mercoledì
13 Maggio 2026

La festa dei Fiumi Uniti, dall’alba al tramonto, tra canoe, pedalate e punti ristoro

Domenica 9 giugno Trail Romagna, Comune e Ravenna Festival animano la “Ravenna Città d’acque”

Fiumi Uniti DiscesaIl progetto Ravenna Città d’acque, che Trail Romagna alimenta da otto anni, ha nell’area Ronco, Montone e Fiumi Uniti un capitolo importantissimo. La Chiusa di San Marco, la Chiusa di San Bartolo e la Foce dei Fiumi Uniti racchiudono un pezzo di storia di Ravenna, da sempre legata all’acqua: “l’Antico Porto di Classe, Sant’Apollinare in Classe, il nuovo Classis, Santa Maria in Porto Fuori, la Torraccia, la colonna dei Francesi, il Ponte Nuovo, la Chiusa Rasponi – scrive Trail Romagna – e la stesse vicende della realizzazione dei Fiumi Uniti con i canali che vi si inseriscono come la Lama, insieme alla Pineta di Classe, la Pineta Ramazzotti, la riserva Naturale del Bevano e il mare stesso rappresentano un Parco fluviale diffuso dalle enormi potenzialità”.

È su questi scenari che Trail Romagna, in compartecipazione con il Comune di Ravenna (assessorati Ambiente, Sport, Cultura e Turismo) e in collaborazione con Ravenna Festival realizzerà una grande festa dei Fiumi Uniti che dall’alba al tramonto domenica 9 giugno saranno animati da canoe, biciclette, amanti del trekking, attività sostenibili (pulizia dalle plastiche, educazione al volontariato e alla donazione, economia circolare, liberazione della fauna marina curata), mostre, poesia, storie di mare e di pesca, onde sonore, canti, ritmi di percussioni e grande cucina.

Alle 9 il campione olimpionico Marcello Miani, insieme agli sciucarén del Gruppo alla Casadei, darà il via alla vogata ‘lunga’ che partirà dalla Chiusa San Marco. Lungo i 12 km di discesa si aggiungeranno canoe, kayak e sup prima a Ponte Nuovo (8 km) e poi alla Chiusa Rasponi (3 km) che andrà bypassata a piedi, un ulteriore fatica che sarà ripagata dal ristoro successivo.

Dalla sommità dell’argine i cicloturisti guidati dalla Fiab percorreranno la stessa distanza raggiungendo il lungomare di Lido di Dante dopo aver visitato il punto esatto dove nascono i Fiumi Uniti: Punta Galletti.

Le attività di pulizia, il laboratorio per bimbi ecologici e creativi, la liberazione di alcuni esemplari di fauna marina, l’animazione di Radio Bruno e il pasta party finale si svolgeranno nel lungomare di Lido di Dante.

Qualche ora dopo, sempre da Lido di Dante, partirà il Concerto Trekking di Ravenna Festival, “Su la fiumana ove ’l mar non ha vanto” (Inf. II.108), che dalle 16 al tramonto ripercorrerà gli argini dei Fiumi Uniti dal Ponte Bailey alla Chiusa Rasponi. Nelle aree verdi a ridosso del fiume ascolteremo i racconti di pesca e di mare di Fabio Fiori, grande conoscitore e avvincente narratore del Mare Adriatico, e le poesie dialettali di uno dei massimi poeti romagnoli contemporanei, Nevio Spadoni. Camminando da un argine all’altro ascolteremo i suoni ammalianti e delicatissimi della m’bira di Stella Chiweshe, straordinaria musicista dello Zimbabwe, le percussioni sciamaniche di Vince Vallicelli e la chitarra di Don Antonio, i ritmi energici e trascinanti di Alejandro Oliva e Marco Zanotti e, in omaggio al tema marino del Ravenna Festival, l’opera epica – “La scuperta dl’America”: le avventure di Colombo tra canzoni e dialetto, parodia melodica, irriverente e un po’ scanzonata in dialetto romagnolo, proposta dal Trio Al Caravèl.

In questo ambiente bucolico ci saranno stazioni gastronomiche di grande qualità: chef rinomati prepareranno piatti incentrati sui freschissimi pesci dell’Alto Adriatico. Non solo, erbe selvatiche delle nostre pinete e vini d’annata autoctoni ne accompagneranno il viaggio.

