858 (La Cassa di Ravenna, Agenzia di Città n. 2).
«L’Associazione sta continuando a svolgere il proprio servizio ordinario nonostante la difficile situazione – continua Gulminlelli –. La scelta, effettuata prima che fossero le Istituzioni a stabilirla, di mettere a riposo i volontari più fragili, per età e per particolari patologie, ha portato ad una riduzione di disponibilità di oramai 250 ore settimanali. Gli operatori sono quindi chiamati a uno sforzo maggiore per garantire la copertura totale del servizio. Lo spirito di abnegazione con cui tutti si sono messi a disposizione ci rende orgogliosi. Tutti insieme possiamo fronteggiare questa emergenza. Noi ci mettiamo tutto il nostro impegno, chiediamo ai cittadini di metterci il loro, rispettando in primis le indicazioni emesse dalle autorità pubbliche».
Per eventuali informazioni in merito è possibile contattare la Pubblica Assistenza via mail all’indirizzo info@pubblicaassistenza.ra.it oppure al numero 0544 400888.
Riceviamo e pubblichiamo la precisazione della moglie del 
Un gruppo di cittadini cinesi residenti in provincia di Ravenna, imprenditori e semplici cittadini, ha deciso di raccogliere fondi per acquistare cinquemila mascherine da donare alle istituzioni italiane locali alle prese con l’emergenza Covid-19. L’ordine di cento scatole è stato fatto da un fornitore in Veneto e l’arrivo è previsto per la prossima settimana con la consegna alla Croce rossa italiana di Ravenna.
«Gli interventi delle varie autorità devono essere operativi immediatamente perché fra qualche settimana sarà troppo tardi. Dobbiamo sapere subito e con certezza se potremo sospendere i pagamenti dei vari tributi, dei mutui, avere notizia sicure e tempi certi per l’attivazione della cassa integrazione in deroga e di tutti gli altri strumenti di cui sentiamo parlare in questi giorni». I presidenti delle Confesercenti di Ravenna e Cesena, rispettivamente Monica Ciarapica e Cesare Soldati, scrivono ai sindaci delle due città chiedendo che si facciano promotori a tutti i livelli «del nostro grido di dolore».
L’assessore regionale alla Cultura, Mauro Felicori, nel pomeriggio dell’11 marzo si è confrontato in videoconferenza con l’associazionismo culturale e i rappresentanti di categoria a proposito di quali misure e strumenti la Regione sta mettendo in campo e studiando per sostenere il settore dello spettacolo che in Emilia-Romagna occupa quasi 12mila persone.
Salgono a 31 i casi di positività al nuovo coronavirus Sars-Cov-2 emersi in provincia di Ravenna (il dato comprende due guarigioni). Il numero fornito dalla Regione è aggiornato alle 12 di oggi, 11 marzo. Rispetto a ieri i nuovi casi sono 7 e ieri erano stati 5. Il primo risale al 28 febbraio. È bene ricordare che il dettaglio territoriale non fa riferimento alla residenza dei pazienti positivi ma al luogo in cui sono stati diagnosticati.
L’assessorato regionale ai Trasporti in Emilia-Romagna dispone che il personale in servizio sui mezzi del trasporto pubblico debba lavorare dotato di mascherina, guanti e gel igienizzante per ridurre i rischi da coronavirus ma l’azienda Start Romagna non ha i dispositivi di sicurezza per tutti e gli autisti stamani, 11 marzo, sono stati costretti a mettere in moto i bus senza protezioni nel bacino di Ravenna.
La giunta comunale di Ravenna ha approvato il progetto definitivo-esecutivo per la manutenzione straordinaria e la messa in sicurezza delle vie Trova e Viazza, utilizzate per circa dieci mesi come viabilità alternativa durante la chiusura della statale 67 Ravegnana per il crollo della diga di San Bartolo sul fiume Ronco. I lavori, per un importo di 1,3 milioni d euro, dovranno rimediare al notevole peggioramento dello stato della pavimentazione a causa del consistente aumento del traffico, anche pesante. L’intervento è stato già affidato all’interno dell’Accordo quadro.
La positività al nuovo coronavirus per una portalettere delle Poste, attualmente agli ultimi giorni di quarantena domiciliare perché senza gravi sintomi, ha richiesto la sanificazione del centro postale operativo (Cpo) di via Meucci a Ravenna da dove viene smistata la corrispondenza per tutto il comune. Le operazioni si sono svolte nella giornata di sabato 7 marzo con l’intervento di una ditta specializzata e dal lunedì l’attività è ripresa regolarmente. I colleghi che potrebbero essere stati più vicini alla persona contagiata negli ultimi giorni al lavoro hanno seguito il protocollo dell’Ausl. Non risultano altre persone in isolamento precauzionale. In totale i portalettere del Cpo di Ravenna sono circa 80. La conferma di tutto arriva da Roberto Cornigli della Cgil: «L’azienda ha informato i nostri rappresentanti tra i lavoratori. Ci risulta che la persona contagiata stia per terminare il periodo di quarantena: a quel punto saranno i medici dell’Ausl e del lavoro a fare le valutazioni del caso».
Tre ragazzi sono stati denunciati dai carabinieri per non aver rispettato il nuovo decreto di contenimento della diffusione del coronavirus.