domenica
10 Maggio 2026

L’economia rallenta anche in provincia: crescita di solo mezzo punto nel 2019

Bene l’edilizia dopo anni di crisi e stagnazione, fermi i servizi. Occupazione: meno assunzioni previste nei prossimi due anni

OperaioRallenta la crescita anche a Ravenna: le stime della Camera di Commercio vedono l’economia provinciale crescere di mezzo punto percentuale nel 2019 mentre nel 2020 la crescita stimata è dello 0,8 per cento. Nel 2018 l’economia locale era cresciuta dell’1,6 per cento.

Per quanto riguarda il contributo dei settori economici, solo per l’edilizia provinciale ravennate sono previsti risultati migliori: dal +0,9% del 2018, si dovrebbe arrivare nel 2019 ad un exploit di crescita pari a +12,1%, per poi rallentare, ma sempre con una buona crescita, nel 2020 con un +6,3%. Dopo anni di stagnazione l’edilizia dà insomma alcuni segnali di ripresa.

Nel 2018, il valore aggiunto dell’industria in senso stretto della provincia di Ravenna ha messo a segno un ottimo incremento (+3,5%); nel 2019 dovrebbe far registrare una crescita che però non andrà oltre il +1,1%, confermata nel 2020 (+1,2%). Più modesti i risultati previsti per il valore aggiunto dei servizi: nel 2018 +1,2%; nel 2019 la dinamica decelererà, fino all’insegna della sostanziale stabilità (0%) e riprendendosi poi nel 2020 con un +0,6%.

Più o meno gli stessi valori attesi per il valore aggiunto totale della regione Emilia-Romagna: +1,5% per il 2018, rallentamento nel 2019 con un +0,6% ed in lieve miglioramento nel 2020 salendo a +0,9%. Anche per la nostra regione di appartenenza, la crescita del Valore aggiunto quindi dovrebbe rallentare sensibilmente nel 2019 e riprendersi leggermente l’anno prossimo.

Per quanto riguarda il mercato del lavoro, secondo le proiezioni di Prometeia, in provincia di Ravenna per gli occupati, dopo l’aumento del 2018 pari a +2,8%, continua la crescita nel 2019 (+1,8%), ma con un forte rallentamento nel 2020 (+0,4%); si innalzano sia il tasso di occupazione che quello di attività.

 

Inchiesta Berkan B, il giudice sospende di nuovo i vertici dell’Autorità portuale

Presidente, segretario e direttore tecnico sollevati dall’incarico per una misura cautelare che era già stata emessa ma annullata solo per un vizio di forma

I massimi vertici dell’Autorità portuale di Ravenna – il presidente Daniele Rossi, il segretario Paolo Ferrandino e il direttore tecnico Fabio Maletti – sono stati nuovamente sospesi dall’incarico per effetto di una interdittiva emessa dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della procura. Il provvedimento cautelare rientra nell’inchiesta sul parziale affondamento del mercantile turco Berkan B alla banchina Trattaroli nel canale Piomboni. I tre dirigenti sono indagati in concorso per inquinamento ambientale, abuso e omissione in atti d’ufficio.

La decisione del gip è arrivata stamani, 25 settembre, dopo che due giorni fa si erano tenuti gli interrogatori di garanzia. Una prima sospensione era già arrivata il 9 settembre poi annullata dieci giorni più tardi per un vizio di procedura: non si era tenuto l’interrogatorio prima di emanare la misura interdittiva. Le difesa aveva sollevato l’eccezione e il giudice non aveva potuto fare altro che accogliere fissando un nuovo interrogatorio per entrare nel merito e prendere una decisione, quello che è accaduto tra lunedì e oggi.

La sospensione dei vertici questa volta non dovrebbe avere ripercussioni immediate sull’operatività di via Antico Squero perché il 16 settembre il ministero aveva nominato un commissario, l’ingegnere Paolo Ferrecchi che aveva presenziato alla decisiva conferenza dei servizi per l’ok finale al progetto da 250 milioni di euro per l’escavo dei fondali.

Sospette cinghiate al figlio: giovane madre finisce a processo

La vicenda risale al 2017. Il piccolo ora è in carico ai servizi sociali, la donna finirà davanti al giudice a giugno

X PAVANELUna giovane mamma è a processo con l’accusa di aver picchiato il figlio con una cinghia. La vicenda, riportata sulle pagine del Resto del Carlino di Ravenna e del Corriere di Romagna oggi in edicola, porterà ad un processo che inizierà nel giugno del prossimo anno. La donna si era presentata nel 2017 all’ospedale, con il bimbo in braccio: diceva che il piccolo aveva dolore a causa di una caduta.

