lunedì
18 Maggio 2026

Il Ravenna sfida in trasferta i “cugini” del Rimini per volare ad alta quota

Calcio C / Domani, domenica 17 marzo, i giallorossi affrontano i biancorossi bisognosi di punti salvezza, molto pericolosi sul loro sintetico. Foschi: «Sarà un derby contro una squadra che in casa ha un rendimento da alta classifica e come tale va affrontata»

Eleuteri Rimini
L’esterno giallorosso Alessandro Eleuteri

E’ tempo di derby per il Ravenna FC, che domani, domenica 17 marzo (ore 16.30, arbitro Di Graci di Como), affronta in trasferta i “cugini” del Rimini. Se i giallorossi cercano punti pesanti per consolidare la loro posizione nella zona playoff, la squadra biancorossa di Martini sta vivendo un campionato di sofferenza, aleggiando sempre nelle parti basse della classifica in lotta per evitare i playout, una situazione che è costata anche tre avvicendamenti in panchina. La graduatoria non deve però fare pensare alla classica partita facile: i padroni di casa saranno agguerriti alla ricerca di punti salvezza, inoltre la classica stracittadina, con una notevole rivalità fra le tifoserie, fa sempre storia a sé. Altro aspetto da considerare è che il Rimini è squadra che riesce a capitalizzare in modo molto efficace il fattore campo, e sul sintetico del Neri ha totalizzato ben 26 dei 32 punti in classifica, rimediando una sola sconfitta a opera della Ferlapisalò. A livello di mercato di riparazione sono arrivati giocatori che ben conoscono la categoria come Piccioni, Nava, Kalombo o Palma a conferma di un avversario da prendere con le molle e che sicuramente darà il tutto per tutto per conquistare punti.

Il Ravenna arriva alla partita con un grande entusiasmo, figlio degli ultimi ottimi risultati in campo e fuori (la nomina del presidente Brunelli nel direttivo di Lega Pro è testimonianza tangibile del bel lavoro fatto dalla società in questi anni), ma ancora con qualche defezione di troppo. Saranno ancora fermi ai box Pellizzari e Martorelli, cui si è aggiunto Maleh uscito anzitempo contro il Fano e Spurio out per un risentimento muscolare di lieve entità. Rientrano a disposizione di Foschi l’attaccante Galuppini, recuperato dopo il problema di Meda, e Bresciani, che ha scontato i due turni di squalifica dopo la contestata espulsione contro il Teramo. La nota lieta è rappresentata da Esposito, che di ritorno dalla nazionale ha potuto lavorare nel gruppo e sarà presente tra i convocati.

«I ragazzi della curva sono venuti a caricarci – sottolinea il tecnico Luciano Foschi – e ci tengo particolarmente a ringraziarli. Questo dimostra che il mio gruppo ha fatto qualcosa di buono, riattirando le attenzioni della gente, un chiaro messaggio che neanche noi non ci vogliamo accontentare di quanto fatto finora. Sarà un derby contro una squadra che in casa ha un rendimento da alta classifica e come tale va affrontata. Sul proprio campo spesso la fa da padrone, è abituata al sintetico e troveremo un ambiente caldo. Sappiamo che incontreremo una squadra agguerrita, dobbiamo essere bravi a mettere in campo le nostre grandi motivazioni nel volere mantenere se non migliorare la nostra classifica».

La Consar vuole chiudere la stagione al Pala De André con una vittoria su Padova

Volley Superlega / Domani, domenica 17 marzo (ore 18), ultimo atto casalingo per Goi e compagni che, dopo tre ko, hanno fame di tornare al successo. Graziosi: «Un successo sarebbe un po’ la ciliegina sulla torta di un’annata comunque positiva»

VOLLEY PALLAVOLO. Consar Ravenna BCC Castellana Grotte 3 1.
Il libero della Consar Riccardo Goi

Nel match di domani pomeriggio, domenica 17 marzo (inizio alle ore 18, arbitri Rapisarda di Udine e Piperata di Bologna), va in scena il penultimo atto di regular season della Superlega, con Ravenna e Padova che mettono in campo sul parquet del Pala De Andrè quasi 50 anni di storia di volley italiano, con i loro 65 precedenti, il primo dei quali è datato 4 dicembre 1971 (Casadio-Petrarca 3-0), e una frequente condivisione di filosofie e obiettivi. Questa sfida racchiude esigenze e motivazioni diverse: la Consar vuole congedarsi nel migliore dei modi dal proprio pubblico possibilmente con quella vittoria che manca da tre partite, la Kioene cerca di strappare a Monza il settimo posto e quindi la possibilità di evitare nei quarti dei playoff la prima in classifica.

Il tecnico dei ravennati, Gianluca Graziosi, non vuole rilassamenti o cali di tensione: «Ci teniamo in modo particolare a questa partita proprio perché è l’ultima in casa e chiuderla con una vittoria sarebbe un po’ la ciliegina sulla torta di un’annata comunque positiva e buona. E poi vincere vorrebbe dire quasi sicuramente blindare il nono posto  e infine ci metto il fatto che tutti abbiamo voglia di riscattare la partita dell’andata a Padova, nella quale abbiamo fatto la nostra peggior prestazione stagionale, a mio modo di vedere ancora più brutta rispetto a quella in casa contro Sora. Vogliamo dimostrare che noi non siamo poi così lontani da Padova o da chi ci sta davanti».