Maggiori info sul sito www.trailromagna.eu

Per il Volley S3 targato Ravenna è il giorno della festa finale al bagno Obelix

Volley giovanile / Domani, sabato 8 giugno, a Marina di Ravenna è in programma l’atto conclusivo dell’attività promozionale del comitato territoriale Fipav

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Samuele Papi con alcuni bambini nel corso di “Volley Insieme”, evento promozionale svolto qualche mese fa al Pala De André

Dopo otto concentramenti svoltisi in tutta la provincia a partire da gennaio per le società che hanno partecipato all’attività promozionale di Volley S3 – con le sue categorie Red 3×3, Green 3×3 e White 2×2 – è giunto il momento della festa finale che, aldilà dell’aspetto agonistico, che con la disputa dell’ultimo concentramento delineerà la classifica ufficiale, vuole essere soprattutto un piacevole momento di aggregazione e condivisione. L’appuntamento per tutti i ragazzi e ragazze delle società Fipav che hanno partecipato all’attività è per le ore 9 di domani, sabato 8 giugno, al bagno Obelix di Marina di Ravenna, uno degli stabilimenti storicamente più vicini al mondo della pallavolo.

Il programma della giornata prevede dalle 9.30 alle 12 la prima serie di partite, poi il pranzo e alle 14 si torna in campo per completare il calendario delle gare. Alle 16.30 le premiazioni per tutte le squadre partecipanti e per i giovani atleti che parteciperanno all’evento, oltre ad una merenda. Per la disputa delle partite verranno allestiti quattro campi con misure 4,5 x 6 e rete a 1,70 metri e quattro campi con misure 4,5 x 4,5 e rete a 1,50 metri.

«Il Progetto Volley S3 è stato ideato e lanciato dalla Federazione Italiana Pallavolo e da un paio di stagioni è a pieno regime – dice il presidente del comitato di Ravenna, Mauro Masotti – anche nella nostra realtà. Nel dicembre scorso abbiamo toccato con mano le sue potenzialità ospitando i 1500 studenti ed atleti durante il Volley Insieme con Lucchetta, Papi, Giretto e la struttura nazionale del Villaggio S3 capitanata da Stefano Bellotti. Oggi chiudiamo la stagione con un bilancio positivo, oltre un migliaio di partecipanti, nonostante il maltempo ci abbia costretto ad annullare i raduni di Porto Fuori e Mezzano che erano previsti all’aperto e con la festa del Volley S3 Under 12 andata in porto così bene a Cervia due settimane fa dopo un calendario diffuso e 150 atlete coinvolte. Inoltre abbiamo avuto un grande successo nelle scuole medie, devo hanno aderito 34 Istituti con quasi 200 studenti coinvolti. Direi che è una buona base su cui lavorare per il futuro».

L’OraSì chiude con il coach Mazzon: per la successione in pole Pillastrini e Galli

Basket A2 maschile / La società giallorossa ha comunicato la “sospensione” del tecnico. Tante le piste seguite dai dirigenti per la nomina del nuovo allenatore

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Il tecnico Andrea Mazzon durante un time out

Con un brevissimo comunicato stampa il Basket Piero Manetti Ravenna ha reso noto che Andrea Mazzon non sarà il tecnico dell’OraSì nella prossima stagione. Questo il testo del comunicato: «Il Basket Piero Manetti Ravenna comunica la sospensione, fino a nuova comunicazione, dall’incarico di allenatore della prima squadra di coach Andrea Mazzon. La società ringrazia Mazzon per il lavoro compiuto».

E’ quindi cominciato il toto-allenatore, con i quotidiani locali che hanno messo in campo alcuni nomi per la successione di Mazzon, che sarebbe stato legato alla società giallorossa per altri due anni. Sfumato Demis Cavina, accasatosi a Torino, e con Emanuele Di Paolantonio difficile da ingaggiare (Imola è intenzionata a tenerselo stretto), gli allenatori più “gettonati” sembrano essere Stefano Pillastrini e Massimo “Cedro” Galli, mentre in seconda fila si trovano Federico Vecchi e Damiano Cagnazzo.