Ma i medici si erano insospettiti a causa di numerose ecchimosi presenti sul corpo del piccolo, ai tempi in età da scuola materna. Il caso è così finito sulle scrivanie della Squadra Mobile che ha indagato la madre per maltrattamenti e lesioni aggravate. I segni erano stati riscontrati su diverse parti del corpo. Il piccolo da tempo è stato preso in carico dai servizi sociali, che si sono costituiti parte civile nel processo.

Madonna degli Infermi: completato il restauro della statua di fronte all’ospedale

Realizzato da Augusto Bartolotti, le indicazioni per il lavoro sono state date dai figli dello stesso, artisti a loro volta

Attachment 2019 09 25T113618.827E’ stato completato l’intervento di restauro sulla statua della Madonna degli Infermi, posta nel piazzale Ortali, di fronte al vecchio ingresso dell’ ospedale civile. Il restauro del monumento, opera dello scultore ravennate Augusto Bartolotti, è consistito nella pulitura delle croste di annerimento, la rimozione del colaticcio e l’asportazione della colonizzazione biologica (cioè degli organismi vegetali e animali) sulla stele di marmo, mentre, per quanto riguarda la parte scultorea, è stata effettuata la revisione e la verniciatura dell’ intero complesso, preceduta dalla rimozione della ruggine, con vernice catalizzante micacea di colore scuro.

Sono state fornite preziose indicazioni per il restauro dai figli dell’artista scomparso, in particolare da Mauro Bartolotti, scultore a sua volta; l’ altra è Anna ed è mosaicista. L’intervento, deciso e approvato dalla giunta nei mesi scorsi, è del valore di 28 mila euro; i lavori sono stati affidati ed eseguiti dal laboratorio di restauro di via Galla Placidia.

Augusto Bartolotti (1909-1986), appartenente ad una famiglia originaria di Barbiano, apprese i primi rudimenti della scultura in ferro nell’ officina del padre, divenendo in seguito un importante scultore, denominato “Artista o anche poeta del ferro”. Nel corso della sua carriera ha vinto numerosi premi nazionali e internazionali: tra gli altri, il primo premio alla Biennale del 1960 per la scultura “San Francesco”, oggi nei chiostri della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, insieme a “Santa Chiara”, e il trofeo nazionale Michelangelo d’Oro (Carrara) del 1973 per l’opera “Ritratto”. Nel 2011 il Comune gli ha intitolato il toponimo che collega via San Gaetanino a via Pier Traversari.

Mercatone Uno: la Regione chiede la convocazione del tavolo al Ministero

Ci sono 450 dipendenti che attendono risposte in tutta l’Emilia-Romagna tra cui i 45 del punto vendita di Russi

Serve un tavolo nazionale per la salvaguardia occupazionale dei dipendenti del Mercatone Uno. A chiederlo è la Regione che ha incontrato in giornata i sindaci dei Comuni coinvolti tra cui quello di Russi, il cui punto vendita conta 45 dipendenti. Palma Costi, assessore regionale alle Attività produttive, si rivolge a Roma per quello che richiede «un incontro più che mai urgente».

La Regione «si è impegnata in questa fase di transizione, in attesa che si concluda l’iter nazionale per l’attivazione della cassa integrazione, con interventi a favore dei lavoratori attraverso uno stanziamento per aiutare le persone in difficoltà. E’ importante sapere quale ruolo intenda assumere il Ministero in merito alle prospettive occupazionali e alle azioni di rilancio dei negozi».

L’assessore ha sottolineato inoltre il ruolo di grande importanza che i Comuni svolgono nel presidio del territorio rispetto alle situazioni di disagio dei lavoratori. «Un ruolo che deve essere temporaneo- ha precisato- in attesa di una soluzione occupazionale definitiva per i lavoratori» I presenti hanno auspicato che la Regione Emilia-Romagna sia presente al tavolo nazionale, assieme alle altre Regioni e che l’incontro si svolga in tempi brevi, possibilmente entro 20 giorni e prima della scadenza del 31 ottobre, data fissata per la chiusura delle offerte di acquisto del gruppo Mercatone Uno.