La Kioene scende a Ravenna con l’obiettivo di provare a scalzare Monza dal settimo posto e per confermare un rendimento in crescita che l’ha vista ottenere nelle prime dieci giornate del ritorno un punto in meno rispetto all’intero girone d’andata. «I nostri avversari saranno motivatissimi, perché anche solo ottenere un posto in più in classifica comunque è stimolante per loro. Poi conosco diversi ragazzi dell’organico della Kioene e posso dire che hanno una mentalità vincente, sono abituati  a non mollare mai un colpo. Ci aspettiamo una partita dove ci vorrà tanta pazienza. Padova è una squadra che gioca bene, che non spreca un pallone, bravissima a giocare sulle mani del muro, a riproporsi, e brava anche in copertura; quindi dovremo essere bravi a fare una partita uguale alla loro, non sprecando alcun tipo di pallone».

Ci vorrà anche la migliore Consar, quella a esempio generosa e combattiva ammirata contro Perugia e Trento, e anche punita eccessivamente nel non raccogliere set e punti in quelle due gare.  «Sono d’accordo, stiamo parlando di due sconfitte che bruciano, perchè non meritavamo sicuramente di perdere in entrambe le occasioni con il massimo scarto, però prendo la prestazione convinto che i ragazzi sapranno ripeterla: continuano a darci dentro e a farsi il mazzo in allenamento, anche adesso che non hanno traguardi particolari da raggiungere – termina Graziosi – e vincere sarebbe anche un premio per tutti i loro sforzi».

Biglietteria Fino a domenica 17 marzo alle 12 è attiva la prevendita su Vivaticket. La biglietteria del Pala De Andrè sarà aperta dalle 16.30.

Viola Casadei sbanca l’Eredità su Rai Uno: la 20enne ravennate vince 190mila euro

Per la studentessa di Lettere percorso netto senza mai dimezzare il montepremi nella ghigliottina finale: «Li metto in banca ma prima porto mia mamma in America»

IMG 8298La ravennate Viola Casadei ha sbancato l’Eredità su Rai Uno: nella puntata del celebre quiz televisivo andata in onda questa sera, 16 marzo, la ventenne ha vinto 190mila euro. Viola è riuscita a trovare la soluzione giusta nel gioco finale della ghigliottina dove ha saputo scegliere le cinque parole senza mai sbagliare e quindi conservando intatto il montepremi iniziale.

IMG 8288Per la studentessa di Lettere all’università di Bologna era la sesta puntata da campionessa ma finora non aveva mai vinto un euro. Oggi si può parlare di “serata col fiocco” visto che proprio “fiocco” è la parola che legava le altre cinque: cravatta, vela, cotone, regalo, azzurro. Essendo riuscita nell’impresa di non dimezzare mai, il percorso di Viola al quiz si interrompe questa sera.

IMG 8295Felicissima, la neo vincitrice ha detto che i soldi li metterà in banca «visto che c’è la crisi» ma prima dovrà mantenere la promessa fatta alla madre: un giro in America. La giovane si è poi scusata con il conduttore Flavio Insinna per avergli macchiato il fazzolettino che le aveva passato per asciugare gli occhi dalla commozione e lui le ha assicurato che con 190mila euro si troverà una tintoria.

IMG 8305Come consuetudine chi vince poi, sui titoli di coda verso il Tg1, brinda con le “Professoresse”, le quattro vallette della trasmissione, con un calice di Bellini: «Bere il Bellini con le Professoresse era il mio sogno della mia vita», ha detto Viola con una risata.

Imprese femminili in diminuzione nel 2018, sono meno di un quarto del totale

In provincia sono il 20,9 percento del totale, meno che in Italia. Nello scorso anno saldo negativo di 58 unità, ora sono 7.295

Lavoro DonneIn provincia di Ravenna risultano 7.295 imprese femminili attive, cioè imprese la cui partecipazione di genere, per il controllo e la proprietà, è superiore al 50 percento. Il tasso di femminilizzazione, cioè l’incidenza percentuale sul totale di imprese attive, è pari al 20,9 percento; lo stesso indicatore in regione e in ambito nazionale risulta un po’ più elevato, rispettivamente 21,1 e 22,6.
Nella Ue a 28 Paesi arriva al 31. Nel dettaglio comunale della nostra provincia, si evidenzia il più alto tasso per il comune di Cervia (23,4), subito seguito da Ravenna (22,7), ed il più basso per Cotignola (15,6). I dati sono riferiti al 31 dicembre 2018, tratti dall’Osservatorio del sistema camerale, diffusi dalla Camera di Commercio di Ravenna.

Per quanto riguarda la distribuzione per settore di attività, le 7.295 imprese femminili sono state rilevate per il 27,1% nel Commercio e per il 15% nell’Agricoltura; seguono le “Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione” e le “Altre attività di servizi”, rispettivamente con il 13,4% ed il 13,3%. L’analisi per natura giuridica mostra che le ditte individuali continuano ad essere la stra-grande maggioranza delle imprese femminili ravennati (68,9%); il 16% sono invece società di persone ed il 13,6% società di capitali. Molto più contenuta la scelta di strutturarsi in forma di cooperativa o di consorzio.