Sorpreso con una serra di marijuana in casa, arrestato 25enne a Classe

I carabinieri erano intervenuti per schiamazzi durante una festa. Poi l’odore di stupefacente…

MarijuanaUn 25enne ravennate è stato arrestato dai carabinieri per aver allestito in casa una piccola serra per la produzione di marijuana. I militari sono intervenuti per schiamazzi nella sua abitazione, in zona Classe, dove era in corso un piccolo “festino”. Una volta entrati, i carabinieri hanno fin da subito percepito l’inconfondibile odore di stupefacente ed è scattata così la perquisizione che ha permesso di scoprire una piccola serra con otto piante di cannabis in vaso con infiorescenze, oltre a 110 grammi già pronti all’uso.

A seguito del rito direttissimo, tenutosi nella mattinata di oggi (venerdì 7 giugno), l’Autorità Giudiziaria ha convalidato la misura fissando, con la richiesta dei termini a difesa, la data della prossima udienza per la decisione sulla pena. Il ragazzo è quindi tornato in libertà.

Nei recuperi casalinghi con il Redipuglia il Godo vuole continuare a stupire

Baseball A1 / Domani, sabato 8 giugno, i rossoblù affrontano al “Casadio” (gara1 alle ore 15.30, gara2 alle 20.30) i Rangers con l’obiettivo di mantenere la quinta posizione in classifica

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I giocatori del Godo Baseball schierati sul diamante all’inizio di un match

La disputa della Coppa dei Campioni a Bologna non ferma il campionato di Serie A1 e di conseguenza il cammino del Godo Baseball, che domani, sabato 8 giugno, recupera le due partite con i Rangers Redipuglia non disputate a maggio a causa del maltempo. Entrambe le gare della quinta giornata (anche San Marino e Castenaso recuperano un match a Serravalle) sono in programma al “Casadio”: la prima inizierà alle ore 15.30, la seconda alle 20.30. Nella classifica provvisoria del girone d’andata formazione rossoblù occupa la quinta posizione con tre partite vinte, per una media percentuale di 0.300, mentre gli avversari friulani si trovano alle loro spalle con due successi (assieme a Castenaso, che però ha giocato un incontro in più).

In questo delicato scontro diretto sarà quindi necessaria la massima concentrazione per i giocatori e in particolare i lanciatori del Godo, che si troveranno di fronte dei forti battitori che viaggiano con medie battuta comprese fra 0.406 e 0.242, con 78 valide all’attivo tra cui molti doppi e nove home-run. Le mazze godesi raggiungono una media battuta tra 0.304 e 0.222 con un totale all’attivo di 52 valide tra cui 7 doppi e 4 home-run. Altro confronto numerico fra le due compagini, è quello dei lanciatori: gli ospiti hanno una media totale pgl di 6,78 con 40 basi regalate e 109 battitori lasciati al piatto, mentre per il Godo la media totale pgl è di 7,09 con 41 base ball e 97 strike out.

«Affrontiamo il weekend con il roster al completo – presenta la doppia sfida il manager Marco Bortolotti –  forti delle due vittorie con San Marino e Bologna, ma sappiamo che non saranno delle partite facili, perché Redipuglia ha mostrato un ottimo gioco anche con le “grandi”. I partenti saranno Galeotti e Hernandez e tutto il resto del gruppo sarà a disposizione pronto a dare tutto per la squadra».

Lilly Meraviglia, l’influencer e youtuber che sogna di esporre accanto a Dalì

La giovane artista in mostra al Mag di Ravenna con “una tempesta di cervelli”

Lilly
Lilly Meraviglia

Lilly Meraviglia, giovane youtuber e influencer di Roma con un larghissimo seguito di follower, sarà al Mag di via Magazzini Posteriori per una mostra-evento curata da Alice Lonardi che inaugura il 7 giugno e sarà visitabile fino al 22. Lilly sarà a Ravenna in giorno dell’inaugurazione dalle 15 per incontrare i suoi fan.

Le abbiamo chiesto di raccontarsi, soprattutto alla generazione degli over 40.