Ubriachi alla guida, tre denunce. In un caso un giovane ha provocato un incidente

Quattro giovani segnalati alla prefettura per assunzione di stupefacenti. Ravennate guidava con un tasso di 1,85 e sotto effetto di cannabinoidi

25Tre persone sono state denunciate durante i controlli svolti in occasione dell’Ironman dai carabinieri di Cervia-Milano Marittima. La denuncia è scattata perché sono stati fermati e risultati positivi all’etilometro, con un tasso alcolemico superiore al consentito. Non solo: un ragazzo ravennate è stato denunciato per aver provocato un incidente mentre guidava con un tasso di 1,85 e sotto l’influenza di cannabinoidi. Altri quattro sono stati segnalati al prefetto per assunzione di marijuana (in due casi), hashish ed eroina.

Infine una persona è stata denunciata perché controllato nel comune di Cervia nonostante fosse destinatario di un foglio di via obbligatorio, mentre una cittadina cinese è stata deferita perché non in regola con il permesso di soggiorno e destinatario di un invito ad abbandonare il territorio italiano. In tutto l’arco della settimana sono state controllate 124 veicoli e 148 persone.

Beccato con due chili di droga: 19enne faentino arrestato dai carabinieri

Una segnalazione ha fatto partire le indagini e i carabinieri hanno trovato marijuana e hashish in pari quantità

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I carabinieri con la droga sequestrata a Faenza

Due chili di droga, equamente divisa in hashish e marijuana in possesso di un 19enne faentino. A mettere sull’avviso l’Arma erano state alcune fonti condifenziali su un ingente quantitativo di droga posseduto da un giovanissimo. I militari della stazione di Borgo Urbecco hanno quindi fatto partire le indagini e durante la perquisizione il forte odore in cantina ha lasciato pochi dubbi. La ricerca ha dato ben presto esito positivo con il ritrovamento sopra uno scaffale di uno zaino e di una scatola di cartone posizionate con all’interno una busta. Sia lo zaino che la busta erano occultati per bene dietro a dei pneumatici.

Il tutto era nascosto alla vista, ma l’odore non lasciava spazio all’immaginazione. Dal controllo accurato all’interno dello zaino sonostati rinvenuti tre sacchetti di cellophane termosaldati del peso complessivo di un chilo di marijuana. All’interno della busta, invece, sono stati trovati sette panetti del peso complessivo di 1 kg di hashish. La perquisizione estesa a tutta l’abitazione ha consentito anche di trovare all’interno di un cassetto del comodino nella cameretta del ragazzo un coltello intriso di hashish, verosimilmente utilizzato per tagliare le panette.

Droga, coltello e il cellulare del soggetto sono stati sottoposti a sequestro. Il pm di turno, Silvia Ziniti ha disposto di trattenere l’arrestato in camera di sicurezza fino al rito direttissimo. Il gip Beatrice Marini ha convalidato l’arresto e disposto la misura degli arresti domiciliari. Processo il 14 novembre.

La sosia della Regina Elisabetta in corteo in centro a Ravenna per la Notte d’Oro

Solidea Paggioro ha ricevuto anche gli apprezzamenti da Buckingham Palace. Resterà ai Gingini per i selfie di rito

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La sosia della regina

Tra le varie iniziative organizzata per la Notte d’Oro del 5 ottobre ce n’è una decisamente particolare. Si tratta della sfilata della sosia della Regina Elisabetta II, accompagnata da (finte) guardie reali in alta uniforme.

Lei è la signora Solidea Paggioro di Adria (Rovigo) già nota per la sua performance, con tanto di approvazione (pare) della Regina stessa, che avrebbe espresso “il suo vivo compiacimento” dopo aver visionato le foto della sua sosia, inviatele direttamente a Buckingham Palace.

La (finta) Regina arriverà il 5 ottobre con un tailleur color oro a Porta Adriana alle 21.30 e percorrendo via Cavour e via IV Novembre giungerà in Piazza del Popolo per poi proseguire verso il locale iGinGini dove alle 22 taglierà un nastro d’oro per dare il via alla serata.

Successivamente resterà nel locale, a disposizione per i selfie di rito.