In provincia di Ravenna, il comparto a maggior presenza femminile, ovvero in cui le “imprese rosa” sono percentualmente più numerose rispetto al totale attive (femminili e non), risulta quello delle “Altre attività di servizi”, comprendente attività quali lavanderie, estetiste, parrucchiere ecc., ove ben oltre la metà delle imprese del settore (58,7%) è femminile; seguono “Sanità e assistenza sociale” (41,3%), le “Attività dei servizi turistici” (34,6%), “Noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese” (30,6%) ed il settore del “Commercio” (25,9%).

Approfondendo l’analisi, si evidenzia che il 26,2% (1.912 in valore assoluto) delle imprese femminili operative sono artigiane; anche in questo caso, si tratta prevalentemente di imprese individuali ed il settore economico più numeroso è quello delle “Altre attività di servizio”, seguito, più a distanza, dalle “Attività manifatturiere” e dalle attività connesse al turismo (Alloggio e ristorazione).
Sono 845 invece le imprese femminili che si possono definire straniere, cioè con titolare straniera o a maggioranza dei soci/amministratori stranieri, e rappresentano l’11,6% del totale delle imprese femminili del nostro territorio.

Infine, tra gennaio e dicembre del 2018, al Registro Imprese di Ravenna si sono iscritte 535 imprese femminili, ma 593 hanno cessato l’attività, evidenziando così un saldo negativo pari a -58 unità (al netto delle cosiddette cancellazioni di ufficio).

Un migliaio di lavoratori in piazza a Ravenna per salvaguardare l’off-shore

Manifestazione nazionale coi sindacati Cisl, Uil, Cgil, degli imprenditori e le istituzioni locali. Delegazioni da tutta Italia per chiedere un tavolo di confronto col governo sul decreto “blocca trivelle”

Manifestazione Off Shore Mentre nell’area del Pala De André si mettono a punto gli ultimi dettagli nei grandi stand che ospiteranno prossimamente (dal 27 al 29 marzo) l’Omc 2019, la fiera biennale internazionale dell’oil&gas del Mediterraneo, in piazza del Popolo a Ravenna, si radunano più di un un migliaio di lavoratori, fra i caschi gialli e bianchi degli operai e gli impiegati nelle piattaforme estrattive e nei servizi tecnologici e logistici del settore energetico e degli impianti off-shore. Oltre a una folta rappresentanza locale ci sono gruppi che sono arrivati dal centro sud dell’Italia e perfino dalla Sicilia.
Protestano assieme agli imprenditori, per rivedere e potere ridiscutere il decreto governativo che blocca per un anno emezzo le ricerche in mare di nuovi giacimenti e moltiplica per 15 le tassazioni sulle attività in essere delle estrazioni di idrocarburi. Per il settore significa contrazione dei fatturati e mancati investimenti per miliardi di euro, e sul piano occupazionale dismissioni di operatività che potrebbero mettere a rischio migliaia di posti di lavoro, dall’alto Adriatico, giù per tutto il Paese, fino ai confini del Mediterraneo.
Sul palco i rappresentati sindacali dei lavoratori Cisl, UIl e Cgil ma anche quelli delle grandi e piccole aziende dell’industria, dell’artigianato, delle cooperative e dei servizi commerciali: dalla Confindustria alla Cna e Confartigianato, da Confcommercio a Confesercenti, Legacoop e Confcooperative e Agci…
In prima linea anche le istituzioni locali, a tutela dell’economia e del tessuto sociale del territorio, con il sindaco di Ravenna De Pascale, fra i promotori e i convinti sostenitori dell’iniziativa di protesta, visto che la città è storicamente una delle “capitali” italiani per attività e know how delle imprese locali nel settore dell’off-shore, soprattutto del gas metano.

Manifestazione Off Shore PalcoIl sindaco che ha aperto gli interventi della mobilitazione di piazza, ribadisce più volte che non si tratta di una protesta“contro” ma per aprire un tavolo di confronto e discussione con il governo sul recente provvedimento che – suo parere – ha il torto di “bloccare” un campo strategico, ma non affronta né il tema della pragmatica e indispensabile fase di transizione da fonti energetiche fossili a quelle rinnovabili, né sta progettando un piano energetico nazionale compatibile, non solo con le esigenze economiche e occupazionali, ma anche ambientali, rischiando così di mettere a repentaglio competenze imprenditoriali, investimenti, occupazione e crescita  sostenibile nel prossimo futuro.

Sul piano occupazionale va ricordato che il comparto in Emilia-Romagna, secondo i dati della Regione, conta quasi mille imprese con circa diecimila lavoratori e decine di migliaia dell’indotto, di cui solo a Ravenna assomma il 13 percento di aziende che rappresentano il 29 percento dell’occupazione complessiva.

Il video dell’intervento del sindaco De Pascale e dell’assessore regionale Palma Costi. alla manifestazione “Per l’energia italiana”.