Lilly, presentati a tutti quelli che non sanno bene cosa sia uno youtuber…
«Mi chiamo Livia, ho 21 anni e sono seguita da più di 400mila persone su Instagram e oltre 800mila su Youtube; i miei follower hanno dai 3 ai 50 anni; sono apprezzata per la mia personalità e perché pubblico contenuti divertenti. Sin da piccola ero appassionata di arte, ho frequentato il liceo artistico e sono anche tatuatrice. Nel 2017 ho curato e organizzato due mostre, una a Milano e una a Roma, occupandomi di tutti gli aspetti, dalle opere, ai testi fino alla sponsorizzazione e agli allestimenti».
Come sei diventata quella di oggi, quando hai pubblicato la prima volta sul web?
«Quando avevo 14-15 anni seguivo molti youtuber. Tutto è nato per caso: un giorno mi annoiavo, ho provato a condividere e mi sono resa conto che piacevo alle persone».
Anche i tuoi colori di capelli sono diventati famosi…
«Me li sono tinti di tutti i colori, tranne il verde che non mi piace».
Ma è vero che ti fai mandare vestiti dalla Cina per provarli e realizzare dei tutorial?
«Mi piace realizzare tutorial che nessuno ha mai fatto, come il trucco da drag queen, oppure cose dissacranti come utilizzare un kit pensato per fare la scultura della mano dei genitori che tengono quella dei figli – divenuto molto popolare sui social – per realizzare la forma del mio dito medio».
Come gestisci le tue attività?
«Generalmente alcuni giorni sono dedicati ai tatuaggi e altri a Youtube. Ma non è sempre tutto pianificabile: a volte resto indietro con i contenuti che voglio pubblicare, per cui accade che prima vada al lavoro e poi arrivi a casa e mi metta in pari con le pubblicazioni».
Chi viene tatuarsi da te? Sono gli stessi tuoi fan sui social?
«Sì, sono contenta perché molti vengono apposta da fuori Roma. Lo studio con cui collaboro è un posto che già conoscevo; io stessa ho iniziato a tatuarmi da quando avevo 16 anni e mi sono detta “Perché non provare? Mi piace disegnare…”».
La tua famiglia ti ha sostenuta?
«Mio padre è medico e mia madre maestra. All’inizio non erano molto d’accordo, ma poi hanno visto che poteva essere una professione, perché sono diventata economicamente indipendente e stavo realizzando qualcosa di concreto».
Ci racconti l’esperienza di StraFactor?
«Ho cantato la mia canzone, “Osceno”, ed è piaciuta a Pupo. Non lo rifarei, perché si tratta di una competizione basata sul canto e io non aspiro a questo tipo di carriera. Sto preparando altre canzoni in vista dell’estate, ma preferisco lavorare senza modalità imposte dall’esterno».
Qualcosa sulla mostra Brainstorm di Ravenna?
«Una “tempesta di cervelli” che ha invaso prima Roma, con la mostra precedente. Ho scelto il tema del cervello perché è qui che nascono il pensiero e la creatività. Parte dei quadri sono stampe fotografiche: lavoro con l’i-pad e poi li stampo. Poi durante l’evento di apertura verranno realizzate anche una tavola con la texture del cervello, un’immagine che si “animerà” utilizzando un’app, e magliette stampate in diretta».
Piani per il futuro?
«Continuare a essere artista, a diffondere quello che penso: vestiti, disegni, video, tatuaggi. Avere due gatti. Vivo il presente, non mi faccio troppe domande».
Un museo in cui assolutamente vorresti esporre o un artista del passato a cui vorresti fossero accostate le tue opere?
«La GNAM di Roma perché la frequento da tanto. Sarebbe bello se le mie opere fossero accostate a quelle di Dalì o Magritte. In particolare quest’ultimo sembra aver lavorato con Photoshop anche senza usare il computer».