Chiude l’inceneritore dei rifiuti, sindacati preoccupati: «60 lavoratori a rischio»

A fine 2019 lo spegnimento dell’impianto, Cgil, Cisl e Uil fanno sapere che Hera ha aperto le procedure di mobilità per 29 dipendenti occupati in via Romea Nord: «Senza un accordo sul ricollocamento potranno essere licenziati». Gli altri posti riguardano l’indotto

RAVENNA 08/05/2004. HERA DISCARICA INCENERITOREI sindacati fanno sapere che Hera ha aperto la procedura di mobilità per 29 lavoratori (27 uomini e 2 donne) occupati nell’inceneritore di rifiuti di Ravenna in via Romea Nord che verrà spento il prossimo 31 dicembre. La procedura di mobilità prevede che in mancanza di un accordo sul ricollocamento, i lavoratori in esubero possano essere licenziati. Ai 30 dipendenti di Hera vanno poi sommati altri 30 lavoratori dell’indotto (trasportatori, meccanici manutentori, addetti alle pulizie industriali) che si ritroveranno senza occupazione.

Cgil, Cisl Uil esprimono grande preoccupazione per il destino di tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti nella chiusura dell’impianto: «Chiediamo ad Hera di non attivare le procedure di mobilità e di attivare immediatamente un tavolo di confronto con i sindacati di categoria per vagliare tutte le soluzioni che possano scongiurare la perdita di oltre 60 posti di lavoro. Chiediamo inoltre a Regione e Comune, essendo direttamente parti in causa, di farsi portatori di progetti e investimenti su discarica, impianto F3 e impianti oggi esistenti nel territorio, in grado di salvaguardare il saldo occupazionale ricollocando le maestranze complessivamente coinvolte».

Le sigle sindacali sottolineano che questi «sono i primi tangibili effetti della fermata definitiva del sito industriale annunciata dal presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e confermata dal sindaco di Ravenna Michele de Pascale lo scorso luglio».

L’inceneritore per rifiuti urbani di Ravenna ha garantito negli ultimi venti anni il trattamento dei rifiuti indifferenziati raccolti nel territorio provinciale di Ravenna, nonché lo smaltimento dei residui di lavorazione dei rifiuti differenziati raccolti nel medesimo territorio. Da gennaio 2020 Ravenna dovrà contare sulla disponibilità degli impianti di trattamento rifiuti dei territori vicini per continuare a gestire in modo ordinato i suoi rifiuti, in attesa che il progresso della raccolta differenziata prevista dai piani regionali minimizzi il quantitativo complessivo dei rifiuti prodotti sul territorio provinciale.

Al Papeete “una discoteca senza permessi”: a processo l’europarlamentare leghista

I gestori Massimo e Rossella Casanova sul banco degli imputati. «Colpa della burocrazia»

Matteo Salvini In Spiaggia A Milano Marittima
Casanova con Salvini in spiaggia. Foto Stefano Cavicchi

L’europarlamentare della Lega, Massimo Casanova, finisce sul banco degli imputati, insieme alla sorella Rossella, in quanto gestore dello stabilimento balneare Papeete Beach, accusato di averlo trasformato in una discoteca a cielo aperto senza permesso.

Il processo parte oggi, 24 settembre, e ne dà notizia il Carlino Ravenna. I fatti risalgono al 2016 e in particolare si riferiscono a una serie di controlli dei carabinieri di Cervia-Milano Marittima.

Papeete VocalistL’accusa è quella di “apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o trattenimento”. In estrema sintesi, viene contestato al Papeete di essersi trasformato nell’estate del 2016 in una vera e propria discoteca senza aver fatto richiesta e ottenuto i relativi permessi specifici.

Massimo Casanova, che non sarà in tribunale perché impegnato in veste di politico, ha dichiarato al Carlino di essere sereno, dando la colpa alla burocrazia.

Al teatro Alighieri le prove per la Trilogia d’Autunno del Ravenna Festival

Presentata la nuova produzione “Norma”, che debuttera l’1 novembre

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Uno scatto dalle prove di Norma

Da settimane il Teatro Alighieri è in fermento: il processo creativo della Trilogia d’Autunno, ultimo appuntamento della XXX edizione di Ravenna Festival, è già entrato nel vivo e, lunedì 23 settembre, le porte dell’Alighieri si sono aperte per regalare uno sguardo in anteprima sulla nuova produzione di Norma, con la presentazione del cast e la possibilità di assistere alle prove.

Norma è il primo dei titoli e la prima delle tre grandi figure femminili che segnano il percorso “Dal belcanto agli albori del Verismo”, trittico che si completa con Aida e Carmen e sarà in scena dall’1 al 10 novembre.