«L’Euro? Un grande abbaglio della sinistra: torniamo alla sovranità nazionale»

Il saggista e gionalista Thomas Fazi primo ospite della rassegna “Pillole di sovranità” alla sala Forum di Ravenna, sabato 16 marzo

Thomas Fazi
Thomas Fazi

Sabato 16 marzo alla sala Buzzi di via Berlinguer a Ravenna alle 16.30, prende il via la rassegna dal titolo “Pillole di sovranità” organizzata dal Centro Studi sulla Costituzione e sulla Prima Repubblica, con la collaborazione del Fronte Sovranista Italiano, Mmt e Senso Comune e la compartecipazione del Comune di Ravenna.

Il primo ospite sarà Thomas Fazi, classe 1982, saggista, giornalista, traduttore (tra gli altri di George Soros, Christopher Hitchens e Robert Reich), autore di documentari e che ha di recente dato alle stampe per Melteni il volume di cui è co-autore Sovranità o barbarie. All’incontro parteciperanno anche Riccardo Paccosi, attore e regista teatrale, Giuseppe Nasone (Mmt Italia) e Carmine Morciano (Fsi Bologna).
Ciò che rende originale il suo lavoro è quello di unire una visione di sinistra a una prospettiva che nella lingua corrente viene detta “sovranista”, rivendicano la necessità di un’autonomia monetaria del singolo stato, in un’ottica dunque antieuropeista e antieuro.

Fazi, cosa significa essere sovranisti oggi? E come si può coniugare a una visione di sinistra?
«La parola “sovranismo” è qualcosa che riconosce l’importanza della sovranità e nel caso dei sovranisti di sinistra, la sovranità popolare e democratica. Dunque è un concetto che non ha nulla di radicale ed è enunciato all’articolo 1 della nostra Costituzione. Fa storicamente parte del pensiero di sinistra».

Oggi questo termine viene però automaticamente associato a una visione antieuropeista. E il sovranismo viene legato a una rivendicazione del potere del singolo Stato.
«Il tema infatti è proprio dove collochiamo la sovranità. Macron parla continuamente di sovranità europea ed è l’emblema dell’europeismo. Orban viene definito “sovranista” quando in realtà è perfettamente inserito nella filiera economica tedesca. Le narrazioni mainstream sono del tutto fallaci. Il punto è che il livello sovranazionale secondo noi non è democratico».

E nemmeno può diventarlo perché lei dice che l’Europa di fatto, per come è stata concepita, non è riformabile.
«Lo diciamo noi, ma lo diceva il grande sociologo Luciano Gallino. L’Europa di fatto è stata creata con lo scopo preciso di arginare i processi democratici, è un’architettura voluta dai grandi poteri economici. Molti tra coloro che furono i fautori della Ue hanno poi dichiarato che l’obiettivo era proprio quello di poter imporre riforme del mondo del lavoro e di riduzione del welfare che sarebbero state più facili da mettere in pratica con un vincolo esterno».

Lei sembra rimpiangere l’epoca pre Euro, che era però anche un mondo non ancora globalizzato. Oggi che sui mercati si sono affacciati giganti come la Cina, come potrebbe la piccola Italia non venire letteralmente colonizzata?
«Spesso si vuole far passare lo Stato nazionale come un modello del passato, quando è invece la realtà in gran parte del mondo. Quasi tutti i Paesi dispongono della propria moneta e della propria banca e riescono ad affrontare le sfide della globalizzazione. La realtà è che il modello sovranazionale è un’eccezione assoluta. Non c’è una dicotomia tra autonomia monetaria e partecipazione ai mercati mondiali. Anche perché i fatti sono lì a dimostrarlo, la Ue nel 2008 non ha affatto difeso Paesi come Grecia, Spagna, Portogallo, semmai ha aggravato gli effetti della crisi. E anche all’interno dell’Europa, i Paesi senza euro se la sono cavata molto meglio. La verità è che la Cina oggi sta avendo tanta facilità a investire in Europa proprio perché l’Europa non fa investimenti importanti né permette agli Stati di farne. E quindi ci lascia alla mercé di chi arriva con un assegno in bianco, altro che protezione».

E però dalla Ue arrivano fondi per progetti di sviluppo economico soprattutto per le aree svantaggiate, che magari noi non siamo nemmeno in grado di spendere.
«I fondi europei sono soldi che gli Stati danno alla Ue e che la Ue ci restituisce. Peraltro l’Italia è un creditore netto, questo significa che diamo più fondi di quanti ce ne tornino indietro e questo al di là dei problemi di gestione, che sono del tutto secondari. In realtà, se guardiamo a ciò che è stato fatto per le aree svantaggiate, il divario per esempio tra Nord e Sud Italia è aumentato».

Opinione diffusa è che le famiglie ci abbiamo guadagnato con l’Euro. Soprattutto in termini di inflazione, tassi di interesse sui mutui bassi nonostante la crisi…
«In realtà con la crisi abbiamo avuto un’esplosione dei tassi, l’Italia ha rischiato il default e la Banca centrale europea ha aspettato ben quattro anni, fino al 2012, per fare gli interventi che le banche nazionali avrebbero potuto far subito. Pensiamo alla minuscola Islanda».

Ma è appunto troppo piccola per fare paragoni…
«Gli Usa sono troppo grandi, l’Islanda è troppo piccola, la Svezia e la Norvegia hanno le risorse, il Giappone, che ha un rapporto del debito pubblico doppio del nostro, può permettersi le politiche espansive perché il debito è in mano ai cittadini o addirittura perché, come ha detto qualche celebre economista, i giapponesi non attraversano con il rosso… Ormai nella narrazione dominante sono tutte eccezioni. L’unico Paese che non può pensare di farlo è l’Italia…».