Ghirardelli scende in campo alla guida del settore giovanile del Ravenna Women

Calcio B femminile / La ex giocatrice di Lugo, Imola, Cervia e Ravenna rivestirà il ruolo di responsabile del vivaio giallorosso: «E’ un progetto ambizioso al quale sono convinta di potere dare un contributo importante»

Alessandra Ghirardelli
Il nuovo responsabile del settore giovanile del Ravenna Women, Alessandra Ghirardelli

Il Ravenna Women continua nell’opera di costruzione delle basi per un progetto solido, duraturo e di prospettiva. Dopo l’insediamento del direttore generale Sollima si aggiunge un altro tassello all’organigramma societario. Scende in campo infatti Alessandra Ghirardelli, che occuperà un ruolo di assoluto rilievo nello scacchiere giallorosso, quello di responsabile del settore giovanile femminile.

La neo-dirigente ha alle spalle una lunghissima carriera da giocatrice sempre ad alto livello, avendo giocato sia in B che in A con la maglia del Lugo con la quale ha vinto anche una Coppa Italia, prima di passare a Imola, Cervia, Ravenna. In seguito ha passato un’esperienza anche come allenatrice di settori giovanili maschili e ora è pronta ad affrontare con la consueta determinazione anche la nuova avventura. «E’ un compito difficile – spiega – ma sono molto stimolata. Sono convinta che ci sia la possibilità di creare qualcosa di nuovo ed entusiasmante. E’ un progetto ambizioso al quale sono convinta di potere dare un contributo importante. Credo che Ravenna sia un terreno molto fertile per il calcio femminile: negli ultimi mesi ho fatto attività promozionale nelle scuole e ho avuto riscontri molto positivi. Al di là del calcio è importante il lavoro che può essere fatto a livello emotivo e di crescita delle ragazze: sono i valori basilari dello sport».

Grande visibilità al calcio femminile viene data anche dalla partecipazione al mondiale della nazionale, uno sport che in Italia però ha sempre vissuto un alone stereotipato: «Può essere un anno importante per lo sviluppo di questo sport in Italia. Oramai non è più considerato un ghetto dove a calcio giocavano solo le ragazze più mascoline, anzi i tempi sono maturi per avere più apertura mentale. Al riguardo posso dire di essere un esempio, avendo sempre giocato a calcio, ma riuscendo a coniugare anche una vita “normale”: mi sono sposata, ho avuto un figlio, una famiglia. Non è quindi uno sport che precluda qualcosa, anzi tutt’altro».

La storia del collettivo del Circo Paniko: «Un circo contemporaneo fuori dai teatri»

Tra acrobazie, musica e comicità, seguendo le orme del Cirque Bidon. A Faenza dal 7 al 16 giugno, con spettacoli anche sui migranti

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Una scena di “Panikommedia”

La grande ispirazione è il Cirque Bidon, «ma loro sono organizzati in modo gerarchico, il nostro è un vero collettivo orizzontale». A parlare è Andrea “Biondo” Niccolai, tra i fondatori del Circo Paniko – atteso dal 7 al 16 giugno al complesso Ex Salesiani di Faenza – tra le prime compagnie di circo contemporaneo a essere nate in Italia, «la prima con il tendone», ci assicura. Un tendone da circo giallo con cui girano il mondo in un gruppo che va da un minimo di 10-15 persone, fino alla trentina di partecipanti alle riunioni plenarie. «Non siamo famiglie di giostrai, non siamo abituati a vivere in viaggio; lo facciamo, con circa 120 repliche in 12 città all’anno, ma capita spesso che qualcuno si fermi per poi raggiungere il gruppo in un altro momento o che qualcun altro faccia figli che poi quando crescono lo costringono a fermarsi un po’…».

Circo Paniko 03Tutto è nato in maniera molto spontanea, «per cercare di fare altro piuttosto che lavorare o studiare all’università», nel 2009, da due gruppi di artisti di strada: «Uno ha fatto un viaggio in India su un ex autobus di linea appositamente “camperizzato”, da Perugia fino a New Delhi; l’altro in Grecia facendo un po’ di acrobatica sulle navi. Al ritorno abbiamo incontrato un artista francese che vendeva la sua tenda gialla e da lì tutto è cominciato, con il primo spettacolo a Barcellona, sull’onda dell’entusiasmo che in quel momento c’era all’estero attorno al mondo del cosiddetto circo contemporaneo».