Il format della Trilogia, ormai pienamente collaudato e applaudito dal pubblico cittadino quanto da quello straniero, prevede il susseguirsi delle tre opere una sera dopo l’altra sullo stesso palcoscenico, grazie a una macchina teatrale che, con l’utilizzo di moderne tecnologie, scompone e ricompone la scena, dando vita per ognuno dei titoli a impianti visivi diversi e completamente nuovi.

Nel caso dell’opera composta da Vincenzo Bellini su libretto di Felice Romani per il Teatro alla Scala nel 1831, il dramma, affidato alla regia di Cristina Mazzavillani Muti, sarà immerso in una dimensione “naturale”: le fronde di un bosco, il fitto intreccio di radici, la pietra di cavità sotterranee, poi l’acqua e la bruma di paludi che riportano le “Gallie” a scenari e paesaggi nostrani. Insomma, il progetto scenico e visuale – pensato da Ezio Antonelli, elaborato dal video programmer Davide Broccoli, illuminato da Vincent Longuemare e completato dai costumi di Alessandro Lai – raccoglie gli elementi di una natura misteriosa e li fonde in un impianto emozionale, concentrandosi sulla potenza evocatrice della materia. E sulla presenza di simboli metaforici, come il libro che si apre al centro della scena (realizzato dall’Accademia di Belle Arti) e al tempo stesso parola, credo, codice; come il teschio-totem della divinità pagana Irminsul; come la luna che inevitabilmente domina la scena. Tutto pervaso nell’aura mitica che innerva quest’opera, essa stessa mito: del belcanto, della perfezione formale, dell’idea stessa di opera.

A dirigere la partitura belliniana sul podio dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini è chiamato Alessandro Benigni, già lo scorso anno impegnato per Nabucco, mentre maestro del coro sarà Antonio Greco a capo del Coro Lirico Marchigiano Vincenzo Bellini unito al Coro Luigi Cherubini. Per quanto riguarda le voci della vicenda ambientata nella Gallia romana, Norma, figlia del capo dei druidi e sacerdotessa che ha violato i voti per amore di un romano, è il soprano coreano Vittoria Yeo, che il pubblico ravennate ha già potuto apprezzare lo scorso anno come Lady Macbeth e che in questo caso veste per la prima volta i panni della protagonista belliniana. Al debutto nel ruolo anche il resto del giovane cast: l’amato Pollione, proconsole romano, è il tenore Giuseppe Tommaso, mentre il basso Antonio Di Matteo è Oroveso, padre di Norma, e il soprano turco Asude Karayavuz sperimenta i panni di Adalgisa, rivale in amore di Norma. Completano la compagnia di canto Erica Cortese, la fida Clotilde, e Riccardo Rados, l’amico di Pollione Flavio. In scena anche i DanzActori Trilogia d’Autunno.

Accanto a Norma (in scena 1, 5 e 8 novembre), debuttano le nuove produzioni di Aida (2, 6 e 9 novembre), sempre per la regia di Cristina Muti e diretta da Nicola Paszkowski, e Carmen (3, 7 e 10 novembre), regia di Luca Micheletti e direzione di Vladimir Ovodok.

Info: 0544 249244 www.ravennafestival.org

Biglietti: da 20 a 77 Euro (70 ridotto). Carnet: da 51 a 192 Euro (165 ridotto)

Discoteche: dopo le polemiche, il Kojak dice basta. «Addio, è stato bello»

L’annuncio dello staff del locale di Porto Fuori su Facebook

Kojak
Una foto della serata di chiusura dello scorso aprile

Al centro negli ultimi anni di polemiche e ordinanze, finito spesso nel mirino di residenti e forze politiche, a Porto Fuori il Kojak al momento non riapre.

Lo comunica lo staff della discoteca in un post pubblicato su Facebook. «Si chiama Kojak, ma per molti di voi è stato più di un nome, di un locale, di una serata. Ha ospitato generazioni di ragazzi che sono cresciuti, lasciando in loro molti ricordi, belli o brutti che siano, momenti importanti, amicizie e bevute», si legge sul social network. «Kojak è un pezzo di storia di ognuno di noi. Oggi a malincuore dobbiamo dirgli addio».

E sul web la comunicazione è già diventata virale tra i ravennati, orfani di un’altra discoteca, almeno per il momento, in attesa di ulteriori sviluppi. Non è da escludere infatti che il locale possa riaprire con un nome nuovo e una formula rinnovata.

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