Fazi Sovranita BarbarieMa se davvero fosse tutto così semplice come dice lei, perché mai la sinistra in Europa ha perseguito la strada opposta? E ancora oggi parla di riformare l’Europa?
«Nel libro dedichiamo a questo una lunga analisi. Il grande abbaglio storico della sinistra italiana che continua a difendere l’Euro è che ha metabolizzato e interiorizzato nel profondo la narrazione mainstream. Si è convinta che a fronte dei processi di globalizzazione, i singoli Stati non potevano avere più alcun potere effettivo».

Al di là dell’economia, un mantra che sentiamo ripetere è che l’Europa ha garantito settant’anni di pace.
«Ora, la Ue in realtà esiste dal 1992, diciamo che secondo me dopo che ci eravamo scannati c’era un consenso generalizzato verso la pace. E, soprattutto, l’Europa è stata sotto la tutela militare degli Usa e disseminata di centinaia di basi militari americane. La pace la dobbiamo più agli americani…».

Almeno sui diritti civili rappresenta un baluardo? Soprattutto per un Paese come il nostro?
«Putroppo direi che basta guardare al caso dei paesi dell’Est, come Ungheria e Polonia, per vedere che anche di fronte alla violazione di norme fondative la Ue è del tutto impotente. Mi pare che la reazione sia molto più decisa di fronte a uno 0,1 percento di sforamento del deficit dell’Italia di quanto lo sia di fronte a un governo che sospende i diritti civili».

Quindi, non si salva proprio niente…
«Io credo che serva una collaborazione europea tra Stati che scelgono liberamente di collaborare su temi importanti. Il risultato di questa Europa è di fatto una maggiore tensione tra Stati e popoli europei, basta vedere le manifestazioni contro Merkel».

All’idea di sovranità si accompagna un’idea di identità e di popolo che sono concetti spesso sbandierati dalla destra per costruire muri e promuovere politiche contro i migranti.
«La destra porta avanti una politica di identitarismo. So che il punto è scivoloso e pericoloso ed è l’ennesimo cavallo di battaglia che non si può regalare alla destra: tra le persone c’è un bisogno diffuso di protezione anche identitaria, ma mi sembra abbastanza comprensibile che una comunità che vede cambiare rapidamente il proprio tessuto sociale possa reagire con una sensazione di spaesamento. Posto che credo che i flussi migratori vadano regolati, la risposta alla xenofobia è nel terreno dei diritti e del lavoro, bisogna rendere questo Paese in grado di accogliere senza creare schiavi e senza che si provochino tensioni tra gli autoctoni. Ma qui il cerchio si chiude: per farlo lo Stato dovrebbe avere il possesso di strumenti economici e di una capacità di spesa a cui ha rinunciato».

Dunque tra dieci anni potremmo vedere una Gran Bretagna felice e accogliente? Anche se a votare per la Brexit ci sono andati anziani, persone poco istruite, di periferia…
«Credo sia stato anche un voto contro le élite e l’espressione di un malessere diffuso a politiche neoliberiste connaturate all’Ue. Ora bisogna capire che si presentano opportunità importanti per la Gran Bretagna, perché fuori dalla Ue un eventuale governo guidato da Corbyn avrebbe margini di azione per un vero programma anti-neoliberista con nazionalizzazioni e investimenti pubblici».

Ma quindi, alle Europee di maggio ha senso per lei andare a votare?
«Le elezioni sono sempre un’occasione utile per mandare un messaggio a chi ci governa. Ma se qualcuno pensa che le elezioni europee possano in qualche maniera modificare l’assetto istituzionale nel quale ci troviamo si illude di grosso».

Ospedale, nuovo padiglione D: l’Ausl aggiorna i tempi, fine lavori nel 2019

La nuova tempistica è in ritardo di due anni rispetto alla previsione fatta nel 2016 all’apertura del cantiere. Costo complessivo 4,75 milioni di euro. Intato si progetta la nuova Rianimazione

Visita All'Ospedale Di Lugo, 15 Marzo 2019 (2)La fine dei lavori per la realizzazione del nuovo padiglione D dell’ospedale di Lugo – in sostituzione del vecchio che è stato completamente demolito perché troppo vecchio per una ristrutturazione – è prevista entro il 2019. Questo l’ultimo aggiornamento delle tempistiche fornito dall’Ausl Romagna oggi, 15 marzo, in occasione della visita sul cantiere del sindaco Davide Ranalli accolto dal direttore generale Marcello Tonini. La visita è stata anche l’occasione per ufficializzare il passaggio di consegne, alla direzione medica del presidio, tra la dottoressa Marisa Bagnoli, ora in forze alla direzione medica dell’ospedale di Cesena, e il dottor Paolo Fusaroli che ha accompagnato Ranalli e Tonini nella visita.

Se la nuova tempistica sarà effettivamente rispettata, vorrà dire che le opere si concluderanno con due anni di ritardo rispetto alle previsioni fatte a luglio 2016 quando cominciarono i lavori di demolizione. A ottobre del 2017, quando in teoria doveva essere ormai prossimo il taglio del nastro, l’Ausl comunicò lo slittamento ad agosto 2018, scadenza poi non rispettata.