Il collettivo Paniko unisce infatti numeri acrobatici, comicità e musica dal vivo, «ma da autodidatti, in maniera naif, con un taglio quasi sociale e l’obiettivo di riempire le piazze, lontano dai teatri dove invece si sta rinchiudendo oggi il circo contemporaneo, sempre più vicino al teatro contemporaneo, un po’ snob e altezzoso. Ecco, quello che ci differenzia dai colleghi è proprio ancora il nostro spirito piratesco, la tendenza a puntare più sull’atmosfera che sui virtuosismi tecnici, mantenendo poi una delle caratteristiche del circo, quella per cui ognuno fa un po’ di tutto e tutto è autocostruito, dai costumi agli attrezzi…».

Difficile tracciare un identikit del collettivo, con ragazzi e ragazze provenienti da ogni parte d’Italia e anche dall’estero («c’era un argentino, adesso ci sono una franco-spagnola, un danese, una ragazza dall’Uruguay…»), con Bologna che è forse la città in cui più spesso il gruppo fa base. Un po’ ovunque, invece, il successo è (quasi) assicurato. «In realtà facciamo date anche piuttosto sfigate – sorride Niccolai – però sì, solitamente abbiamo il tendone pieno e la gente entusiasta. Cerchiamo di coinvolgere i cittadini al nostro arrivo suonando come una banda in piazza prima degli spettacoli, facendo gli strilloni, con i volantini, ma a funzionare crediamo sia molto il passaparola». Come finanziamento, invece, solo il cappello a fine spettacolo. «Non partecipiamo a bandi pubblici, campiamo solo grazie alla gente e, a volte, al cachet dei festival che ci invitano, cercando di lasciare l’ingresso libero per far avvicinare tutti (anche se c’è una sorta di tariffario “fortemente” consigliato, ndr) e anche per questo motivo siamo forse la compagnia che meno lavora sulla creazione in senso stretto, siamo più legati all’improvvisazione perché principalmente non abbiamo tempo, troppo impegnati a cercare di campare con quello che raccogliamo, o a mettere via i soldi… In questo modo però il vantaggio è che lo spettacolo cambia molto da replica a replica, sulla base anche del pubblico». E qual è il pubblico di riferimento? «Tendenzialmente facciamo quello che piace a noi ma sempre cercando di rendere lo spettacolo accessibile. Quando siamo fortunati lo spettacolo è per tutti, proprio perché non è per nessuno…».

Una vita on the road è senza dubbio anche piena di aneddoti… «Mi viene in mente Pantelleria: avevamo portato per la prima volta un circo sull’isola e mentre stavamo smontando il tendone una donna eccentrica ci invitò a fare uno spettacolo privato per lei e i suoi ospiti, nella sua villa con piscina. Al momento di pagare però finì in acqua con tutti i contanti, che ci diede poi fradici. Li mettemmo ad asciugare stesi con le mollette, sembrava di essere veramente in un film di Kusturica…».

A Faenza il Circo Paniko porterà anche due nuove proposte: «Per la prima volta due ragazzi del collettivo porteranno uno spettacolo teatrale sotto la tenda, sul tema migranti. E poi ci sarà una collaborazione con Cinéma du Désert, progetto che porta il cinema nei paesi poveri, con proiezioni su un camion. Noi porteremo invece il monitor dentro il tendone e proietteremo documentari di viaggio, sempre sui migranti ma anche sul mondo dell’arte e del circo».

Info e prenotazioni sulla pagina Facebook o al 333 6298118.

Aggiornamenti sugli spettacoli a Ravenna del Circo Paniko nel 2023

A Lugo arriva il Circo Paniko: sarà al Pavaglione dall’1 al 10 aprile 2023. Proporrà “Abracabaret”, spettacolo comico di circo contemporaneo che unisce i numeri più classici a quelli più sperimentali e di ricerca.

Leggi il nuovo articolo dedicato allo spettacolo della stagione 2023: “Al Pavaglione arriva il Circo Paniko: spettacoli con acrobazie e musica dal vivo“.

Anastacia si racconta alla Campaza, prima del concerto di Comacchio

La star americana: «Felice di essere in Italia e suonare su un palco a due passi dal mare»

Nel tardo pomeriggio di giovedì 6 giugno La Campaza ha ospitato una star della musica mondiale, l’americana Anastacia, in procinto di suonare questa sera (venerdì 7) al Comacchio Beach Festival 2019 (prima di lei si esibiranno Bianca Atzei e i Geisha ).