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Il padiglione D è attualmente allo stato di cantiere; sono infatti  in costruzione, e vi troveranno sede definitiva: la nuova Dialisi (al pianterreno), l’Otorinolaringoiatria (al primo piano), l’Oculistica (con 16 ambulatori al primo e secondo piano), l’Endoscopia digestiva (al secondo piano). Costo complessivo dell’opera, 4,75 milioni di euro. Per il rivestimento della struttura sono stati usati materiali  che consentiranno di fare di quell’edificio un padiglione ad “impatto ambientale zero”, grazie alle politiche di conservazione energetica.

Il primo cittadino ha colto l’occasione per fare il punto anche sugli ulteriori lavori per i quali attualmente è in corso la progettazione. Si possono citare: interventi impiantistici per il risparmio energetico sempre presso il Padiglione D, il collegamento di quest’ultimo col resto del Presidio ospedaliero, il nuovo Laboratorio a risposta rapida e trasfusionale i cui lavori termineranno entro l’estate prossima e che troverà spazio nelle vecchie cucine al pianterreno del Padiglione C.

Ma l’intervento forse principale attualmente in corso di progettazione, è la riqualificazione della Rianimazione. «Il termine della progettazione è previsto a settembre 2019 – scrive l’Ausl in una nota inviata alla stampa – così da poter inserire l’opera tra i finanziamenti previsti dal programma regionale degli investimenti».

Visita All'Ospedale Di Lugo, 15 Marzo 2019 (3)Per quanto riguarda gli altri reparti visitati da Ranalli, al pronto soccorso sul fronte strutturale è stata realizzata la nuova Osservazione Breve Intensiva (Obi) ed è stata ampliata l’intera area del triage/barrellati allo scopo di dedicare l’intero piano alle operazioni di Pronto Soccorso, raddoppiando così di fatto gli spazi a disposizione. «Grazie a questi interventi strutturali– ha spiegato la primaria dottoressa Ivana Valenti – è stato possibile diminuire i ricoveri e, soprattutto, migliorare la  diagnostica e il contenimento del rischio clinico». In queste aree è stata tra l’altro prevista ed è in corso di realizzazione una nuova Sala Radiologica dedicata al Pronto Soccorso grazie alla quale i pazienti che hanno bisogno di accertamenti radiologici non dovranno più essere trasportati e presi in carico dalla Radiologia, con un conseguente e significativo risparmio di tempo. Il tutto sarà completato, e dotato di un nuovo apparecchio radiologico, dopo l’estate.

L’azienda sanitaria pubblica poi ha voluto ricordare che «nessun servizio è venuto meno rispetto al punto nascita, e il calo del numero di parti si inserisce in un trend nazionale di denatalità associato ad una sempre maggiore presa in carico delle partorienti a rischio in termini di sicurezza dell’evento parto, anche attraverso la centralizzazione, quando ne ricorre la necessità, in una struttura a maggior intensità di cura. Ad ogni modo a Lugo l’attività del punto nascita continuerà, in sicurezza, attraverso la presenza di una guardia attiva ginecologica e pediatrica, e con tutti i requisiti di sicurezza necessari». A ciò si affianca l’attività di Fisiopatologia della Riproduzione che vedrà di qui a breve l’accorpamento con l’analoga struttura di Cattolica, con guida a Lugo.

Conad, a Orvieto una sfida diretta decisiva per tenere accesa la speranza playoff

Volley A2 femminile / Domenica 17 marzo le biancorosse fanno visita alle umbre con l’unico obiettivo di vincere. Caliendo: «Dovremo provare a trasformare la tensione in attenzione e carica positiva»

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L’opposta cubana della Conad Yaremis Mendaro

Giunti al giro di boa della Pool Promozione di A2 femminile, domenica 17 marzo la Conad sarà impegnate sul campo di Orvieto (inizio ore 17, arbitri Feriozzi e Dell’Orso), al momento sesta con sette lunghezze in più delle ravennati. Mancano ancora cinque partite al termine e in palio ci sono 15 punti, con sei da rimontare sulla settima Mondovì. La vincitrice di questa fase conquisterà la promozione diretta in A1, mentre le squadre dalla seconda alla settima posizione si affronteranno nei playoff per il secondo pass disponibile. È per questo che, di qui in avanti, ognuna delle partite del girone di ritorno della Pool Promozione sarà decisiva per fare punti, recuperare posizioni e cercare di raggiungere quel traguardo che per Ravenna significherebbe uno storico obiettivo.

«Siamo all’avvio del girone di ritorno – dichiara il tecnico Nello Caliendo – e le partite sono sempre di meno, quindi conterà di più ogni dettaglio, ogni particolare. Sappiamo che andiamo a giocare in casa di una squadra bisognosa anch’essa di fare punti e perciò dovremo fare di tutto per non scendere in campo con troppa tensione, anzi piuttosto dovremo provare a trasformare la tensione in attenzione e carica positiva. La settimana scorsa Orvieto ha giocato il derby contro la capolista Perugia fuori casa e ha vinto, perciò avrà il morale a mille. Noi desideriamo riscattare l’opaca prestazione contro Soverato e perciò saremo concentrati soprattutto nel fare la nostra partita. Dobbiamo ricordarci di guardare solo a noi stessi. A Orvieto andremo con l’obiettivo di raccogliere punti, perché ce n’è bisogno. Tuttavia c’è necessità innanzitutto di fare la prestazione perché, come si è visto a Caserta, con le prove individuali è salito il livello di tutta la squadra. È quello l’atteggiamento e la continuità che dobbiamo ricercare di qui alla fine».

Le avversarie Lo scorso anno, all’avvio della sua prima esperienza in A2, la squadra umbra ha confermato in panchina il pesarese Matteo Solforati, il tecnico della promozione che, visti gli ottimi risultati raggiunti all’esordio in A2, è stato riconfermato anche per questa stagione.
Tra i pezzi da 90 della squadra umbra vanno citate l’opposto Clara Decortes, proveniente da Brescia (vincitrice della passata stagione di A2), Sofia D’Odorico (attaccante ex Olimpia Teodora), l’altro posto 4 Gabriela Stavnetchei, giovane brasiliana al suo primo anno in Italia, le centrali Mila Montani, confermata dalla passata stagione, e la giovanissima Michela Ciarrocchi, cresciuta a Casal de’ Pazzi, ma da due anni in forza a Orvieto.

Live match La diretta streaming della partita sarà visibile sulla pagina Facebook di streaming Pallavolo Zambelli Orvieto al link: https://www.facebook.com/Streaming-Pallavolo-Zambelli-Orvieto-362175467564852/

Classifica: Bartoccini Gioiellerie Perugia 29 punti; Delta Informatica Trentino 25; Volley Soverato 24; Barricalla Cus Torino 22; Omag S. Giov. Marignano 22; Zambelli Orvieto 20; LPM Bam Mondovì 19; Conad Ravenna 13; Golden Tulip Volalto 2.0 Caserta 13; Itas Città Fiera Martignacco 8.

Un materasso da sballo: imbottito con 350 grammi di marijuana, arrestato 23enne

Il giovane era sotto osservazione: dopo alcuni scambi sospetti in stazione è stato fermato e poi perquisita la casa

Image002Forse al mattino si svegliava con qualche dolore alla schiena: nell’imbottitura del materasso usato da un 23enne nigeriano residente a Ravenna c’erano dei rotoloni di cellophane trasparente che contenevano in tutto 350 grammi di marijuana. I carabinieri della compagnia di Ravenna hanno arrestato il giovane ieri, 14 marzo, con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Stamani al termine del processo direttissimo, con la convalida, gli si sono spalancate le porte del carcere.

L’operazione dei militari è andata in scena quando, in zona stazione ferroviaria, il 23enne ha avuto degli scambi sospetti con altre persone. Il giovane, già noto ai carabinieri di Via Alberoni, era tenuto d’occhio: l’hanno pedinato e trovato in possesso di diversi dosi di stupefacente, che da ulteriori sviluppi si è certificato essere marijuana. Dagli accertamenti effettuati nella sua dimora venivano rinvenuti altri involucri della stessa sostanza occultati all’interno del materasso. Tutta la marijuana è stata sequestrata.

Nell’anticipo del “De André” l’OraSì dovrà stare attenta a non pungersi nel Roseto

Basket A2 / Domani, sabato 16 marzo (ore 20.30), i ravennati ospitano i temibili abruzzesi, che viaggiano al ritmo delle prime delle classe. Mazzon: «Bisogna confermare la bella prova offerta contro la Fortitudo». Match sponsor Con.Eco Trasporti

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Da sinistra il coach Mazzon, la guardia Smith, il presidente di Con.Eco Massari e il dg Trovato

A sei giorni di distanza dal grande scontro con la capolista Fortitudo, al Pala De Andrè si accendono ancora le luci per un altro match di assoluto interesse. Domani, sabato 16 marzo alle 20.30 (arbitri Brindisi, Raimondo, Aydami), l’OraSì ospiterà quella Cimorosi Roseto che è considerata da più parti come la migliore squadra del girone di ritorno dell’A2 Est. Nella fase discendente del campionato, infatti, gli Sharks abruzzesi viaggiano agli stessi ritmi delle prime tre della classe e sono in grande serie positiva, come testimonia anche il +20 inflitto a Imola domenica scorsa.

Sarà, come si può facilmente intuire, una partita molto difficile, ma l’OraSì vista al cospetto della Fortitudo potrà certamente cercare di vincerla, come spiega anche il coach Andrea Mazzon: «Noi stiamo bene e in questo momento possiamo pensare che avremmo meritato di più in termini di classifica, in questa fase decisiva del campionato. Vogliamo vincere contro quella che si sta dimostrando la miglior squadra del girone di ritorno, quindi bisognerà confermare la bella prova offerta contro la Fortitudo ma con un risultato diverso. Il nostro trend è molto positivo, questa sarà una partita fondamentale e servirà un approccio durissimo dall’inizio alla fine. Roseto ha atleti spaventosi e tutti altissimi, ma dobbiamo e vogliamo vincere».