Anche in questa sesta edizione il fil rouge sono educazione ambientale e sostenibilità e nella conferenza stampa che ha tenuto a Fosso Ghiaia  la cantante americana ha dichiarato di sentirlo pienamente suo, e ha raccontato di essere la prima a prestare particolare attenzione all’ambiente, a partire dal suo quotidiano facendo lei stessa la raccolta differenziata.

Anastacia ha inoltre raccontato di essere molto felice di trovarsi in Italia in questa estate e di poter esibirsi su un palco a due passi dal mare; sarà infatti questo il suo primo concerto in questa location (il lungomare di Porto Garibaldi).

Con lei in conferenza anche Stefano Salvati, direttore artistico dell’evento,  il sindaco di Comacchio Marco Fabbri, la consigliera regionale Marcella Zappaterra e Ted Tomasi, presidente di Visit Comacchio.

Anastacia, dopo aver risposto alle svariate domande dei giornalisti in maniera ironica e professionale, ha annunciato che le sue hit più famose non potranno certo mancare sul palco di Comaccchio, ma che proporrà anche due brani del suo nuovo album Evolution uscito a gennaio.

La serata a La Campaza si è conclusa insieme ad Anastacia e al suo staff con l’immancabile buffet attento alle tradizioni locali e non solo…

 

Auto contro camion nella notte sull’Adriatica: muoiono due giovani

Grave un 28enne che era a bordo del veicolo insieme alle due vittime, tutti della provincia di Reggio Emilia

RAVENNA 06/06/2019. INCIDENTE SULLA SS16 ADRIATICA A CERVIA
L’incidente sull’Adriatica in cui hanno perso la vita due ragazzi

Incidente mortale, nella notte tra giovedì e venerdì, a Cervia. Un quarto d’ora circa dopo la mezzanotte sulla Statale 16, poco prima dell’Hotel Infinity, nello scontro frontale tra un’auto e un camion hanno perso la vita un 26enne e un 30enne mentre un 28enne è stato condotto all’Ospedale di Cesena in codice tre, ossia di massima gravità.

Matteo Paolini Francesco Rossi
Le due vittime dell’incidente, Matteo Paolini (a sinistra) e Francesco Rossi

Illeso il 60enne alla guida del camion. Le vittime sono della provincia di Reggio Emilia. Alla guida – i nomi sono riportati sulla testata Reggionline.com – si trovava il 30enne Matteo Paolini, ottico, di Borzano d’Albinea, morto sul colpo così come il 26enne Francesco Rossi (noto per giocare a calcio in Prima Categoria, nella Vianese, e per allenare una squadra di bambini), che si trovava nel sedile posteriore. Grave il loro amico che viaggiava nel sedile del passeggero, il 28enne Daniele Tagliani, compagno di squadra di Rossi (entrambi di Scandiano).

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 con un’automedicalizzata e tre ambulanze, oltre ai Vigili del Fuoco, i Carabinieri e i Vigili Urbani.

Su Facebook il Comune e il sindaco di Cervia si dicono vicini a tutte le persone coinvolte.

Nuovo impianto Caviro: costo 9 milioni, biometano per il pieno di 18mila auto

Investimento in via Convertite con la riconversione di uno stabilimento per la produzione di biogas: userà i sottoprodotti della filiera agroalimentare. L’8 giugno open day con visite guidate e merenda

 DSC1953 ModDai sottoprodotti della filiera agroalimentare, i reflui delle attività di distillazione e della filiera agroindustriale, alla produzione di energia. Con un investimento di 9 milioni di euro la Caviro Extra, società dell’omonimo noto gruppo faentino, diventa il primo produttore di biometano avanzato da impianto agroindustriale in Italia. Il nuovo impianto nasce dalla riconversione del già esistente impianto di biogas in via Convertite a Faenza: è già in funzione con una capacità produttiva annua di 12 milioni di Nm3 di biometano, l’equivalente del rifornimento di 18mila vetture (stando alla comunicazione di Caviro che cita Quattroruote come fonte per i consumi medi di una utilitaria 1.400 di cilindrata che percorre 11.200 km annui). Il volume prodotto verrà immesso nella rete nazionale Snam.

Stamani, 6 giugno, la cerimonia del taglio del nastro con le autorità. Sabato 8 giugno invece l’evento di presentazione alla cittadinanza: un pomeriggio di festa dalle 15 all’Oasi delle Cicogne adiacente allo stabilimento. Il programma dell’open day prevede visite guidate al nuovo impianto e alla colonia delle cicogne faentine, con possibilità di vedere i nidi e i nuovi nati; intrattenimento musicale; giochi, animazione e gadget per i più piccoli; merenda per tutti.

Impianto Vista Dall'altoLa moderna tecnologia adottata per il nuovo impianto (un upgrading a Membrane) permette a Caviro Extra di ricavare due correnti in uscita, una di biometano ed una di CO2. Il gruppo fa sapere che sta lavorando per poter riutilizzare anche questa seconda componente in modo da evitare la sua immissione in atmosfera. Già sottoscritto un protocollo di intesa con un importante operatore del settore per il riutilizzo.

Oltre al biometano e alla CO2 c’è un terzo prodotto in uscita dai biodigestori faentini: i residui che rimangono dopo il processo di digestione, ricchi di sostanza organica pertanto un’ottima matrice per la produzione di ammendante, un fertilizzante naturale in agricoltura, andando di fatto a completare il processo di economia circolare.

PRES Carlo Dalmonte Inaugurazione«Con questo progetto la nostra realtà cooperativa continua sulla strada dell’innovazione e dell’apertura al cambiamento – sottolinea Carlo Dalmonte, presidente Gruppo Caviro -. Caviro Extra è una società ad alta densità di investimenti che negli anni hanno contribuito a farne un esempio di modernità e sostenibilità sia in Italia che all’estero. Il rispetto per l’ambiente è un tema a noi molto caro sul quale intendiamo impegnarci sempre di più, collaborando e seguendo le indicazioni delle istituzioni e sposando appieno gli obiettivi delineati dall’Onu nell’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile del nostro pianeta».

Fabio Baldazzi Direttore Generale Caviro Extra«Il biometano in uscita dal nostro impianto è classificato come avanzato, in quanto realizzato dai sottoprodotti della filiera agroalimentare e quindi senza sottrarre terreno all’agricoltura per la produzione di colture adatte a diventare biogas – sottolinea Fabio Baldazzi, direttore generale Caviro Extra -. Ciò che entra nei nostri digestori sono i reflui delle attività di distillazione e della filiera agroindustriale del territorio (lattiero-casearia, dolciaria, alimentare ecc.) che vengono da noi depurati attraverso un processo di digestione anaerobica. Il gas in uscita dopo il processo di raffinazione è quindi più puro di quello tradizionalmente presente nella rete nazionale, in quanto privo di idrocarburi di origine fossile».

Uccise il padre in un gioco ma era incapace di intendere e volere: 14enne scagionato

I due stavano simulando una lotta e il genitore impugnava una mazza da baseball giocattolo, il minorenne invece ha afferrato un coltello da cucina e lo ha colpito al petto. A luglio il processo in abbreviato dall’esito già segnato

La perizia di uno psichiatra ha stabilito che il 14enne che uccise il padre 50enne con una coltellata durante un gioco il 3 gennaio scorso a Cervia non era capace di intendere e volere al momento dell’accaduto. La circostanza, che si apprende dalle pagine de Il Resto del Carlino di oggi, avrà inevitabilmente un peso sull’accusa di omicidio volontario pluriaggravato a carico del minorenne: il processo in abbreviato si terrà a luglio, i giudici saranno chiamati a valutare la pericolosità sociale del ragazzino che si trova ancora nella struttura dove è stato portato dopo la tragedia.

Il 14enne soffre da tempo di disturbi psichici ed è seguito da un medico ma non aveva mai manifestato atteggiamenti violenti. Padre e figlio quella sera stavano simulando una lotta e il genitore impugnava una mazza da baseball giocattolo. L’adolescente afferrò un coltello da cucina e colpì l’uomo al petto sotto gli occhi della madre. Erano le 22 passate da poco, la morte arrivò quattro ore dopo in ospedale.

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