Il match sarà sponsorizzato da Con.Eco Trasporti, arrivata ormai al sesto anno di collaborazione con il Basket Ravenna. Il presidente di Con.Eco, Renato Massari, ha spiegato i motivi dell’iniziativa: «Abbiamo due stabilimenti, a Ravenna (datato 2007) e in provincia di Chieti (2009), così questo rappresenta per noi anche un importante momento di coesione. Lo abbiamo fatto in passato in occasione delle partite tra Ravenna e Chieti, di recente invece nei match tra OraSì e Roseto, in modo da mantenere sempre la doppia territorialità. Per noi lo sport è coesione».

Per il Basket Ravenna è intervenuto anche il direttore generale Julio Trovato, che ha regalato a Massari una canotta personalizzata OraSì: «Per noi gli abbinamenti con le aziende sono molto importanti, anche i match sponsor sono fondamentali e sono anche in buona crescita. Per questa occasione prima della partita ci sarà un rinfresco per i nostri sponsor, i soci di Ravenna nel cuore e gli invitati della Con.Eco».

L”ex di turno sarà invece Adam Smith, beniamino dei tifosi rosetani (150 domani sera in arrivo, ma non gli Ultras, in polemica con la società) prima di diventarlo di quelli ravennati: «A Roseto ho tanti amici, ma sul campo per me non sarà una gara particolare, perchè rispetto alla mia squadra è rimasto solo Sherrod. Stiamo lavorando in modo duro, vogliamo vincere questa importante partita».

Incidente sul lavoro alla Resin Plast: un operaio ustionato, area sotto sequestro

Stava facendo manutenzione a un quadro elettrico degli impianti della ditta che produce tubi in Pvc. Un collega intossicato dai fumi inalati mentre cercava di aiutarlo

RAVENNA 15/03/2019. INFORTUNIO SU LAVORO ALLA RESIN PLAST. 2 Operai Ustionati Dalla Esplosione Di Un Quadro Elettrico.Un incidente sul lavoro si è verificato nel pomeriggio di oggi, 15 marzo, alla ditta Resin Plast di Ravenna coinvolgendo due operai di una ditta esterna impegnata nella manutenzione degli impianti in via Faentina a Fornace Zarattini alle porte della città. Il più grave è un 26enne italiano che ha riportato ustioni ed è stato trasporto all’ospedale di Cesena mentre l’altro è ricoverato a Ravenna per problemi respiratori.

La dinamica dell’incidente è ancora da ricostruire: la prima richiesta di soccorso parlava di uno scoppio. Secondo quanto accertato finora dai tecnici della Medicina del lavoro dell’Ausl il 26enne stava lavorando su un quadro elettrico quando c’è stato uno scoppio e un principio di incendio che l’ha raggiunto. Le ustioni sul corpo sono gravi e i medici stanno ancora valutando la prognosi. Il collega invece è rimasto intossicato leggermente quando è intervenuto per prestare i primi soccorsi e avrebbe respirato del fumo. L’Ausl ha sequestrato l’area dello stabilimento.

La Resin Plast, secondo le informazioni reperibili sul suo sito internet, è una delle prime aziende sorte in Italia nel settore delle materie plastiche per condotte. È attiva da oltre cinquant’anni e realizza principalmente tubi e raccordi in Pvc per l’edilizia e per la fognatura.

«Tutta la nostra vicinanza – dichiara il sindaco Michele de Pascale – ai due lavoratori coinvolti nel bruttissimo incidente di oggi pomeriggio in un’azienda di Fornace Zarattini. Un enorme grazie a tutti coloro che hanno operato per soccorrerli e per accertare le dinamiche dell’infortunio – 118, Vigili del Fuoco e Polizia – e al personale medico e sanitario del Bufalini di Cesena e del Santa Maria delle Croci, che li stanno assistendo».

Brunelli nel Direttivo Lega Pro. «Un riconoscimento al lavoro svolto in questi anni»

Calcio C / Il presidente del Ravenna FC inserito nell’organismo decisionale in sostituzione di Ranucci della Ternana. «Torniamo a essere parte attiva del calcio che conta»

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Il presidente del Ravenna Fc Alessandro Brunelli

La stagione del Ravenna FC alla vigilia di un importantissimo derby contro il Rimini registra un’altra grande soddisfazione e orgoglio per tutta la città. E’ infatti arrivata mercoledì mattina la nomina del presidente della società giallorossa, Alessandro Brunelli, all’interno del Direttivo di Lega Pro, l’organo decisionale della lega stessa, in sostituzione di Ranucci della Ternana. Una notizia che rispecchia come il modello organizzativo adottato dal club bizantino stia pagando in termini di risultati non solo sportivi, ma anche e soprattutto gestionali, aspetti con non possono essere slegati, con i primi come diretta conseguenza dei secondi. Non potrebbe essere diversamente in una stagione sportiva che ha visto per l’ennesima volta realtà sparire dal campionato e più di 100 punti di penalizzazione sanzionati per illeciti amministrativi.

«La chiamata del presidente Ghirelli – spiega lo stesso Brunelli – mi ha fatto molto piacere, non tanto a titolo personale, ma quanto per il club e la città di Ravenna. E’ un grande riconoscimento al lavoro fatto in questi anni da tutti i componenti della società, perché torniamo a essere parte attiva del calcio che conta. Stiamo facendo vedere che esiste un modello alternativo a quello classico che conosciamo nel calcio, che funziona e che può essere portato come esempio, ed è proprio questa esperienza che cercheremo di portare nel Direttivo».

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